4 Ottobre 2026 – Lettura: 3 minuti
A Tokyo arriva Sauna Mother, un’esperienza immersiva di due ore che promette una seconda nascita tra battiti cardiaci, bagnetti e coccole meccanizzate. Perché ormai si può comprare persino il piacere di tornare neonati
La mamma è sempre la mamma, è uno dei detti più famosi che accomuna generazioni di figli in tutto il mondo. Ma è in Giappone, dove la tecnologia ha già imparato a occuparsi di buona parte delle nostre necessità quotidiane, che si è deciso di monetizzare l’ultima apparente frontiera del benessere: restituire agli adulti quella condizione di assoluta dipendenza materna dalla quale trascorriamo il resto della vita cercando di emanciparci, salvo poi scoprire che essere grandi è una fatica considerevole.
Come? Semplicemente riportandoci per 120 minuti all’interno del grembo materno, tra battiti cardiaci, suoni ovattati e profumi che evocano la gravidanza, per poi accompagnarci attraverso una seconda nascita e affidarci alle cure di una figura artificiale che abbiamo scelto da un catalogo. Roba che Freud si sarebbe messo le mani nei capelli. Quella che sembra più una follia moderna che un trattamento beauty rivoluzionario si chiama «Sauna Mother», è in arrivo a fine ottobre a Roppongi, nel cuore di Tokyo, e ovviamente ha un costo: 47 euro a persona. Ma il grembo artificiale ne può ospitare fino a quattro contemporaneamente.
Tornare simbolicamente neonati è semplice. Si comincia in una sauna a 85 gradi, tra luci rosse e una panca sulla quale rannicchiarsi in posizione fetale, prima di affrontare una seconda nascita attraverso una vasca d’acqua fredda, dove una gigantesca mano provvede al primo bagnetto.
Segue una doccia durante la quale si appoggia la testa sulle ginocchia di un’operatrice per farsi lavare (perché evidentemente rinascere non basta, bisogna anche essere accuditi). Il vero capolavoro arriva con il Mother Sofa, un enorme divano meccanizzato che avvolge, culla e accarezza il corpo mentre il volto materno compare attraverso una proiezione. I modelli disponibili sono quattro, dalla dea giapponese Izanami a una madre da anime, passando per l’arte e la mitologia mondiale, mentre il movimento del divano può essere regolato su tre velocità, compresa quella «frettolosa».
Una maternità su misura, insomma, dove persino le coccole si possono scegliere, regolare e acquistare, perché se c’è una cosa che i giapponesi hanno capito prima di tutti è che qualsiasi bisogno umano, anche il più intimo e apparentemente impossibile da commercializzare, può diventare un’esperienza immersiva, tecnologica e rigorosamente su prenotazione. E che anche l’amore di una madre, quando diventa un servizio, ha un tariffario e un orario di scadenza. La differenza è che questa volta, quando la voce ti dice che sei diventato grande e devi andare, puoi sempre prenotare un’altra seduta.