TREVISO - Su un monopattino elettrico senza casco né targa, scappa all’alt dei vigili e, nella fuga, travolge una donna, provocandole abrasioni ed ematomi, lungo il sottopasso pedonale della stazione ferroviaria, in via Dandolo, a Treviso. E quando gli agenti tentano di bloccarlo per stringergli le manette ai polsi, li prende a calci e li strattona, arrivando a ferirne uno. È finito con un arresto l’intervento dei vigili di venerdì pomeriggio. A finire in manette è stato un 23enne di origini tunisine, già noto per precedenti.
Tutto ha avuto inizio alle 16.30 lungo la strada Terraglio, quando una pattuglia in moto della polizia locale, impegnata nel controllo del territorio, ha notato provenire dal senso di marcia opposto un giovane su un monopattino. Due irregolarità sono saltate subito all’occhio agli agenti: il ragazzo viaggiava senza casco e il mezzo non era nemmeno dotato di targa. Non solo: ai vigili basta una rapida occhiata per riconoscere il trasgressore, noto per i suoi numerosi precedenti. In particolare, il ragazzo era destinatario di un foglio di via emesso dalla Questura nell’ottobre 2025: non poteva trovarsi a Treviso. Gli operatori intimano subito l’alt al 23enne. Ma il ragazzo non si ferma e anzi tira dritto a tutto gas, nel tentativo di sottrarsi al controllo. È lì che scatta l’inseguimento al cardiopalma.
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L'inseguimento e l'arresto
La pattuglia si mette subito a rincorrere il fuggitivo. Che tira dritto a folle velocità, superando i 25 chilometri orari, nonostante i vigili avessero azionato i lampeggianti. Fino ad arrivare all’incrocio tra via Marco Polo e via Zermanese, dietro la stazione dei treni, dal sottopasso pedonale ferroviario di via Dandolo, in quel momento particolarmente frequentato da pendolari e cittadini. Il ragazzo, a bordo del monopattino, la imbocca pericolosamente a tutta velocità. Nel farlo, però, scivola col mezzo e travolge una passante. Nell’affrontare una curva, ha perso aderenza ed è caduto, investendo una donna che stava transitando a piedi nel sottopasso. La pedone ha rimediato alcune lesioni, un’abrasione e un ematoma, fortunatamente lievi. Ma sarebbe potuta andare molto peggio. Dopo la caduta, il 23enne abbandona il monopattino e tenta di proseguire la fuga a piedi. Ma viene raggiunto dagli agenti. È lì che scatta una violenta colluttazione.
Il giovane, nel tentativo di divincolarsi, strattona e prende a calci gli agenti, causando una contusione a uno di loro. Nonostante la violenta resistenza, i vigili riescono a bloccarlo e a stringergli le manette ai polsi, arrestandolo in flagranza di reato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, inosservanza del provvedimento di allontanamento e fuga all’alt. «Sono state inoltre elevate le sanzioni amministrative previste per la circolazione con un monopattino non conforme, privo di targa e assicurazione, condotto senza casco e a velocità pericolosa» fa sapere il comandante Patrich Antonello. Sono ben le 50 violazioni a carico di conducenti di monopattini e velocipedi a pedalata assistita intercettate dalla polizia locale di Treviso.
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La convalida
Ieri mattina, assistito dall’avvocato Katia Falcomer, il giovane è stato portato al tribunale di Treviso per l’udienza di convalida dell’arresto. Il 23enne, davanti alla giudice Isabel Manca, si è scusato per quanto successo: «Mi dispiace, sono pentito» ha detto in aula. E a proposito del foglio di via ha aggiunto: «Ho una compagna e un figlio di soli due mesi, non posso andarmene da qui». Il provvedimento della Questura, fra l’altro, risulta incompleto in alcune parti. Nodo sul quale farà leva la difesa. Non a caso il tribunale, dopo aver convalidato l’arresto, ha comunque disposto nei confronti del 23enne la misura cautelare dell’obbligo di presentazione settimanale alla polizia giudiziaria. Nel farlo ha sottolineato la «pericolosità dell’arrestato», i «numerosi precedenti» di cui è gravato e la sua «propensione a commettere simili reati».