Incendio, acqua scura in canali e scoli: vietato l'uso per irrigare

TAGLIO DI PO (ROVIGO) - Doccia fredda per la già provata comunità tagliolese e non solo, per le notizie diffuse dal Comune che le acque dei canali e scoli potrebbero essere inquinate, quindi pericolose per la salute pubblica.
La sindaca, Laila Marangoni, avuta la segnalazione dal Consorzio di bonifica Delta del Po che dopo l’incendio ai capannoni dell’azienda dei fratelli Forte, le acque di alcuni canali della zona presentavano delle anomalie, ha emesso un’apposita ordinanza che fa divieto dell’utilizzo delle acque superficiali.

Il Consorzio, ieri mattina, ha comunicato alla sindaca Marangoni che nel tardo pomeriggio di martedì, il personale consorziale ha osservato, in alcuni canali consorziali, nella fattispecie il Veneto inferiore, i canale Medi, Veneto di Tramontana e Veneto, che le acque superficiali presentavano colorazione marrone, non usuale soprattutto nel periodo irriguo, la presenza di schiuma in superficie e moria di pesce diffusa.
Ricevuta questa comunicazione dal Consorzio, anche il personale dell’Ufficio Ambiente e della polizia locale hanno constatato le stesse condizioni superficiali dell’acqua nei corpi idrici delle vie Avogadro, Udine e Kennedy. Appurato, quindi, che gli sversamenti sono ragionevolmente riconducibili all’incendio in corso allo stabilimento di via Kennedy, iniziato venerdì e che si potrebbe trattare delle «acque di spegnimento dell’incendio che hanno raccolto sostanze potenzialmente contaminanti, di cui non si hanno ancora risultati analitici idonei a escludere un rischio per la salute pubblica, per il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici e atteso che Arpav, tempestivamente avvisato e con immediatezza è intervenuto con personale specializzato atto ad analizzare lo stato delle acque». Di qui l’ordinanza di Marangoni che in via precauzionale, vieta «l’utilizzo di tali acque per qualsiasi finalità, in attesa delle analisi effettuare da parte di Arpav, proprio per tutelare la salute pubblica».

L’atto

L’ordinanza recita che è vietato «fino a nuova disposizione e comunque sino alla comunicazione degli esiti favorevoli degli accertamenti analitici da parte dell’autorità competente, qualsiasi prelievo, captazione, emungimento, derivazione, uso irriguo, zootecnico, domestico, potabile, ricreativo o altro utilizzo delle acque presenti nei fossi, scoli, canali e corpi idrici individuati nell’allegata planimetria (planimetria che è stata pubblica sul sito del Comune, ndr.), nonché l’immissione o dispersione delle medesime acque nel suolo, nel sottosuolo, nella rete fognaria o nei corpi idrici superficiali.

Il divieto è adottato in via precauzionale, considerato che le acque di spegnimento dell’incendio hanno raccolto sostanze potenzialmente contaminanti e che, allo stato, non sono disponibili risultati analitici idonei a escludere un rischio per la salute pubblica, il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici»
 L’ordinanza è stata trasmessa a tutti gli organi preposti come Prefettura, Consorzio di Bonifica, Acquevenete, Vigili del fuoco di Rovigo, commissariato della Polizia di Stato di Porto Tolle, alla Compagnia Carabinieri di Adria e alla stazione di Taglio di Po, al Comando di Polizia locale di Taglio di Po, all’Ufficio ambiente del comune di Taglio di Po, all’Arpav di Rovigo e all’Ulss 5 Polesana.