Ibis eremita, 50 esemplari accanto alla base di Aviano: «Sono un problema per gli aerei»

AVIANO (PORDENONE) - Una cinquantina di ibis eremita al pascolo nel campo di fresca mietitura al confine con la base di Aviano, in località Tornielli. Monitorati dal progetto Waldrapp, attraversano i cieli europei ogni anno, e finiscono per fermarsi poi in alcuni territori, tra centro Europa e l'oasi di Orbetello.
«I nostri ibis migrano due volte l’anno tra il sito di riproduzione e quello di svernamento - spiegano gli addetti ai lavori - quindi possono essere avvistati lungo la rotta migratoria per tutto l’arco dell’anno».


Gli spostamenti

Nel dettaglio entra Roberta Peroni, responsabile delle Operazioni Antibracconaggio per il progetto Life Ibis eremita in Italia, che spiega: «Il gruppo di ibis eremita della foto è composto da uccelli provenienti dal Waldrappteam, da Grünau e da Fagagna. In questo periodo dell’anno, ad Aviano si trovano sempre molti Ibis eremita. Si possono avvistare nei prati circostanti e sul campo da golf di Aviano. Il gruppo comprende anche molti esemplari giovani nati e cresciuti ad Osoppo e a Fagagna. Alcuni di questi uccelli trascorreranno l’inverno ad Aviano, mentre altri voleranno verso Orbetello. Inoltre, ogni anno in autunno e in inverno (e anche in primavera), Aviano funge da tappa di sosta per i nostri Ibis eremita migratori provenienti dal nord».
Molti di questi uccelli hanno l’anello, altri il radio collare, che permette ai ricercatori di controllarne gli spostamenti. Importante è fornire le segnalazioni degli avvistamenti alla mail [email protected], o alla stazione forestale di Polcenigo che è sempre in contatto con i ricercatori, per riuscire a tracciare le mappe delle migrazioni. 


Le azioni

Molto importanti i rapporti con le autorità del territorio e anche della base di Aviano, dove gli ibis possono diventare un problema per gli aerei, ma la loro sosta all’interno dei confini dell’aeroporto può rappresentare un problema anche per la loro incolumità; così saranno messe in atto delle azioni per tutelare la presenza dei volatili. Per chi viene in contatto con gli uccelli neri dai riflessi arcobaleno, tre sono le regole importanti da osservare durante gli avvistamenti: mantenere la distanza e non avvicinarsi agli uccelli, non attirare, richiamare o accarezzare gli animali e non dare da mangiare, né ovviamente catturarli. Per i più curiosi è possibile vedere i dati Gps degli spostamenti degli ibis attraverso la app Animal Tracker, dove i singoli individui sono individuabili attraverso il numero di anello o la posizione. 


Il progetto

«L’ibis eremita - spiegano nel sito del progetto i ricercatori - è un uccello migratore originario dell’Europa centrale, scomparso nel XVII secolo a causa della caccia eccessiva. Nell’ambito del primo progetto Life dal 2014 al 2019 una popolazione migratoria di Ibis eremita è stata reinsediata nelle Alpi. Nel 2019, 142 uccelli vivevano in tre colonie riproduttive a nord delle Alpi, tutte con un’area di svernamento comune in Toscana. Le perdite dovute alla caccia illegale di uccelli in Italia potrebbero essere quasi dimezzate grazie agli sforzi di protezione. Sebbene gli obiettivi del progetto siano stati raggiunti, una popolazione di queste dimensioni non è ancora autosufficiente. Per questo motivo è stata presentata un’altra domanda ed è stato approvato un secondo progetto dal 2022 al 2028, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la popolazione fino a renderla autosufficiente». Una decina i partner del progetto, nei quattro paesi, che collaborano sotto la direzione dello Zoo di Schönbrunn a Vienna e con la partecipazione del Waldrappteam Förderverein, che ha promosso il progetto in passato. Vi parteciperanno Austria, Germania, Italia e Svizzera.