Incendio Airola, «Accertiamo responsabilità non imponiamo la bonifica»

La Procura di Benevento sgombra il campo da equivoci sull’area della Eco Energy devastata dall’incendio dello scorso 31 agosto. Ovviamente ora c’è un nuovo sequestro che riporta sotto i riflettori l’impianto di trattamento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi, già interessato da un precedente intervento dell’autorità giudiziaria nell’aprile del 2024 per violazioni di natura ambientale. Il fascicolo dovrà ora fare chiarezza su un incendio che ha lasciato dietro di sé paura e interrogativi. La priorità è ricostruire cosa sia accaduto nell’impianto, verificare le condizioni della struttura e accertare se vi siano state condotte penalmente rilevanti. Gli accertamenti sono già in corso e, considerata la loro complessità, potrebbero richiedere tempi non brevi. A firmare la nota è il procuratore Nicola D’Angelo, che prende atto dell’allarme cresciuto in questi giorni ad Airola e nell’area circostante.

La procura

E il Procuratore D’Angelo ci tiene a ribadire un concetto: «l'azione della Procura è normativamente deputata al solo accertamento di eventuali responsabilità di carattere penale e tra i provvedimenti che può adottare non rientra quello di obbligare ad un facere (ossia ordinare direttamente l'esecuzione di interventi o opere di messa in sicurezza).

La Procura assicura di essere «pienamente consapevole dell’impatto sociale e ambientale di quanto accaduto, comprendendo e condividendo fino in fondo le apprensioni della comunità, ed essendo massimamente impegnata, nell’ambito delle proprie prerogative istituzionali, a fare piena luce sull’evento». Una risposta istituzionale alle richieste di chiarezza che si sono moltiplicate dopo il rogo. Ma mentre gli investigatori lavorano alla ricostruzione dei fatti, sul territorio resta un’emergenza concreta: l’area deve essere controllata, i materiali accumulati dopo l’incendio devono essere rimossi e il sito deve essere messo in sicurezza e successivamente bonificato. È su questo punto che la Procura interviene per evitare che il vincolo giudiziario venga interpretato come un blocco alle attività necessarie. Il sequestro, infatti, non significa congelare l’area. D'Angelo ricorda che «nell’ambito di un’area sottoposta a sequestro, il ruolo dell’Autorità Giudiziaria, pur nel doveroso contesto dell’attività investigativa, può essere solo quello di autorizzare tutte le operazioni che i titolari del sito, o altri soggetti eventualmente chiamati a sostituirsi ad essi, chiedano di effettuare. Questo, al fine di evitare che le esigenze investigative finiscano, esse stesse, per tradursi nel rischio di un ulteriore danno per l'ambiente e la collettività, paralizzando interventi urgenti e indifferibili». Una distinzione che, dopo l’incendio, diventa decisiva. Perché il tempo dell’inchiesta non può coincidere con quello dell’emergenza. Da qui la rassicurazione: nessun ritardo nelle attività indispensabili per contenere le conseguenze del rogo. Monitoraggio dell’area, gestione dei rifiuti residui e interventi di messa in sicurezza potranno procedere attraverso le necessarie autorizzazioni.

Le cause

Resta ancora inevasa la domanda su come è divampato l’incendio e perché? Per arrivare alle risposte saranno necessari rilievi tecnici, verifiche sulla struttura e sulla gestione dell’impianto, oltre all’esame della documentazione. Elementi che dovranno essere incrociati per ricostruire la dinamica del rogo e verificare l’eventuale presenza di responsabilità. Attività investigative che, «per la loro intrinseca natura e complessità, sono coperte da segreto e si preannunciano verosimilmente non di breve durata, richiedendo tutti i necessari riscontri tecnici e normativi». Nel frattempo, però, l’area non può restare una ferita aperta nel cuore della zona industriale. L’invito ai soggetti titolati è infatti quello di intervenire senza indugi per affrontare le criticità. Da una parte c’è l’inchiesta, chiamata a stabilire eventuali responsabilità. Dall’altra c’è un sito devastato dal fuoco che chiede interventi immediati. Due piani diversi, ma destinati a procedere parallelamente, mentre Airola attende risposte sull’incendio e garanzie sulla sicurezza del territorio.