Legge elettorale, Vannacci è ancora con le opposizioni. Il voto in Calabria primo test elettorale

Così lontani, così vicini. «Mi appello a tutta la destra e soprattutto a Fratelli d'Italia: votate le preferenze. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta». No, non sono parole di Giuseppe Conte, né di qualche esponente del Pd.

A lanciare l'amo ai meloniani è Roberto Vannacci, il generale che - con la sua "sporca dozzina" di deputati alla Camera - rivendica di essere stato il primo a battersi per dare ai cittadini la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento. Ieri impegnato in un attacco a tenaglia, insieme al campo largo, ai fianchi del partito di Giorgia Meloni e dei partner di maggioranza.

Legge elettorale, Vannacci con le opposizioni

«Lupi, la Lega e FI hanno paura delle preferenze vere, farebbero saltare molte poltrone a cui tengono più che alla sovranità del popolo», parte all'attacco l'ex parà sfoderando la retorica che gli è cara: «Tirate fuori gli attributi». Ed ecco che dalla maggioranza hanno gioco facile nel ribattere quanto da settimane sostengono i detrattori del generale: "Visto? L'avevamo detto, noi, che Vannacci alla fine fa il gioco della sinistra...".

Sta di fatto però che in Senato ieri si aggirava uno spauracchio: l'anteprima di quello che potrebbe essere lo spartito dell'intera campagna elettorale del 2027, se davvero il fondatore di Futuro Nazionale correrà fuori dai blocchi. Un attacco congiunto all'attuale maggioranza da destra e da sinistra, in ossequio al vecchio adagio per cui «il nemico del mio nemico è mio amico». E per questo più difficile da parare.

Lo stesso copione che con le dovute proporzioni sta andando in scena a Reggio Calabria. Nella città dei Bronzi si vota domenica 27 e lunedì 28 settembre per le suppletive: in ballo c'è il seggio a Montecitorio lasciato libero dal forzista Ciccio Cannizzaro, eletto sindaco lo scorso giugno. E se Forza Italia già pregustava di riportare in parlamento uno dei suoi, a guastare i piani degli azzurri ci ha pensato Vannacci. Deciso a replicare da queste parti l'onda nera che ha portato l'ultradestra dell'Afd al suo massimo storico nel land dell'ex Germania est della Sassonia-Anhalt.

Del resto non è un caso se il generale è l'unico eurodeputato italiano a sedere nel gruppo per l'Europa delle nazioni sovrane, cioè lo stesso del partito tedesco venato di neonazismo di cui Vannacci si candida a incarnare una declinazione italiana. E così il test, il primo per FnV dopo l'exploit (per la verità limitato a Vigevano) alle comunali di maggio, acquista il sapore della sfida nazionale.

La nostra Sassonia

Il generale ha messo in chiaro che punta a vincere. Per riuscirci però, non si è affidato a un profilo alla Ulrich Siegmund, il 35enne artefice del boom di Afd nel voto dello scorso fine settimana. No: l'ariete di Vannacci ha il volto mite di Domenico Giannetta, medico col pallino della politica nonché capogruppo forzista in Consiglio regionale fino a meno di un mese fa, quando il quattro volte consigliere ha mollato gli azzurri per trasferirsi armi e bagagli nella "caserma" futurista. E il generale già gongola: «Ci temono, sarà la nostra Sassonia», promette Vannacci. Deciso sì a espugnare il seggio che fu di Cannizzaro. Ma anche, se dovesse andare male, a far pesare i suoi voti sul tavolo del centrodestra in chiave futura: lo vedete sì o no che senza di me non si vince?, il messaggio che l'ex numero due della Lega intende recapitare a via della Scrofa.

Già, perché alla fine, a guardare i (pochi) sondaggi che circolano, il candidato vannacciano potrebbe finire per sottrarre voti decisivi al centrodestra "tradizionale". Che a Reggio candida Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, storico avvocato del Cavaliere e soprattutto uomo vicino alla famiglia Berlusconi. A finire avvantaggiato, in questo scenario, sarebbe il frontman del centrosinistra, il cardiologo Frank Benedetto, sostenuto da un campo larghissimo che va da Rifondazione a Italia viva. Proprio quello di cui la maggioranza al governo accusa il generale. Come sulle preferenze. Insomma: non sarà una sfida per cui le cancellerie europee trattengono il fiato, quella delle suppletive di fine settembre. A Roma però la domanda tiene banco eccome: sarà o no la Sassonia di Vannacci, Reggio Calabria?

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