Incendio al Conca d'Oro, Risparmio Casa non riapre: "23 dipendenti a rischio"

Redazione PalermoToday

Redazione PalermoToday 17 settembre 2026 19:22

Il punto vendita Risparmio Casa all'interno del Conca d'Oro

Sono a rischio 23 posti di lavoro all'interno del centro commerciale Conca d'Oro di Palermo, dopo che la società Ricagest, con insegna "Risparmio Casa", ha comunicato ai sindacati la decisione di non riaprire il proprio punto vendita, danneggiato dall'incendio che ha colpito la struttura. La notizia è emersa nel corso di un incontro tra l'azienda e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCS Sicilia, che avevano richiesto il confronto proprio per fare chiarezza sul futuro occupazionale dei dipendenti.

La posizione dell'azienda

Ricagest ha spiegato che il punto vendita si trova nella cosiddetta "zona rossa" del centro commerciale, dove i danni rendono impossibile una riapertura nell'immediato. L'azienda ha quindi comunicato l'intenzione di recedere dal contratto di locazione. Ha però dichiarato di voler mantenere una presenza sul territorio palermitano attraverso l'apertura di un nuovo punto vendita, precisando tuttavia che questa eventualità non si realizzerà a breve. I sindacati hanno chiesto all'azienda di ricorrere agli ammortizzatori sociali per garantire reddito e continuità occupazionale ai 23 lavoratori nel periodo di attesa. Ricagest ha però rifiutato, prospettando in alternativa la possibilità di trasferire i dipendenti presso altri punti vendita sul territorio nazionale, dove fossero disponibili posizioni.

Una prospettiva che le organizzazioni sindacali giudicano inaccettabile. Si tratta, spiegano, di lavoratrici e lavoratori con un'età media compresa tra i 40 e i 50 anni, con contratti part time e full time, famiglie e legami costruiti a Palermo. Un trasferimento fuori dalla Sicilia comporterebbe costi per abitazione e trasferta che, soprattutto per chi lavora part time, potrebbero risultare insostenibili.

Conca d'Oro, si lavora alla riapertura: "Più lunghi i tempi per la zona rossa, Irfis pronto a sostenere le attività colpite"

Il caso degli ex Auchan

A rendere la situazione ancora più pesante è la storia di una parte di questi lavoratori. Alcuni dei 23 dipendenti provengono dall'esperienza Auchan e avevano già affrontato la perdita del posto di lavoro, per poi trovare una nuova prospettiva con Ricagest grazie a un accordo sindacale. Oggi si trovano di nuovo davanti alla stessa incertezza. “L'incendio del Conca d'Oro non può e non deve essere pagato dai lavoratori. Non possiamo accettare che un evento del quale queste lavoratrici e questi lavoratori non hanno alcuna responsabilità si trasformi nella perdita del posto di lavoro e del reddito per 23 famiglie”, dichiarano Giuseppa Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo, Stefano Spitalieri, segretario generale Fisascat Cisl, e Ida Saja, segretaria generale UilTuCS Sicilia. “E c'è - aggiungono i sindacati - un elemento che rende questa vicenda ancora più dolorosa: una parte di questi lavoratori ha già vissuto il dramma occupazionale di Auchan. Grazie a un accordo sindacale aveva ritrovato una prospettiva e una stabilità lavorativa con Risparmio Casa. Oggi quelle stesse persone rischiano di essere costrette a vivere per la seconda volta l'incubo della perdita del posto di lavoro. Questo non è accettabile”.

La richiesta ai sindacati

I tre segretari chiedono all'azienda un impegno formale: "Se Ricagest – Risparmio Casa, come dichiarato al tavolo, intende tornare ad aprire sul territorio palermitano, chiediamo che assuma sin da ora un impegno chiaro e formale: i 23 lavoratori del Conca d'Oro dovranno essere ricollocati nella futura unità produttiva. Non basta dichiarare l'intenzione di tornare a Palermo: occorre garantire che, quando ciò avverrà, questi lavoratori abbiano una prospettiva occupazionale concreta».

Il rischio di una crisi più ampia

La preoccupazione dei sindacati va però oltre la singola vertenza. “Temiamo fortemente che quella di Risparmio Casa possa essere soltanto una delle prime decisioni di chiusura tra le attività commerciali coinvolte dall'incendio. Altri punti vendita hanno subito le conseguenze di quanto accaduto e non possiamo attendere che, una dopo l'altra, altre aziende comunichino la decisione di non riaprire. Se questo dovesse accadere, non parleremmo più della vertenza di 23 lavoratori, ma di una crisi occupazionale ben più ampia che potrebbe coinvolgere numerose lavoratrici, lavoratori e famiglie del territorio”. Da qui la richiesta di aprire un tavolo istituzionale sul futuro occupazionale dell'intero centro commerciale. “Le istituzioni devono intervenire adesso, non quando saranno eventualmente arrivate altre comunicazioni di chiusura - sottolineano Aiello, Spitalieri e Saja -. L'incendio non può trasformarsi in una crisi occupazionale e sociale per Palermo”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCS Sicilia porteranno questa richiesta al prossimo incontro, già fissato per il 28 settembre, chiedendo formalmente il coinvolgimento delle istituzioni competenti.