Inchiesta ricostruzione, Acquaroli: «Su Pistarelli avevamo avuto delle voci ma senza riscontri. Per questo lo scorso dicembre gli abbiamo chiesto di fare un passo indietro»

Dopo il video di ieri, intriso di amarezza e incredulità, il governatore Acquaroli oggi ha aggiunto un tassello pesante nella vicenda che vede coinvolto il suo ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli: «Avevamo avuto delle voci su Pistarelli - ha rivelato Acquaroli,  tornando sulle dimissioni dello scorso 12 dicempre - voci per le quali avevo informato gli organismi di vigilanza preposti della Regione ma senza ottenere riscontri. Altrimenti, in caso contrario, come pubblico ufficiale avrei fatto quello che è di mia competenza».

«Chiesto un passo indietro comunque»

«Le verifiche non le faccio io, io ho raccontato ai veritici amministrativi quelle che erano le voci che mi erano state riportate.  Le voci riguardavano questioni amministrative della Regione. Ma non ci sono stati riscontri. Nonostante questo, però, abbiamo comunque chiesto a Pistarelli di fare un passo indietro. Non mi fate dire altro, non voglio essere denunciato né per diffamazione né per calunnia. Anche perché c'è la presunzione d'innocenza. Ma non c'è dubbio che la Regione potrebbe costituirsi parte civile».

Castelli: «Circa 400 cantieri aperti riconducibili all'impresa coinvolta nell'inchiesta»

«Circa 400 i cantieri della ricostruzione post sisma riconducibili all'impresa coinvolta nell'inchiesta della Procura di Ancona» ha spiegato il commissario straordinario Guido Castelli. Per questo, alla luce dei numeri impressionati e dei lavoratori coinvolti, sono state annunciate iniziative urgenti per tutelare le famiglie terremotate e garantire la continuità dei lavori. «L'obiettivo è evitare che una situazione assurda, drammatica e sconcertante provochi ulteriori conseguenze per i cittadini che avevano affidato all'impresa la ricostruzione delle proprie abitazioni. Abbiamo chiesto un incontro urgente proprio per verificare come dare quanto più possibile continuità ai cantieri interessati. C'è un'azienda alla quale non possiamo e non vogliamo e non dobbiamo pagare un euro attraverso l'attuale conformazione»

La minoranza chiede la modifica dell'ordine del giorno del Consiglio a Muccia: «Acquaroli riferisca subito in aula sull’inchiesta giudiziaria»

 

 I gruppi di minoranza in Consiglio regionale hanno chiesto ufficialmente al Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, Gianluca Pasqui, di convocare d'urgenza la Conferenza dei Capigruppo. L'obiettivo è modificare l’ordine del giorno della seduta assembleare aperta dedicata al tema «A dieci anni dal sisma: le istituzioni nei territori», in programma a Muccia il prossimo 28 ottobre.

«Riteniamo doveroso – spiegano i consiglieri di minoranza, i gruppi assembleari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Progetto Marche, Lista Ricci – che l’ordine del giorno di questo consiglio straordinario, proprio per la delicatezza dell'argomento, metta al primo punto le comunicazioni del Presidente Francesco Acquaroli sull’inchiesta giudiziaria che interessa la ricostruzione post-sisma, con relativo dibattito a seguire. Sarebbe davvero sorprendente e inaccettabile se, dopo lo tsunami che ha colpito la Regione Marche nelle ultime 48 ore, il centrodestra pretendesse di discutere di questi temi facendo finta di nulla e ignorando la gravità delle accuse di corruzione e infiltrazione mafiosa che stanno emergendo dalle indagini della Guardia di Finanza».