Federico Romualdi, Daniela Bellanca, Giampiero Colasanti. Sono tre delle sei vittime del tragico incidente sulla Rieti-Terni, nato dallo scontro tra un bus-navetta e un camper in cui sono rimaste ferite altre 26 persone, di cui tre in modo grave. Le vittime accertate sono il conducente del bus, Federico Romualdi di 49 anni di Terni, il conducente del camper, Giampiero Colasanti, di 58 anni di Narni e Daniela Bellanca, che era con lui.

Federico, Daniela, Giampiero: tre delle sei vittime
Federico Romualdi, 49 anni, sposato, lavorava da poco tempo per la ditta Troiani, e in precedenza era autista presso altre ditte.
Dall’azienda, lo descrivono come una persona prudente e scrupolosa, che prima di mettersi in viaggio controllava anche che sul mezzo fosse tutto a posto.
Con lui, a perdere la vita, Daniela Bellanca e Giampiero Colasanti, sul camper, umbri: da quanto emerso, la coppia si spostava spesso con il camper su tratti brevi nel centro Italia e infatti stavano tornando dall’Abruzzo. Lui, artigiano di 68 anni, era impegnato nella tradizionale "Corsa dell’anello", lei lavorava da Superconti.

Giampiero in città era conosciuto come "Scintilla". «Tutta la Corsa all’Anello è profondamente sconvolta dalla tragica notizia della scomparsa di Giampiero Colasanti, “Scintilla” per tutti noi. Da anni pilastro della segreteria tecnica, instancabile addetto agli stalli e capo scorta del Corteo Storico del Terziere Santa Maria, hai rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per tutta la nostra manifestazione. La tua gentilezza, la tua serietà, la tua precisione quasi maniacale e le tue straordinarie capacità meccaniche, sempre messe al servizio della Corsa, lasciano un segno indelebile e un vuoto immenso nei nostri cuori. Mancherai tantissimo alla tua segreteria tecnica e ai tuoi Capitani, come amavi chiamarli tu. Ciao, Scintilla. Grazie per tutto quello che ci hai donato» è il post con cui gli organizzatori della Corsa all'Anello lo hanno voluto ricordare.
Quello di ieri era un viaggio breve, sia quello di un bus-navetta che doveva accompagnare e riportare nel Reatino un gruppo di turisti, che quello della coppia sul camper. Nel caso del pullman, almeno per la maggioranza dei passeggeri, non si trattava di un gruppo organizzato, ma di persone singole che avevano scelto questo mezzo di trasporto.
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