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- Inferno a Fontainebleau, incendio mai visto a un’ora da Parigi: il fuoco minaccia il castello di Napoleone
Rogo di “portata eccezionale” in Francia. Bombardieri d'acqua impegnati per la prima volta nella zona della capitale: prendono acqua dalla Senna. Le immagini dalla reggia patrimonio Unesco, dimora storica dei sovrani francesi, amatissima da Bonaparte. La pista dolosa e il ruolo del clima

Il vasto incendio nell'area di Fontainebleau, Francia. Sotto le immagini dal castello Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco (X)

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Parigi, 13 luglio 2026 – Un incendio di proporzioni inedite minaccia Fontainebleau, centro storico e meta turistica a poche decine di chilometri da Parigi. Gli ettari di foresta – un tempo riserva di caccia reale – bruciati da ieri sono quasi mille mentre circolano online immagini riprese dal castello che un tempo fu dimora dei sovrani francesi, dal Medioevo a Napoleone Bonaparte (che l’amava particolarmente). Una residenza diventata patrimonio Unesco, su cui oggi incombono colonne alte di fiamme e fumo.
È un rogo di “eccezionale portata”, ammette il presidente della Repubblica Emmanuel Macron che esprime “solidarietà” agli abitanti del dipartimento Seine-et-Marne. Le squadre di soccorso sono impegnate senza sosta e a loro va la gratitudine dell’Eliseo. “Tutte le risorse disponibili sono state mobilitate” ha assicurato Macron.
Nell'Ile-de-France sono arrivati due Canadair – dei 12 che possiede la Francia – che vanno a rifornirsi regolarmente nella Senna, per scaricare nella zona fra Chartrettes e Bois-le-Roi. E' la prima volta che un aereo anfibio e bombardiere d'acqua viene utilizzato per spegnere un incendio nella regione di Parigi. “Un messaggio di allerta - precisa la prefettura - viene inviato su tutti i telefoni cellulari connessi nelle zone interessate, qualche minuto prima dell'arrivo dei mezzi”. In totale sono 500 i pompieri mobilitati.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, arrivato sul posto, ipotizza che dietro le fiamme ci sia la mano dell’uomo. “Ci sono stati una decina di punti in cui il fuoco è stato appiccato in un perimetro di 1.000 metri e questo lascia supporre che potrebbe trattarsi di un incendio doloso”. “Abbiamo buone speranze di poter spegnere le fiamme in giornata” ma per tutte le operazioni di bonifica ci vorranno settimane.

Un Canadair CL-415 della Protezione Civile francese effettua manovre di carico d'acqua sfiorando la superficie della Senna a Chartrettes (Afp)
Al propagarsi del rogo ha certo contribuito la crisi ambientale: l’ondata di calore subtropicale che si è abbattuta in Francia e su tutta l’Europa occidentale, con temperature eccezionali e ben al di sopra delle medie storiche, alimenta incendi incontrollabili a latitudini insolite, costringendo i governi a mobilitare risorse straordinarie, disporre evacuazioni preventive per salvaguardare la popolazione e fare i conti con danni straordinari.

Fontainebleau, il fumo dell'incendio fotografato dal satellite (Afp)
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