Italia Nostra, alcuni consigli su cui riflettere

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Non è stato leggero ma molto educato il presidente di Italia Nostra che ha lasciato intendere che l’amministrazione non vede oltre il proprio naso. Oltre alla mancanza di una ‘visione approfondita’ ha precisato quella di uno studio e decisioni collettivi con le associazioni cittadine. Insomma, è il solito ‘Ci pensiamo noi’ che la città e chi la vive deve accettare per imperio. Allarma il fatto che si possa andare avanti per altri 5 anni.

Tiziano Dalla Riva

Risponde Beppe Boni

Il presidente di Italia Nostra, Raffaele Milano, è una persona equilibrata, non fa politica, non appartiene a movimenti anti amministrazione comunale, conosce a fondo vita e miracoli di Bologna. Per questo la lunga lettera di critica sulla mancanza di una visione complessiva sulla città che ha scritto al sindaco dovrebbe far riflettere l’intera giunta comunale.

Punta soprattutto il dito contro la colata d’asfalto che ha coperto i basoli di via Santo Stefano stravolgendo l’immagine di una delle strade simbolo di Bologna. Il Comune parla di soluzione temporanea ma i dubbi salgono come la nebbia di novembre.

Poi le critiche si allargano alla “gestione delle piazze in centro” dopo la chiusura dell’area Garisenda, al nuovo stadio in zona Fiera al posto del restyling del ‘vecchio’ Dall’Ara, al parcheggio interrato in piazza Roosevelt, alla Cittadella della giustizia alla Staveco considerata da Italia Nostra un esempio di cementificazione con scarso spazio al verde.

Aggiungiamoci gli interminabili cantieri per il tram, Via Indipendenza, salotto di Bologna, ora solcata da quattro rotaie, cordoli e pensiline, il canale scoperto di via Riva Reno con acqua opaca e alghe stabili. Altri elementi che hanno attirato forti critiche.

Il presidente Milano sull’ambiente è netto: "Sono state scritte centinaia di pagine sul verde mai considerate. Tutto appare come improvvisato, fatto in velocità, senza una ricerca approfondita".

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