La tentazione è forte. L’Italia affronterà la Corea del Sud nei quarti della Coppa Davis, con la possibilità di incontrare il Canada o la Repubblica Ceca in semifinale. Il sorteggio sembra aver aperto agli azzurri una strada favorevole verso il quarto successo consecutivo. Le Final Eight si giocheranno a Bologna dal 24 al 29 novembre, appena due giorni dopo la conclusione delle Atp Finals di Torino. La presenza di Jannik Sinner renderebbe l’Italia ancora più forte e offrirebbe al numero uno del mondo l’occasione di tornare protagonista nella competizione vinta nel 2023 e nel 2024. Ma proprio perché ha già contribuito a riportare due volte l’Insalatiera in Italia, oggi Sinner può permettersi di compiere una scelta diversa: rinunciare ancora alla Davis per concentrarsi sulla difesa del primato mondiale, sulle Finals e soprattutto sul proprio fisico. Non sarebbe una fuga dalla Nazionale, ma una decisione razionale. E ci sono almeno tre ragioni per sostenerla.

1. La rincorsa di Zverev e i 3.550 punti da difendere
Da qui alla fine dell’anno Sinner dovrà difendere 3.550 punti, contro i soli 1.080 in scadenza per Alexander Zverev. Il vantaggio dell’italiano resta importante, ma il tedesco ha trasformato il finale di stagione in un’occasione concreta per tentare il sorpasso. Il conto per Jannik è pesante: 500 punti a Pechino, 50 a Shanghai, 500 a Vienna, 1.000 a Parigi e i 1.500 conquistati da imbattuto alle Atp Finals. Il primo posto non si decide in Davis, che non assegna punti per il ranking, ma nelle settimane precedenti. Per difendersi davvero Sinner avrebbe bisogno di giocare almeno i Masters 1000 di Shanghai e Parigi, oltre alle Finals, valutando con il suo staff se inserire anche uno dei due tornei da 500 punti.
Il China Open di Pechino è in programma dal 30 settembre al 6 ottobre, Shanghai dal 7 al 18 ottobre, mentre Vienna si giocherà dal 26 ottobre al primo novembre. Subito dopo arriveranno Parigi, dal 2 all’8 novembre, e le Finals di Torino, dal 15 al 22. È un calendario compresso, nel quale ogni torneo aggiuntivo può avere conseguenze su quello successivo. Sinner nel 2025 vinse sia Pechino sia Vienna. Non è detto, però, che quest’anno possa o debba difendere entrambi i titoli. Meglio scegliere attentamente le tappe e arrivare competitivo agli appuntamenti che assegnano più punti, invece di inseguire tutto rischiando di non essere al massimo in nessun torneo.

2. Le Atp Finals possono salvare una stagione incompleta
Le Atp Finals di Torino rappresentano il vero obiettivo dell’autunno. Sinner è il campione in carica e vincere ancora davanti al pubblico italiano darebbe un significato diverso a una stagione che, pur impreziosita dal successo di Wimbledon, ha lasciato anche molti rimpianti. Agli Australian Open il suo percorso si è fermato in semifinale. Al Roland Garros è arrivata la sorprendente eliminazione al secondo turno, contro Juan Manuel Cerundolo, dopo essere stato avanti di due set. Poi il trionfo di Wimbledon, seguito però dall’infiammazione al ginocchio destro e dalla rinuncia agli Us Open. Torino può diventare il punto in cui ricomporre tutti i pezzi: difendere 1.500 punti, tenere a distanza Zverev e chiudere l’anno con uno dei trofei più prestigiosi del circuito. Ma la finale delle Atp Finals è fissata per il 22 novembre e la Davis comincerà il 24. Non esiste praticamente alcun margine per recuperare, soprattutto se Sinner dovesse arrivare fino all’ultima partita di Torino. Presentarsi subito dopo a Bologna significherebbe prolungare la stagione, cambiare nuovamente contesto e affrontare fino a tre sfide in sei giorni. Per un giocatore reduce da problemi fisici, sarebbe un rischio sproporzionato rispetto al beneficio.
3. Il ginocchio e la lezione della prima parte dell’anno
La ragione più importante riguarda il fisico. Sinner non disputa una partita dalla finale di Wimbledon del 12 luglio e ha rinunciato prima a Toronto e Cincinnati, poi agli Us Open, perché il ginocchio destro non gli permetteva ancora di competere senza rischi. Durante la preparazione a Montecarlo è emersa la necessità di concedersi altro tempo. La prima parte della stagione aveva già mostrato quanto possa essere pericoloso forzare il calendario. Presentarsi a un grande torneo senza un’adeguata preparazione o accumulare partite senza recuperare completamente può compromettere non soltanto una settimana, ma diversi mesi. Sinner deve ritrovare progressivamente condizione e ritmo. Se tornerà durante la tournée asiatica, dovrà affrontare il caldo e l’umidità di Shanghai. Subito dopo inizierà la stagione indoor, con Vienna, Parigi e Torino praticamente senza interruzioni. Aggiungere anche Bologna significherebbe rimandare le vacanze e ridurre il tempo disponibile per recuperare e impostare la preparazione invernale.
Il 2027 vale più di un’altra Davis
L’Italia può affrontare la Corea del Sud e provare a difendere il titolo anche senza il suo numero uno. Il gruppo di Filippo Volandri ha già dimostrato di possedere profondità, un doppio competitivo e giocatori capaci di assumersi responsabilità importanti. Sinner, invece, ha davanti una sfida che va oltre la Davis. Nel 2027 dovrà respingere nuovamente Zverev e fare i conti con il ritorno a pieno regime di Carlos Alcaraz, che nel 2026 ha saltato una parte consistente della stagione ma resta il suo rivale più pericoloso. Arrivare agli Australian Open riposato e con il ginocchio completamente recuperato vale più di un’altra corsa all’Insalatiera. Sinner ha già dato moltissimo alla Nazionale e ha già vinto due Coppe Davis da protagonista. Saltarne una terza consecutiva non cancellerebbe quel contributo. Al contrario, potrebbe essere la scelta necessaria per conservare il numero uno, vincere ancora a Torino e preparare un 2027 nel quale la concorrenza sarà più forte e il margine d’errore ancora più sottile.
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