Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma: «Quando rinunciamo alle nostre responsabilità di cittadini arrivano Mussolini, Hitler e Netanyahu»

Prima i sorrisi, gli autografi, i selfie con i fan. Poi, dopo aver posato davanti ai fotografi, Javier Bardem è tornato indietro e si è seduto proprio in mezzo a loro, regalando alla Festa del Cinema di Roma uno dei momenti più divertenti del red carpet. Un fuori programma che ricorda quello di George Clooney alla Mostra del Cinema di Venezia, e che racconta il clima della serata: quello di una star internazionale che si concede al pubblico con entusiasmo, senza prendersi troppo sul serio. Ma Bardem, 57 anni, arrivato nella Capitale per ricevere il Premio alla Carriera dalle mani di Paolo Sorrentino, non ha rinunciato a parlare anche di politica, di diritti umani e della responsabilità che ciascuno ha come cittadino.

«Cosa posso dire su Roma che non sia già stato detto? Poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso il significato di questa città molto meglio di quanto potrei mai fare io in tutta la mia vita», ha esordito l'attore spagnolo, premio Oscar per Non è un paese per vecchi, parlando del suo rapporto con la Capitale, dove è tornato molte volte. «La sua bellezza rappresenta le cose straordinarie che possiamo fare quando usiamo la nostra immaginazione per creare qualcosa di buono».

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Poi, però, il discorso si è spostato su un altro aspetto della storia italiana: «Ma poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali. Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu». Parole con cui Bardem ha accostato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ai dittatori del Novecento, tornando su un tema, quello della difesa dei diritti umani, sul quale si è espresso pubblicamente più volte.

L'attore ha parlato anche delle manifestazioni dei giovani in Europa, soffermandosi sulle mobilitazioni che dalla Spagna hanno coinvolto altri Paesi, tra cui Francia e Italia: «La protesta di questi giovani è la dimostrazione della loro vitalità, della loro voglia di speranza. Noi adulti dobbiamo stargli vicino, con la nostra presenza, personale e professionale».

E proprio osservando i tanti ragazzi presenti sul red carpet romano, Bardem ha trovato un altro motivo di ottimismo. «Anche qui su questo tappeto rosso ho visto tantissimi giovani. Certo, è una cosa diversa, ma mi colpisce la loro voglia di vedere pellicole di contenuto, la profondità, la voglia di stare lontani dallo streaming e dall'algoritmo».

È proprio il cinema, del resto, il filo conduttore delle riflessioni dell'attore. In un'epoca dominata dalla tecnologia e dalle relazioni virtuali, Bardem continua a credere nella capacità dei film di mettere in comunicazione le persone: «Il cinema è importante perché ci offre un modo per connetterci sempre di più gli uni con gli altri». E ancora: «Viviamo in un tempo di disconnessione, nel quale sentiamo di essere in contatto gli uni con gli altri, ma siamo distanti. Creiamo bunker intorno a noi, perdendo i contatti gli uni con gli altri». Al cinema, invece, accade qualcosa di diverso: «Ci si siede in una stanza buia con i propri amici, i propri nemici, e si vive, non solo si osserva, ma si vive un'esperienza emotiva, un viaggio. È una cosa meravigliosa».

Un amore per il cinema che passa anche attraverso quello italiano. Alla domanda su quale sia il suo film preferito, Bardem non ha dubbi: 8½ di Federico Fellini. «Lo rivedo ogni anno. E ogni volta c'è qualcosa di nuovo». E quando gli chiedono se gli piacerebbe lavorare con un regista italiano, risponde sorridendo: «Certo, chi non vorrebbe?».

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Ernesto S. Ruscio/Getty Images

Poco dopo, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, è proprio uno dei registi italiani più conosciuti nel mondo, Paolo Sorrentino, a consegnargli il Premio alla Carriera della ventunesima Festa del Cinema di Roma, alla presenza della direttrice artistica Paola Malanga e del presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi.

«Siamo tutti molto felici e onorati di premiare un attore meraviglioso», ha detto Sorrentino, prima di raccontare con ironia una conversazione che si ripete ogni volta che i due si incontrano. «Ogni volta che lo incontro mi dice: “Dobbiamo fare un film insieme”. Il che probabilmente non è vero, però questa battuta la recita in maniera così bella e appassionata che io sono felice e ci credo».

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Ernesto S. Ruscio/Getty Images

Bardem ha ricambiato la stima, confessando che uno dei film che più lo hanno colpito è proprio La grande bellezza. E ha ringraziato per il riconoscimento, scherzando sul suo «terribile italiano» e mostrando un'emozione che non gli ha impedito di riflettere anche sul significato dei premi, dopo una carriera che lo ha portato a lavorare con registi come i fratelli Coen, Woody Allen, Sam Mendes, Denis Villeneuve, Julian Schnabel e Alejandro Amenábar.

«Credo che i premi debbano essere ricevuti, apprezzati, celebrati e poi dimenticati. Così possiamo continuare ad andare avanti e a crescere e, soprattutto, onorare e meritare il posto che gli altri, che voi, mi date. Spero quindi di poter continuare a onorarlo con il mio lavoro futuro e che voi continuiate ad apprezzarlo», ha concluso col premio in mano.

Rodrigo Sorogoyen Victoria Luengo e Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Rodrigo Sorogoyen, Victoria Luengo e Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Franco Origlia/Getty Images

La serata è stata anche l'occasione per presentare El ser querido (L'essere amato), il nuovo film di Rodrigo Sorogoyen, già presentato al Festival di Cannes e inserito nella sezione Best of 2026 della manifestazione romana. In uscita nelle sale italiane il 12 novembre con Movies Inspired, racconta la storia di Esteban Martínez, un celebre regista interpretato da Bardem, dal passato segnato da violenza ed eccessi, che decide di affidare alla figlia Emilia, interpretata da Victoria Luengo, il ruolo da protagonista del suo nuovo film. Una scelta che costringe padre e figlia, il cui rapporto è difficile da anni, a ritrovarsi e a fare i conti con ciò che li ha allontanati.

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Daniele Venturelli

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Javier Bardem alla Festa del Cinema di Roma

Daniele Venturelli