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- Joanne Belotti, dall’auto di Pieve Emanuele fino alla casa vera a Bergamo: “Grazie a tutti per la solidarietà”
Dopo che ‘Il Giorno’ ha raccontato la sua storia, la donna senzatetto ha trovato una famiglia che la ospita temporaneamente e un avvocato gratis: “Adesso voglio solo capire perché non mi sia ancora stato assegnato un alloggio popolare”

Joanne Belotti, 69 anni, fino a pochi giorni fa era “residente“ nella sua auto

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Bergamo, 14 luglio 2026 – Tante persone da tutta Italia si sono schierata al fianco di Joanne Belotti, la donna di 69 anni costretta a vivere nella propria auto, con tanto di residenza all’interno della vettura concessa dal Comune di Pieve Emanuele (Milano). Numerose le offerte di un tetto, anche temporaneo, arrivate da tutta Italia alla nostra redazione, che per prima si è occupata di questa storia, e alla trasmissione “Morning News“ di Canale 5 che l’ha ripresa nei giorni successivi.
“Mi trovo a casa della signora Laura e sto davvero bene – racconta, sollevata Joanne Belotti –. Ho trovato una famiglia accogliente che mi ha fatto sentire protetta”. Oggi lei è ospite a Bergamo proprio grazie a una delle tante persone che le hanno voluto dimostrare solidarietà con un atto concreto. Joanne ha finalmente una casa, seppur temporanea, dove poter vivere fino a quando il Comune di Pieve Emanuele non le assegnerà un alloggio.
"Ringrazio i lettori de Il Giorno”
“Ringrazio tutti i lettori de Il Giorno che mi hanno contattata per offrirmi un aiuto o anche solo un messaggio di solidarietà – ripete lei –. Ringrazio inoltre tutte le persone che si stanno mobilitando per aiutarmi, soprattutto ad affrontare la burocrazia e a capire perché non mi venga ancora assegnato un alloggio”. La donna, infatti, è inserita nella graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare, ma occupa il quinto posto nonostante sia costretta a vivere in auto.
Il problema della pensione
È di ieri la notizia che Joanne ha trovato anche un avvocato disposto a seguirla gratuitamente. Il legale si è già attivato, chiedendo al Comune di Pieve Emanuele tutta la documentazione relativa alla graduatoria degli alloggi e un incontro urgente con il sindaco e i servizi sociali. Nei giorni scorsi il Comune le aveva proposto una sistemazione in un B&B con un contributo mensile di 300 euro, in attesa di una soluzione più stabile.
“Una cifra troppo alta per me, considerando che percepisco una pensione di circa 550 euro al mese”, ha spiegato Joanne. L’avvocato che ha preso a cuore la sua vicenda è Andrea Marzorati. Ieri, durante una diretta televisiva, ha annunciato che chiederà a un centro Caf di verificare la posizione pensionistica della donna e di valutare eventuali ulteriori tutele e benefici a cui potrebbe avere diritto, leggi alla mano.
La polemica a Pieve
Nel frattempo a Pieve Emanuele non si placa la polemica sulla decisione del Comune di vendere alcuni alloggi comunali nel condominio Puccini/Mascagni. Uno di questi è già stato messo all’asta e pare sia stato alienato in questi giorni.
“Prima di vendere le case comunali vanno sistemate le persone che vivono in auto. Le persone deboli, soprattutto le donne. Il caso di Joanne non è l’unico”, spiega Vesile Roman, consigliere comunale di opposizione, accusato dalla maggioranza di speculare a fini elettorali su questa situazione. “Sono mesi che denunciamo l’emergenza abitativa a Pieve”, ribatte lui. Che l’emergenza abitativa sia una realtà è sotto gli occhi di tutti. Nelle settimane scorse sono state tre le persone allontanate da cantine o vani ascensore occupati abusivamente.
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