Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso
Data pubblicazione: 11-10-2026 ore 19:34Ultimo aggiornamento: 11-10-2026 ore 19:34

ROMA – L’annuncio del cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche annunciato da Trump arriva come un deja-vu. In attesa che anche la Russia lo commenti (Zelensky ha detto che per l’Ucraina è una novità ma si dice pronto ad accettarlo se anche Putin farà lo stesso), va ricordato che quasi un mese fa il Presidente degli Stati Uniti aveva già fatto un annuncio pressoché identico, senza successivi risultati.
Era il 14 settembre, e Trump scrisse su Truth: “L’Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso! L’aumento del prezzo del diesel a livello mondiale è causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall’Iran”.

Sempre sui social Zelensky rispose così: “Se i nostri partner sono pronti a garantire che la Russia smetterà di colpire il nostro sistema elettrico, le infrastrutture energetiche e le catene di rifornimento alimentari, allora, certamente, anche noi siamo pronti a fermare i raid”.
Ukraine has proposed that its partners secure an agreement with Russia that would stop the destruction of critical infrastructure. Food, energy, and other basics that sustain life must be protected, and Russian strikes are directed primarily against them. Every day, Ukrainian…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 14, 2026
Stavolta il contesto è leggermente diverso. Trump in pochi giorni ha annunciato un accordo con la Russia per la fornitura di “oltre 300.000 tonnellate di gasolio al mercato americano e globale”, e poi ha di fatto scaricato il Presidente ucraino chiedendo nuove elezioni per sostituirlo “con uno che sappia concludere gli accordi”. Oggi ha dunque riprovato la stessa mossa.
