Via la tassa d’imbarco (6,5 euro per passeggero) per i voli in partenza dall’aeroporto di Salerno. Nella prossima legge di assestamento del bilancio, la Regione Campania renderà disponibili le somme necessarie: in sostanza la Regione si sostituirà ai passeggeri in partenza nel pagamento dell’imposta (che ha vari destinatari tra cui per 0,5 euro anche i comuni di Bellizzi e Pontecagnano sedi dello scalo). Una misura - annunciata dal Mattino lo scorso gennaio - che servirà a rendere più attraente lo scalo per le compagnie aeree (Ryanair, che già vola da Salerno, ne ha fatto una battaglia per tutto il paese subordinando i suoi investimenti in alcuni scali alla presenza o meno dell’imposta) ed ampliare l’offerta di voli.
Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione, Roberto Fico, all’inaugurazione del nuovo terminal per i voli di aviazione generale (i voli privati), che da novembre (in occasione della chiusura dello scalo di Capodichino per il rifacimento della pista) ospiterà anche l’area check in dei voli commerciali. «È interesse generale il consolidamento del sistema aeroportuale campano, occasione di sviluppo per tutta la regione» ha detto Fico (accompagnato da mezza giunta regionale: gli assessori Casillo, Maraio e Pecoraro).
Il faro, l’AI, la Fata Morgana
Il terminal è stato realizzato in due anni con un investimento di 14,2 milioni di euro ed è progettato per il transito fino a 1,5 milioni di passeggeri. Proprio il bacino che il professor Stefano Paleari dell'International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry (ICCSAI) dell'Università degli Studi di Bergamo ha indicato come attualmente area di riferimento dello scalo. Tuttavia di fronte a tante positività che lo scalo esprime, Paleari ha indicato nei problemi di accessibilità («Ora si arriva solo con il mezzo privato»), nella qualità dell’offerta dei voli e nel marketing territoriale i tre nodi da sciogliere. E su questo ha sollecitato l’azione delle amministrazioni pubbliche.
«È vero che il trasporto aereo è destinato a crescere - ha ammonito - ma non è detto che crescerà in tutti gli aeroporti: bisogna fare presto e non perdere tempo». Ha ricordato - facendo l'esempio - come due aeroporti (Frankfurt Hahn in Germania e Girona in Spagna) abbiano più che dimezzato i passeggeri per errori di strategia e di gestione. E ha spiegato come il coordinamento e la partecipazione delle istituzioni locali sia alla base del successo dello scalo di Bergamo (17 milioni di passeggeri) che «ha accompagnato la trasformazione del sistema economico locale». Una strada rivendicata da Andrea Prete, Presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno: «Il consolidamento del traffico aereo si salda perfettamente con le ultime strategie messe in campo dall’Ente camerale per il turismo provinciale: abbiamo varato il nuovo piano strategico per trasformare la provincia in una destinazione competitiva a livello globale e inoltre abbiamo già deliberato uno stanziamento di 2 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla promozione e al co-marketing turistico, coinvolgendo direttamente le compagnie aeree». Centralità sostenuta dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha ricordato la genesi della nuova vita dello scalo: «Serviva know how, non solo soldi».
Il certificato
Salerno ieri ha incassato anche il certificato di operatività dell’Enac (consegnato dal direttore di Campania e Molise, Carlo Marfisi in assenza del presidente Pierluigi Di Palma) per Aviagold, la società interamente controllata da Gesac (la società di gestione degli scali di Napoli e Salerno) che offre servizi personalizzati di concierge e hospitality dedicati all'aviazione privata. «Compiamo un ulteriore passo nel percorso di sviluppo dell'Aeroporto di Salerno, dotando il territorio di un'infrastruttura moderna, efficiente e sostenibile, pensata per rispondere alle esigenze di un segmento di traffico ad alto valore aggiunto che da sempre sceglie Salerno come porta di accesso privilegiata verso alcune delle destinazioni turistiche più prestigiose del mondo» ha detto l’amministratore delegato di Gesac, Roberto Barbieri, che ha fatto gli onori di casa insieme al presidente di Gesac e di Assaeroporti, Carlo Borgomeo. «Per valorizzare appieno le potenzialità di questo mercato - ha aggiunto - Aviagold offrirà servizi altamente specializzati dedicati all'aviazione privata con l'obiettivo di fare dell'Aeroporto di Salerno un punto di riferimento nel Mediterraneo per questo segmento di traffico».
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Salerno - che ha sempre avuto una vocazione per i voli privati - lo scorso anno si è piazzata al 21° posto tra gli scali italiani con una crescita del 106% rispetto all’anno precedente (dove però era stato attivo solo dall’11 luglio) e nei piani di Gesac ha nel mirino il modello Olbia, terzo aeroporto italiano nel settore, e Nizza. Una crescita che avrà una serie di fattori positivi concordanti: il nuovo terminal, aviagold, l’arrivo sul mercato di jet capaci di trasvolate atlantiche senza fare rifornimento, la possibilità di una sosta per diversi giorni dei jet privati. E insieme a questi i porti turistici a cominciare dal Marina di Arechi e il “corto” raggio per raggiungere le costiere amalfitana, sorrentina e Capri.