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- L’affondamento dell’Arandora Star: "Tanti romagnoli tra le vittime"
Martedì alla Malatestiana il ricordo della tragedia della nave silurata per errore il 2 luglio del 1940

Franco Morelli presenterà il suo libro martedì alle 15,30 nell’aula magna

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Sarà un giorno triste ma importante quello dell’11 ottobre, si celebra - dopo anni di dimenticanza - la memoria dell’Arandora Star, la nave britannica silurata da un sommergibile tedesco al largo delle coste nord-occidentali dell’Irlanda il 2 luglio 1940. Morirono 865 persone tra cui 446 italiani. Tra loro c’erano anche diversi romagnoli. Martedì verranno ricordati nell’Aula Magna della Malatestiana in una iniziativa (anticipata alla Camera dei deputati domani) stimolata dalla ricercatrice cesenate Franca Solfrini.
Alle 15,30 il fulcro dell’iniziativa girerà intorno al libro di Francesco Morelli, ex carabiniere, immigrato in Irlanda, che intorno alla tragedia ha raccolto testimonianze e ricordi. Sarà presente anche Giuseppe Conti che è presidente dell’Associazione Nazionale Arandora Star, mentre Matteo Daffadà, che è presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, interverrà sull’emigrazione dalla nostra regione verso altri Paesi. Non mancherà la presenza della professoressa Solfrini che approfondirà i temi legati a quell’immensa tragedia e, racconterà, prima delle casualità e poi dell’impegno mirato, che l’hanno condotta ad approfondire la storia tragica dell’Arandora. Saranno presenti anche l’assessora alla scuola Elena Baredi (la vicenda avrà molte scuole come teatro del ricordo) e la consigliera regionale Francesca Lucchi.
La storia di quel terribile affondamento può essere riassunta in poche righe: quella nave era carica di circa 1500 internati che il Regno Unito di allora deportava in Canada. Il sommergibile tedesco che la colpì l’aveva scambiata per una nave da guerra. Molti di quei nostri sfortunati compatrioti erano presenti in Inghilterra da tempo, erano integrati nella società britannica, ma definiti indesiderati dopo l’entrata in guerra dell’Italia. "Fra gli annegati e i dispersi ci furono diversi romagnoli - dice la professoressa Solfrini -. Morti e abbandonati in fondo al mare, uomini indifesi, cancellati dai vincitori e dai vinti accomunati dalla stessa voglia di voltare in fretta questa pagina controversa nella quale la vergogna ha schiacciato la pietà".
C’è, tra l’altro, anche un elenco dei romagnoli di cui è nota l’identità: Lorenzo Babini di Lugo, nato nel 1885; Ettore Fellini di Savignano sul Rubicone, classe 1888 (forse sopravvissuto ed emigrato in Australia); Giovanni Sovrani di Saludecio, nato nel 1882; Annino Piancastelli di Brisighella, nato nel 1984. "Sono partita dalla storia di Decio Anzani - racconta Franca Solfrini - sarto forlivese, emigrato nel Regno Unito all’inizio del secolo scorso, diventato poi segretario della sezione londinese della Lega italiana per i diritti dell’uomo, scomparso anche lui nel naufragio. La sua vita si intreccia con quella degli altri italiani immigrati nel Regno Unito".
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