Dare poteri giudiziari, e quindi la possibilità di compiere arresti, anche ai militari? Impensabile. Il Quirinale si stringe nel riserbo nelle ore in cui il governo ha annunciato la nascita di un nuovo decreto di inasprimento sulle norme di sicurezza (qui i dettagli del provvedimento). Ma di certo il presidente della Repubblica è balzato sulla sedia quando ha letto le prime indiscrezioni che parlavano di trasformare i militari impegnati nell'operazione 'Strade sicure' in poliziotti. L'immagine di militari schierati nelle strade e nelle piazze per arrestare cittadini - saccheggiatori, vandali o manifestanti che siano -, molti dei quali sarebbero stati minorenni, è parsa sin da subito eccessiva e non in linea con gli standard delle democrazie occidentali.
Le tradizionali interlocuzioni tra gli uffici giuridici del Quirinale e quelli di palazzo Chigi questa volta sono state costrette a ritmi serrati: il governo non ha mai nascosto l'urgenza di risposte immediate ai fatti di Milano e la risposta si è concretizzata con un decreto.
Provvedimento che – Mattarella è stato chiarissimo – il presidente non avrebbe firmato se il governo avesse inserito nel provvedimento l'idea di dare poteri di polizia giudiziari ai militari.
Si tratta inoltre dell'ennesimo provvedimento di sicurezza - dal primissimo sui rave a quelli più mirati all'ordine pubblico - attraverso i quali si stanno creando una serie di reati nuovi che certo non tranquillizzano il Quirinale e danno l'idea di un'emergenza continua.
Ma il via libera arriverà dopo aver disinnescato il provvedimento per i militari che per il presidente rappresentava un limite invallicabile. Probabilmente la questione si è risolta poche ore prima del Cdm quando al Quirinale è salito il tradizionale ufficiale di collegamento tra il Colle e il governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alfredo Mantovano è infatti salito da Mattarella per un'udienza programmata da tempo insieme al Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, Marco Doglio. Con tutta probabilità è stata l'occasione per affrontare il dossier sul nuovo decreto e, soprattutto, per far capire al governo che se non fosse stata espunta la norma sui militari il decreto non avrebbe visto la firma presidenziale. E così è stato: dopo poco sono uscite le prime indiscrezioni che, dopo una lunga sessione di riunioni tecniche a Palazzo Chigi, davano per rimesso nei cassetti della destra il contestato provvedimento.
Il presidente, come tutti, è rimasto turbato dalle immagini della devastazione di Milano, dai saccheggi e, soprattutto, dalla giovanissima età dei ragazzi scesi nel centro di Milano. "Una violenza inaccettabile", aveva commentato a caldo da Imperia. Ma non era mancata una riflessione strutturata che va oltre l'inevitabile condanna: "Occorre un'analisi intelligente e approfondita, un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che arrivano da soggetti inediti". "Ci sono interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili", aveva aggiunto.
(Unioneonline)
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