Lui si definisce "un ragioniere sentimentale" che mette in quadro tutto, le parole soprattutto. Lei, invece, è una "rocker autentica, folle e lucida al contempo, corpo inquieto e fiume in piena, capace di cogliere d'istinto il cuore delle cose, con una voce che fa dire alle parole più di quanto le parole non dicano". Sono Brunori SAS e Gianna Nannini, che con Meraviglioso Errore, il brano scritto dal cantautore calabrese insieme ad Antonio Di Martino e interpretato dall'artista toscana, hanno segnato un punto di non ritorno per la musica leggera nostrana, mescolando due stili e due personalità solo apparentemente distanti tra loro.
L'amicizia tra Brunori e Gianna Nannini non è Meraviglioso errore
In un lungo post su Instagram per lanciare la collaborazione, Dario Brunori ha raccontato che il feeling artistico con Gianna Nannini "è scattato subito", frutto di un sodalizio che è figlio di "spiriti affini" e di "una simpatia naturale" che ha messo insieme, tra musica e parole, due degli artisti più rappresentativi della scena discografica contemporanea.
"In una notte e un giorno con Gianna abbiamo tratteggiato una piccola storia d'amore", ha raccontato il cantautore cosentino svelando la genesi del brano. "Una storia come tante, una storia come tutte, la storia di una vita. Un'inevitabile successione di meravigliosi errori".
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La dedica di Gianna Nannini a Dario Brunori: "La luce che ti porti addosso"
Tra i commenti emozionati dei fan dei due artisti sotto al post di Brunori è spuntato anche quello della stessa Gianna Nannini, che con Meraviglioso Errore ha scelto di arricchire il percorso celebrativo GiannaGold, viaggio artistico lungo due anni, tra concerti evento (il prossimo 19 settembre a Berlino, poi nel 2027 in Italia) e nuove edizioni dei brani più rappresentativi della sua storia musicale iniziata nel 1976 con cui l'artista celebra i suoi primi 50 anni di carriera. "Con questa luce che ti porti addosso e che perfora gli animi miei e degli altri, poteva venire solo un capolavoro", ha scritto l'artista. "Questa canzone ha unito quel brivido rock che abbiamo in comune. Grazie di te e di quei giorni in Calabria a scambiarci la voce per dare forma a questo Meraviglioso errore che noi non siamo, perché le balene volare le abbiamo viste davvero".
Com'è nata Meraviglioso Errore
"Avevo visto un’intervista di Brunori durante Sanremo, nella quale mi metteva al vertice delle sue preferenze, dicendo: 'Chi posso volere più di Gianna Nannini?'. Così l'artista toscana ha spiegato in un'intervista la genesi di una collaborazione le cui atmosfere oscillano tra la ballad malinconica e il rock. "E così, irrorata e lusingata da questa dichiarazione d'amore, sono andata a trovarlo in Calabria per scrivere con lui una canzone capolavoro, che è poi diventata Meraviglioso errore". Il percorso del brano si è compiuto a Londra, dove i due artisti hanno registrato "la sinfonica con Gavin Greenaway. Lui ha avuto una visione su questo brano, e come se fosse un film ha scritto e diretto l'orchestra sinfonica di Londra, suonando anche il pianoforte. Una magia dalla magia. Un viaggio musicale. Una storia che scorre sopra la pelle e fa venire i brividi".
Di cosa parla Meraviglioso Errore
Il brano è la storia di un amore che oscilla tra il prima e il dopo, tra l'inizio e la sua fine. "Siamo prigionieri del mondo di ieri/Siamo due sentieri, ognuno per i cazzi suoi/Altro che indovino, qui è finito anche il vino/È finito anche il mare, ti vorrei ammazzare", canta l'artista in una strofa per sancire l'epilogo di una relazione profetizzata da un "pescatore che ha visto le balene volare": nelle sue parole ("Ci ha detto che vino bisogna stappare quando finisce l'amore/E tu mani gelate e un pullover blu/Bevevi solo caffè") si dischiude l'epopea sentimentale di una coppia che forse sta smettendo di amarsi ("tu non chiamarmi amore se non ci credi più") e ha capito di non poter farci nulla, che la vita scorre anche se non vogliamo, che aver condiviso momenti speciali con qualcuno non fa rima per forza di cose con per sempre o lieto fine. "Non abbiamo neanche un finale/Ma d'altronde per noi è normale/Le vedi anche tu le balene volare lassù?" è la frase che chiude questo viaggio sulle note scritte da Brunori e Dimartino e cantate con struggente malinconia da una Gianna Nannini in splendida forma.