L'evoluzione di stile di Jasmine Trinca, sempre fedele a se stessa

Voleva fare l’archeologa e invece finì per essere scelta da Nanni Moretti – tra oltre duemila candidate – per La stanza del figlio, incipit di una parabola artistica tanto accidentale quanto poi costruita selettivamente. Ruoli complessi, controversi, ruvidi, autentici. Un talento innato nell’abitare le molteplicità emotive con una recitazione viscerale che, negli anni, ha rifuggito qualsiasi compromesso commerciale, consolidando la sua statura di musa del cinema d’autore contemporaneo. “Un oggetto strano, un oggetto inciampante, non educato, non melodioso, una strana giovane attrice e in un certo senso una strana giovane in generale, che quasi apparteneva a un altro mondo”, ha detto di recente di sé alla rivista Rolling Stones ricordando anche gli esordi. La stoffa di Jasmine Trinca, quarantacinque anni, N premi nel palmares e una sequenza di pellicole italiane e internazionali nel carnet: La meglio Gioventù, Romanzo criminale, Manuale d’amore, Il caimano, Il grande sogno. E ancora Miele, Saint Laurent, The Gunman, Sulla mia pelle, La dea fortuna, Gli occhi degli altri. Grande schermo e tv, come nei recenti Supersex e L’arte della gioia, un debutto alla macchina da presa (con Marcel! nel 2022), e uno stile osmotico tra recitazione e vita, tra i personaggi interpretati è una personalità che, anche nel vestire, non sembra mai cercare una definizione univoca.


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Dan Kitwood//Getty Images

Jasmine Trinca al Festival di Venezia del 2009, al photocall de Il grande sogno

“Mi vesto in maniera molto personale – disse infatti una volta ai microfoni Rai –. Sono convinta che avere un’idea non solo di sé, ma anche di ciò che ci piace sia l’unica cosa veramente interessante. Poi, chiaramente, avendo la fortuna di fare questo lavoro sono costantemente a contatto con il bello, al di là della firma che è rilevante nella misura in cui racconta lo sguardo di qualcuno. In realtà mi piacciono cose molto diverse tra loro, delle suggestioni. Penso che cinema e moda debbano per forza incrociarsi, e nel mio modo di vestire c’è anche qualcosa che mi piace vedere soprattutto nei film, qualcosa che non è alla moda nel senso di passeggero, ma qualcosa che potrebbe anche essere immortalato in un film”.

Tubini neri, gonne al ginocchio, bluse e camicie, suit generosi senza troppe concessioni all’oversize, qua e là un cenno mannish, di tanto in tanto l’innesto sportivo di una giacca tecnica, maxi-hoop o pendenti d’impronta vintage come glossa di molti look. È cambiata negli anni? Più maturata, affinata, e basta scorgere l’archivio visivo del Lido per vederne l’impronta – peculiare, essenzialmente eccentrica, femminile senza cliché – fedele nel tempo. Sarà a Venezia anche quest’anno con la doppietta di L’estranea di Paolo Strippoli e Succederà questa notte di Nanni Moretti, e nel trailer del primo film, con Adriano Giannini, Romana Maggiore Vergano e Valeria Bruni Tedeschi, la si scorge in camicie stampate vagamente pradesche e pantaloni sartoriali, in abiti bianchi upper class e un flashback nei Novanta sulle note vintage di Narcotic dei Liquido, anticipazioni del prima e dopo di una famiglia dalla Bari bene e di una madre, lei, che svelerà alla figlia un segreto inconfessabile. Con un guardaroba che, almeno dai primi scatti, sembra dare un senso anche alle parole della stessa Trinca di poco fa.

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Dominique Charriau//Getty Images

Jasmine Trinca sul red carpet de Il grande sogno

Nel suo, in quello di Jasmine, c’è come firma costante quella di Miu Miu (o Prada), come sul red carpet lagunare de Il grande sogno di Michele Placido, pellicola che nel 2009 le valse il premio Marcello Mastroianni per la sua interpretazione della studentessa Laura, e un défilé con top trasparente e gonna di broccato in diretta dall’allora collezione autunnale della griffe, riflessione sulla borghesia con femme fatale sottilmente erotiche in uno show quintessenzialmente Miuccia Prada.

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Dominique Charriau//Getty Images

Jasmine Trinca a Venezia nel 2010 alla prima di Black Swan

A riprova della sfuggevolezza estetica, anche le scelte inconsuete di blusa e gonna rigata di stampo marinaresco (ma con parure dall’allure rétro di rigore) indossata alla première di Black Swan nel 2010, o l’assoluta nonchalance di sandali raso terra per quella di La pecora nera nello stesso anno. Raffinata, invece, nel lungo abito nero del tappeto rosso di The Tempest, con scollatura di design e clutch celeste en pendant alla spilla-gioiello, star-look da emulare nelle gallerie internettiane degli albori.

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Daniele Venturelli//Getty Images

Jasmine Trinca sul red carpet di The Tempest nel 2010

Importante per lei il 2017 di una Mostra del Cinema vissuta in qualità di giurata assieme alla presidentessa Annette Bening, con gonne a matita in boccio, con top pastello see-through (e targati Prada), con abiti bianchi trasparenti percorsi da paillettes luccicanti (sempre Prada) e accessoriati di immancabili bijoux e pochette zuccherina, con midi-dress à la Roaring Twenties e una virata all’eleganza classica di camicia bianca e pantaloni scuri per il ritiro del premio Kinéo.

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Mark Milan//Getty Images

Jasmine Trinca al suo arrivo al Lido nel 2017

Ha detto una volta che non le piace fare shopping, e difatti può capitare di avvistarla in mises d’archivio, e i cacciatori di referenze non avranno impiegato molto a scorgere quella della gonna indossata all’arrivo in Laguna nel 2018 di Sulla mia pelle; vivaci stampe a banana del “barocco minimale” di Prada, ovvero la collezione Primavera Estate del 2011 in omaggio alla stella delle Folies Bergère Josephine Baker, tra quelle di culto dell’epoca più audace della signora della Moda.

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Daniele Venturelli//Getty Images

Jasmin Trinca sul red carpet di Nomadland al Festival di Venezia nel 2020

Ci deve star bene, Jasmine Trinca, nelle lunghezze al ginocchio o midi tante le volte che le ha vestite, dando ogni volta un mood diverso al look: elegante e seduttivo con blazer avvitato, provenzale con t-shirt e Panama intrecciato, riviera con abito lungo rosso pomodoro dagli innesti plissé come quello sul red carpet del 2020, sfoggiato con mascherina politica che recitava lo slogan delle giovani under 18 della scena teatrale romana, “Non siamo ragazze, ma pallottole d’argento per i vostri cervelli della classe media”. Sporty-chic, ancora per i pomeriggi al Lido del 2021 tra antivento in nylon tecnico e pantaloni sartoriali con fibbie laterali, raffinata, senza sbavature, nell’uscita serale della première de La scuola cattolica in abito fluido dalla scollatura a V e la vita alta.

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Daniele Venturelli//Getty Images

Jasmine Trinca al photocall de La gioia al Festival di Venezia 2025

L’anno scorso, a presentare La gioia nella sezione Giornate degli Autori, e il cambio di passo con un completo tailored e camicia in satin color blush. Jasmine Trinca che, come diceva lei, raccoglie suggestioni, cambia pelle, non si piega alla mutevolezza della Moda. Sempre, costantemente, semplicemente lei, con quel gusto personale che potrebbe stare benissimo anche nel frame di un film.

Nel 2026 Jasmine Trinca a Venezia è protagonista di due film italiani in concorso: Succederà questa notte di Nanni Moretti e L'estranea di Paolo Strippoli regalandoci la conferma della sua eleganza innata, e la passione di indossare - quasi casualmente - dei look più che perfetti.

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picture alliance//Getty Images

Jasmine Trinca sul red carpet di Succederà questa notte di Nanni Moretti

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Daniele Venturelli//Getty Images

Jasmine Trinca sul red carpet de L'estranea di Paolo Strippoli