L'evoluzione di stile di Louis Garrel, e quel certo charme francese che lo rende irresistibile

louis garrel alla mostra del cinema di venezia 2026

pinterest

Stefano Mazzola//Getty Images

Babbo regista, mamma attrice, nonno attore. Aura da aristocrazia cinematografica parigina e il naso importante, e i capelli eternamente scompigliati, e lo sguardo profondo, e l’appeal dell’inquieto nonostante dica a destra e a manca che non è più ombroso, non è più maudit, non è più imbronciato come il suo Theo del The Dreamers di Bernardo Bertolucci che è stato il film di culto di una generazione. Oggi va alle interviste seguito dal figlio che dice di far vivere come uno zingaro, racconta di non essere del tutto a proprio agio con la moda ma è decisamente meno stropicciato che agli esordi, dirige vivaci commedie romantiche dai tratti autobiografici, e non lo si vede più sfumacchiare sui tappeti rossi; mal che vada una boccata alla sigaretta elettronica che le classiche non vanno più. “Hai mai visto il colore giallo delle unghie dei fumatori?”, imbeccava l’intervistatore del New York Times già nel 2014. “È cool? Potrebbe sembrare cool in una foto, ma fumare non è cool”. Eppure.


  • Festival di Venezia 2026: il calendario con tutti i film
  • Tutti i film italiani che vedremo alla Mostra del Cinema di Venezia 2026
  • Louis Garrel: la biografia, i film da regista e la vita privata dell’attore francese

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

J. Vespa//Getty Images

Michael Pitt, Eva Green e Louis Garrel alla première di The Dreamers al Festival di Venezia del 2003

Eppure Louis Garrel è congelato in quel fascino lì; del malinconico, del ribelle, del tormentato, del sex symbol suo malgrado che solo oggi, raggiunta una certa maturità, comprende che alla fine non gli è andata poi così male ad essere la fantasticheria delle donne di mezzo globo. “Louis ha quel fascino naturale francese, senza tempo, ma totalmente contemporaneo”, la mette giù Jonathan Anderson che l’ha voluto come volto dell’adv estiva della maison Dior, oltre ad averlo chiamato per registrare la versione audiolibro in lingua francese di Christian Dior et moi, l’autobiografia scritta nel 1956 dal fondatore.

La Moda, l’attore e regista francese, l’aveva già masticata nell’interpretare il dandy Jacques de Bascher nel biopic Saint Laurent, pellicola che come ha raccontato al mensile HTSI l’ha condotto ad apprezzarla come “modo di distinguersi dagli altri ed esprimere qualcosa di sé”, oltre che nel recente Couture in cui ha vestito i panni di un cineoperatore alle prese con un cortometraggio girato durante la Fashion Week parigina da una regista che sul grande schermo ha il volto di Angelina Jolie. L’ultima sua fatica, invece, con la Moda non ha a nulla a che spartire ed è più un film su “i nostri sentimenti di oggi, le nostre paure, le difficoltà nelle relazioni e le nostre speranze”, come ha tratteggiato Nanni Moretti il suo Succederà questa notte con protagonisti, tra gli altri, Jasmine Trinca e appunto Garrel. La pellicola è in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, Festival di cui l’attore è veterano avendovi partecipato la prima volta pressoché in fasce: nel 1989, a sei anni, per l’anteprima del film del padre Philippe Les Baisers de secours in cui recitava assieme alla madre Brigitte Sy.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

J. Vespa//Getty Images

Louis Garrel al photocall a Venezia per The Dreamers

L’immagine che l’avrebbe cristallizzato nel firmamento degli enfants prodiges, nonché dei bellissimi e sgualcitissimi e ancora bellissimi, è del 2003: al centro Eva Green già goticheggiante in lungo abito nero, a sinistra Michael Pitt (un altro che con i tormenti ha bazzicato parecchio) in jeans scarabocchiati e smangiucchiati, e a destra lui, Louis, con i boccoli corvini e la sigaretta penzolante dalle labbra, la giacca su una maglietta rusticamente tie-dye e ai piedi un paio di banalissime Puma del red carpet prima del celebrity endorsment che rimarrà il migliore di sempre. Al photocall pomeridiano medesimo fascino, in camicia bianca aperta sul petto che su di lui, ovviamente, non fa maranza nemmeno un po’.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

Pascal Le Segretain//Getty Images

Louis Garrel con Clotilde Hesme alla prima di Les Amants réguliers al Festival di Venezia del 2005

Più affinato il suo arrivo al Lido nel 2005 per la première Les Amants réguliers (sempre diretto dal padre Philippe), in completo mai troppo ingessato e stivaletti dall’appeal vissuto al posto delle classiche brogue tirate a lucido che ci si aspetterebbe da un’occasione glamour. Stilisticamente più matura ancora, ma sempre condita da quel certo je m’en fous sartoriale, la mise della presentazione veneziana di Un été brûlant a fianco di Monica Bellucci, camicia bianca e suit nero (questa volta con stringate di rigore) per la sera, giacca blu e grey shirt dal colletto impenitente per il look du jour.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

Pascal Le Segretain//Getty Images

Louis Garrel con Monica Bellucci sul tappeto rosso al Lido per Un été brûlant nel 2011

E dire che, sempre con il New York Times, si crucciava di non avere uno stile definito. “Ogni volta che ero per strada e vedevo qualcuno con un bel capo di abbigliamento – raccontò –, correvo al negozio per comprarne uno uguale. Così ho pensato, non ho uno stile, non ho una personalità. È terribile. Alcuni scelgono il proprio stile a quattordici anni, ma io cambiavo continuamente il mio”.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

Daniele Venturelli//Getty Images

Louis Garrel sul red carpet di La Jalousie nel 2013

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

Andreas Rentz//Getty Images

Louis Garrel alla premiere de La Jalousie diretto da Philippe Garrel si è tenuta il 5 settembre 2013

Ebbene dissentiamo, lui ce l’ha, ce l’ha sempre avuto, quella controparte maschile del francesissimo certo non so che dosato sul tux e sulle scarpe un filo consunte come alla presentazione de La Jalousie, la nota da giovinastro che alle regole del black-tie fino in fondo non ci sta e sfodera sneakers da skate anche alla prima di Un peuple et son roi, lo charme dégagé di un completo destrutturato con maglietta bianca come al photocall veneziano del J’accuse di un controverso Roman Polański, la sera in total black armaniano ma con ginniche d’ordinanza.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

Daniele Venturelli//Getty Images

Louis Garrel alla première a Venezia di J’accuse nel 2018

A proposito, il primo a scorgerne il potenziale (anche) come volto deluxe fu proprio Giorgio Armani che all’indomani del successo di The Dreamers lo arruolò assieme alle co-star Eva Green e Michael Pitt per la campagna scattata da Vincent Peters, poi ingaggiando ancora Garrel nel “gioco di riflessi e ombre” dell’adv per l’Autunno Inverno 2023 2024. Valentino, invece, lo volle protagonista, nel 2014, dello spot di Johan Renck per il nuovo profumo uomo, in frame a restituire una Roma notturna abitata da una gioventù in abiti raffinati, tra cui il fascinoso Garrel che i direttori creativi dell’epoca – Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli – vedevano come “il nuovo Mastroianni”. Ancora lì, su quell’eleganza tipicamente francese insistette invece l’allora guida di Dior Men Kim Jones nella scelta dell’attore come ambasciatore della maison.

l’evoluzione di stile di louis garrel al festival di veneziapinterest

TIZIANA FABI//Getty Images

Louis Garrel durante il red carpet di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia 2025

Lui, intanto, nel 2025 tornava al Festival di Venezia in smoking blu notte e brogue. Un filo più disciplinato, ma sempre, irriducibilmente charmant. Fino a oggi… meravigliosissimo.

louis garrel alla mostra del cinema di venezia 2026pinterest

Aurore Marechal//Getty Images

Louis Garrel alla Mostra del Cinema di Venezia 2026