L’ex assessore Massimo Adriatici e i limiti della difesa: “Youns era disarmato. Fu omicidio volontario”

Voghera (Pavia), 1 settembre 2026 –  Nessuna legittima difesa, per via della marchiana sproporzione della condotta dell’imputato”, che ha sparato al suo aggressore pur sapendolo disarmato.

In novantanove pagine il Gup di Pavia Luigi Riganti spiega perché Massimo Adriatici, ex assessore comunale alla Sicurezza di Voghera, è stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione per omicidio volontario in seguito all’uccisione di Youns El Boussettaoui, morto il 20 luglio 2021 dopo che l’imputato al culmine di un alterco sfociato in aggressione fisica, di cui era stato vittima, gli aveva sparato.

Non poteva esser legittima difesa

Emerge in particolare perché, secondo il giudice, non poteva trattarsi di legittima difesa. Inizialmente, infatti, ad Adriatici era stato contestato l’eccesso colposo di legittima difesa, ma poi l’imputazione dopo un primo procedimento, su ordinanza della giudice Valentina Nevoso era stata rivista dalla Procura in omicidio, reato per cui a febbraio 2026 si è arrivati alla sentenza di condanna. Secondo il giudice è innegabile la condotta aggressiva di El Boussettaoui che a mani nude aveva colpito l’ex assessore, il quale era caduto a terra e, a quel punto, aveva sparato a distanza ravvicinata un colpo con la sua pistola calibro 22 legalmente detenuta e portata senza sicura e col colpo in canna, al contrario di quanto prevedono le linee guide, durante la passeggiata serale che, quella notte come era sua abitudine, stava facendo in centro (e che non costituiva, spiega il giudice, una ronda armata).

La sproporzione è qui: per il giudice, Adriatici è stato consapevole per tutto il tempo dell’aggressione che El Boussettaoui fosse disarmato e che non ci potessero essere oggetti rigidi che potesse raccogliere, dunque che non si ravvisasse un pericolo di vita.

L’interrogatorio di convalida

Nelle carte a tal proposito si riporta che, nell’interrogatorio di convalida davanti al Gip il 23 luglio 2021, Adriatici aveva dichiarato di non aver memoria che El Boussettaoui stesse raccogliendo qualcosa da terra, come un gesto fatto dalla vittima e ripreso dalle telecamere sembrerebbe mostrare. Per il giudice, il gesto potrebbe anche essere riconducibile a un movimento del corpo, inoltre nelle vicinanze c’era una confezione di carta, su cui rialzandosi Adriatici aveva messo il piede.

Condannato a 12 anni per omicidio volontario l'ex assessore Adriatici

Vittima raggiunta da colpo di pistola in piazza a Voghera

La difesa

Secondo la difesa di Adriatici, affidata agli avvocati Luca Gastini e Guido Alleva che annunciano il ricorso in Appello, “attribuire a una persona appena atterrata da un violento colpo al viso, e con una nuova aggressione in corso, la capacità di assumere una decisione lucida nell’arco di un secondo costituisce un non-senso sul piano logico e fenomenologico” e che “l’impossibilità di accogliere la tesi del Gup si trova, peraltro, nelle immagini estrapolate dal video e riportate nella stessa sentenza, accompagnate da puntuali didascalie, dal momento che dalle stesse risulta incontestabilmente che l’apparente gesto dell’El Boussetaoui di raccogliere qualcosa da terra è avvenuto solo dopo che l’avvocato Adriatici era già a terra e, quindi, avrebbe certamente potuto percepire il gesto del suo aggressore”.

Le parti civili

Esprimono invece soddisfazione i legali di parte civile, Marco Romagnoli e Deborah Piazza, per cui “la sentenza conferma ciò che noi gridiamo con forza sin dall’inizio: è omicidio volontario. Il Giudice spiega in modo analitico come l’imputato abbia volontariamente sparato al torace di un uomo disarmato perlopiù con problemi psichici noti, soprattutto a lui” e “una sentenza che ribadisce che non esistono persone di serie A e persone di serie B, che la vita va tutelata sempre e comunque”.