Prof licenziata dalla scuola dei vip: “Non ascolta le opinioni dei bimbi”. Ma il giudice boccia la Saint Louis

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Insegnante mandata via con una lunga serie di contestazioni: “Sbuccia la frutta al posto degli allievi”. Il ricorso al Tribunale del lavoro e il reintegro immediato: episodi del tutto privi di rilievo disciplinare

Dal 1996 l’istituto accoglie 1.700 studenti da 2 a 19 anni di 50 nazionalità nei tre campus di Caviglia, Colonna e Palazzo Archinto

Dal 1996 l’istituto accoglie 1.700 studenti da 2 a 19 anni di 50 nazionalità nei tre campus di Caviglia, Colonna e Palazzo Archinto

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Milano, 1 settembre 2026 – Una lunga serie di contestazioni, circostanziate in maniera estremamente dettagliata: “Lei ha dieci giorni di tempo dalla ricezione della presente lettera. In considerazione della gravità degli addebiti, le comunichiamo la sospensione in via cautelare del servizio fino alla conclusione del procedimento disciplinare”.

Lo stop temporaneo si è poi trasformato in licenziamento per un’insegnante della Saint Louis School, scuola internazionale con rette a quattro zeri e frequentata anche dai figli di personaggi famosi del mondo dello sport e dello spettacolo.

Istituto d’eccellenza

Un istituto che da trent’anni accoglie 1.700 studenti dai 2 ai 19 anni di cinquanta nazionalità nei tre campus di Caviglia, Colonna e Palazzo Archinto e che di recente si è confermato un’eccellenza a livello europeo: i diplomati del 2026 hanno superato di quasi 7 punti la media mondiale dell’International Baccalaureate Organization, la fondazione educativa che definisce programmi, standard accademici e criteri di valutazione per le oltre seimila IB World Schools presenti nel mondo.

La sentenza e la storia

Ora si scopre da una sentenza del Tribunale del lavoro che la docente mandata via il 17 luglio 2025 dal campus in zona Portello ha battuto in aula la Saint Louis, che dovrà reintegrarla e versarle gli stipendi arretrati; respinte, invece, le richieste di risarcimento per presunti demansionamenti e mobbing.

Dopo un anno di contratto a termine, il 27 agosto 2020 la prof viene assunta a tempo indeterminato come co-teacher in due sezioni del percorso Early Years con bambini da 3 a 5 anni. Il 27 giugno 2025, riceve la missiva, riportata integralmente nel verdetto, in cui le vengono attribuiti comportamenti non in linea con i piani educativi dell’istituto: “Abbiamo appreso – l’incipit – che durante le lezioni il suo approccio tende a concentrarsi maggiormente sulla direzione e l’istruzione dei bambini, con una scarsa attività volta all’esplorazione autonoma o di incoraggiare l’iniziativa e la voce dei bambini stessi”. Ecco un esempio: “Il 12 giugno 2025 lei ha presentato ai bambini una bambola vestita da astronauta, affermando che la bambola stava mangiando uno snack spaziale e imitando i suoni della masticazione. Tuttavia, non ha fornito alcun contesto ai bambini che stavano giocando con la bambola”.

Le accuse

Altra pecca: “Lei non ascolta né prende in considerazione le voci e le opinioni dei bambini, e inoltre non riconosce loro alcuna autonomia”. E ancora: “Ci risulta che durante la merenda di solito lei svolge tutte le attività personalmente – come sbucciare le banane, aprire i vasetti di yogurt, togliere le cannuccie dal tè al limone, spalmare il miele sul pane e versare l’acqua per i bambini – privandoli così di preziose occasioni per sviluppare le loro abilità motorie in situazioni reali”. Non è finita: “Lei applica una metodologia di insegnamento poco efficace e incompleta rispetto alle linee guida scolastiche e agli standard richiesti agli Early Years”. Senza contare la “confusione” nell’organizzazione delle gare dello Sports Day del 23 maggio 2025 (con i genitori indotti a “credere di aver acquistato le magliette sbagliate per l’evento”) e la scarsa attitudine a risolvere problemi in apparenza banali: “A semplici domande come “Mio figlio ha dimenticato la cuffia per la piscina, cosa faccio?”, lei non risponde o prende alcuna iniziativa per replicare qualcosa”.

La sentenza del giudice Lombardi

Basta per giustificare un licenziamento? Sì per la Saint Louis. No per il giudice Antonio Lombardi: “L’esame dei singoli episodi non consente di ritenere la condotta contrassegnata da tangibili profili di rilievo disciplinare – un passaggio delle motivazioni –. Da un lato, talune delle censure risultano riconducibili a valutazioni dell’operato (dell’insegnante, ndr) improntate a particolare rigore se non addirittura a palese intransigenza; difetta, dall’altro, la codificazione di specifiche regole di condotta che la docente avrebbe violato, incorrendo in responsabilità disciplinare, che possano fungere, nella presente sede giudiziale, da parametro di riferimento per l’accertamento dell’assunta reiterata e perseverante grave negligenza della docente”. Conclusione: “Il coacervo di circostanze addebitate appare del tutto privo di rilievo disciplinare”.

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