31 luglio 2026
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Una situazione di totale emergenza, insostenibile e senza precedenti. Inevitabile la scelta del governo di un intervento dopo le notizie che arrivano dalle enclavi spagnole in Marocco Ceuta e Melilla. Il Viminale, si legge in una nota, "ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna". La decisione "è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato analisi sull'immigrazione e sicurezza delle frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale. Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l'omologo francese, Laurent Nunez, è stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia".
A Ceuta entrati in 60mila. Mezza Europa condanna Sanchez e segue l'Italia su Schengen
Ieri la premier Giorgia Meloni aveva in qualche modo anticipato la decisione odierna. Piccata la reazione del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no", dichiara il socialista su X elencando il "numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex", a cominciare da quelli con il nostro Paese. "Attraverso l'Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000". "Non è tempo di dividere - conclude Sanchez -. È tempo di continuare a costruire un'Ue forte e unita".
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Ceuta, città autonoma spagnola situata nel Nordafrica, è alle prese con la più grave crisi migratoria degli ultimi anni, dopo l'arrivo di migliaia di migranti irregolari dal Marocco. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, parla di circa 60mila ingressi e aggiorna a 34 il bilancio delle vittime nel corso dei massicci attraversamenti. Il premier Sánchez si è recato oggi in città insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska. Sanchez ha definito l'accaduto un attacco all'integrità territoriale spagnola, promettendo il pieno impegno dello Stato a fianco di Ceuta. Ma le opposizioni fanno notare che sono proprio gli ultimi interventi legislativi di Madrid in fatto di accoglienza e cittadinanza, uniti a una sentenza recente della Corte Suprema che stabilisce niente rimpatri lampo per gli arrivi a nuoto a Ceuta, ad aver scatenato la tempesta perfetta.