L’omaggio anche nel linguaggio ’simbolo’ di Modena: la figurina. Il Museo della Figurina ricorda l’artista pubblicando, infatti, online una sua figurina tratta dall’album ’Cantanti 72’ delle Edizioni Panini. Guccini era già citato negli album pubblicati alla fine degli anni Sessanta, ma come autore di alcune canzoni portate al successo anche dall’Equipe 84 o dal gruppo dei Nomadi, in particolare ’Dio è morto’ e ’Canzone per un’amica’.
La didascalia della figurina del 1972, dove Guccini è nella stessa pagina con, tra gli altri, Tony Renis e Riccardo Del Turco, ricorda l’album ’L’isola non trovata’ appena pubblicato e gli attribuisce Bologna come città di nascita. In realtà il cantautore e scrittore è nato a Modena il 14 giugno del 1940, quella che definì ’piccola città, bastardo posto’: parole nelle quali affiora amarezza ma anche affetto per le proprie radici, insieme al bisogno di guardare oltre.
La città, comunque, è sempre rimasta parte della sua identità ed è tornata in molte delle canzoni che ha scritto. Temi ripresi nell’ordinanza comunale che proclama il lutto cittadino sottolineando, inoltre, che "Francesco Guccini ha rappresentato per oltre cinquant’anni un punto di riferimento civile, intellettuale e sociale per intere generazioni".
Il ricordo di Francesco Guccini potrebbe trovare spazio anche tra le piazze e i palchi del FestivalFilosofia, in programma a settembre. Nessuna commemorazione ufficiale o appuntamento costruito ad hoc, ma la possibilità che il cantautore emerga spontaneamente nel corso delle lezioni e degli incontri, attraverso le parole dei relatori. Una presenza affidata alla natura "corale" della manifestazione e al tema di quest’anno, quello del "caos", che secondo il direttore del Festival trova una particolare sintonia con la figura di Guccini.
"Non pensiamo a un evento specifico di commemorazione — spiega Daniele Francesconi, direttore del Festival –. Credo però che il Festival, come sempre, sia un grande racconto corale, nel quale ci sono le voci dei relatori e delle relatrici, degli amministratori, dei curatori, e molto spesso sia anche un modo per rappresentare lo spirito delle nostre comunità e dei nostri territori. Per questo credo che l’occasione, nei momenti introduttivi delle lezioni o nei singoli appuntamenti, per rievocare la figura di Guccini potrà esserci".
A offrire spunti sarà proprio il tema di questa edizione, ‘caos’, che si presta bene a raccontare una personalità anarchica e anticonformista come quella di Guccini. "È stato un grande pensatore del futuro e della libertà, anche anarchica, di tutte quelle forme di sovversione del presente che ci ha raccontato nella sua poesia e nella sua musica. Una libertà molto radicale, quasi romantica, un vero e proprio modo di vivere".
Un poeta in musica celebrato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, proprio ieri, ha riconfermato l’Alto Patronato alla 26esima edizione del Festivalfilosofia.
Martina Ghedini