L’Ungheria, le gomme e l’illusione della scelta | FormulaPassion.it

x

Vai al contenuto

Strategie di gara ininfluenti. Gara più semplice da guardare e da capire

Riproduzione riservata

F1 GP Ungheria 2026, Budapest: Lewis Hamilton (Scuderia Ferrari) - Foto: Getty Images

Pubblicato il 26 Luglio 2026 ore 07:35

3 minuti

Sono tante le incertezze all’Hungaroring, ma una cosa è certa: le strategie a una o a due soste non fanno quasi differenza. Dario Marrafuschi, direttore motorsport della Pirelli, lo dice con la calma di chi ha già visto tutto: dalle simulazioni non emergono scarti significativi. Come se la vita, a Budapest, avesse deciso di semplificarsi, o forse di beffarsi di chi ancora crede che scegliere conti davvero.

Lando Norris ha preso la pole con un 1’17”207 all’ultimo tentativo, quel gesto di precisione che i piloti riservano ai momenti in cui il mondo sembra trattenere il respiro. Lewis Hamilton è arrivato secondo e poi è scivolato quinto, retrocesso dalla burocrazia delle regole come un uomo che arriva in tempo all’appuntamento e scopre che l’orologio della stazione è avanti. Charles Leclerc terzo. Quasi tutti sulle Soft, tranne la Ferrari che nella prima fase ha voluto giocare con le Medium. Norris, con quattro treni di gomme morbide, ha tirato fuori il giro buono. Nelle libere aveva già fatto lo stesso: 1’17”939, asfalto a 53 gradi, aria a 29. Oggi in gara farà ancora più caldo, dicono. L’Ungheria d’estate non perdona: è un forno che cuoce le ambizioni insieme all’asfalto.

Eppure la notizia vera non sta nei millesimi. Sta in quella frase di Marrafuschi: una sosta o due, poco cambia. Si può partire sulle Soft (quasi certamente), fermarsi tra il 26° e il 32° giro e finire sulle Hard. Oppure azzardare la doppia sosta, con “finestre” strette e il rischio di ritrovarsi nel traffico di un circuito dove sorpassare è un’impresa. Alcuni team hanno ancora set nuovi di Medium, altri no. Qualcuno potrebbe addirittura tentare la Soft a lungo, che ha mostrato un’aderenza decente e un’autonomia record. Dieci secondi più lente le combinazioni Soft-Hard-Medium o Medium-Hard-Soft: numeri che, in Formula 1, equivalgono a un’eternità e a un nulla nello stesso istante.

È curioso come, in un mondo ossessionato dalla strategia, si arrivi a scoprire che la strategia è quasi indifferente. Si può scegliere la via lunga o quella corta, il pit singolo o il doppio, e il risultato sarà pressoché lo stesso. Il traffico, poi, e la difficoltà di sorpassare, spingono molti verso la sosta unica: meglio non rischiare, meglio restare al proprio posto e sperare che gli altri sbaglino. Una filosofia di sopravvivenza.

[email protected]