La bottega di pasta fresca chiude dopo 56 anni, si cerca un successore in uno dei Borghi più belli d'Italia: «È già tutto pronto per lavorare»

«Pasta fresca all'uovo». Una scritta semplice sopra la porta di via Cimarelli, nel centro di Corinaldo. Un negozio che cela al suo interno 56 anni di storia, ma l'insegna rischia ora di scomparire per semore: Pasta Fresca Augusta ha abbassato la saracinesca perché la titolare ha raggiunto la pensione. Il sindaco Gianni Aloisi, però, non vuole che insieme alla bottega vada perso anche un pezzo della storia del paese e ha lanciato un appello per trovare qualcuno disposto a raccoglierne il testimone.

La storia

A dare inizio a tutto è stata Fernanda Bucci, che nel 1970 ha avviato l'attività poi portata avanti negli anni dai suoi familiari. Un sapere popolare fatto letteralmente mettendo le mani in pasta, conservando la qualità nel segno della tradizione. Un lavoro quotidiano, nel quale l'esperienza si è mescolata alla capacità di adattarsi ai tempi che cambiavano senza perdere quello che rendeva riconoscibile la bottega. Augusta Bellagamba, attuale titolare, ha però completato il proprio percorso professionale raggiungendo il meritato pensionamento.

Un riferimento per una comunità

Nel centro di Corinaldo, Pasta Fresca Augusta era diventata negli anni un punto di riferimento per i suoi clienti e per gli abitanti del borgo marchigiano. Ha custodito la ricetta della pasta fresca all'uovo, ma soprattutto è diventata un luogo di fiducia, di quelli nei quali tornano figli e nipoti perché prima di loro ci andavano già genitori e nonni. «Un importante traguardo che rappresenta non soltanto la conclusione di un'attività, ma anche la testimonianza di impegno, professionalità, passione e continuità familiare», ha spiegato il sindaco Gianni Aloisi, descrivendo il ruolo che la bottega ha avuto per la cittadinanza.

L'appello del sindaco

Come raccontato da Cronache Ancona, l'amministrazione comunale ha invitato Augusta Bellagamba in Comune insieme alla famiglia per consegnarle una targa e ringraziarla per il servizio reso alla comunità dal 1970 a oggi. «A nome dell'Amministrazione e dell'intera comunità, rivolgiamo un sincero ringraziamento per il prezioso contributo offerto al tessuto economico e commerciale del territorio, con l'augurio di vivere con serenità e soddisfazione questa nuova fase della vita. Grazie per questi 56 anni di lavoro, tradizione e storia familiare». Ma il saluto potrebbe non essere definitivo. Nella stessa occasione Aloisi ha lanciato un appello per salvare il patrimonio rappresentato da quell'attività: «La signora intende cedere l'attività, che è comprensiva di tutte le attrezzature e l'eventuale acquirente potrà quindi iniziare immediatamente a lavorare disponendo già di tutto il necessario».

Chi dovesse raccogliere l'invito non troverebbe soltanto un'attività pronta a ripartire. Sceglierebbe una bottega con una clientela costruita in oltre mezzo secolo, un paese di meno di cinquemila abitanti, uno dei Borghi più belli d'Italia e le colline marchigiane che scendono verso il mare di Senigallia. E soprattutto troverebbe una storia già iniziata da altri, con una porta, un'insegna e cinquantasei anni di mani infarinate. Servirebbe soltanto qualcuno disposto a continuare a scriverla.

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