La domenica dopo la devastazione e la voglia di normalità ma tutto intorno i segni della violenza: vetrine distrutte, negozi saccheggiati e pavè strappato

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La domenica dopo la devastazione e la voglia di normalità ma tutto intorno i segni della violenza: vetrine distrutte, negozi saccheggiati e pavè strappato

Strade ripulite ma da Piazza Duomo a San Babila passando per corso Vittorio Emanuele le ferite di Milano sono ben visibili. E non si contano le scritte sui muri e sulle pensiline con messaggi anti fascisti, pro Palestina e contro Vannacci

Il giorno dopo la violenza in piazza Duomo e in centro a Milano tra selfie e tratti di pavè divelto

Il giorno dopo la violenza in piazza Duomo e in centro a Milano tra selfie e tratti di pavè divelto

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Milano, 18 ottobre 2026 – I selfie in Galleria e in piazza Duomo, la colazione ai tavolini, lo shopping.

Sembra una domenica come tante. Ma non lo è. Sono passate poche ore dalla guerriglia esplosa nel cuore della città con bombe carta, sassi contro la polizia, vetrine sfondate, roghi, cariche con lacrimogeni e idranti.

Decine di feriti e più di 50 persone accompagnate in Questura di cui quasi la metà minorenni. Al risveglio Milano cerca la normalità, al mattino le strade del centro sono già state ripulite ma restano le tracce degli assalti serali. La pioggia non cancella gli aloni degli incendi sul pavè.

Le tracce degli assalti in corso Vittorio Emanuele

Dalle impalcature del cantiere che da corso Vittorio Emanuele guarda piazza Beccaria mancano i pannelli di legno che sono stati strappati via e dati alle fiamme. Di alcuni restano solo dei frammenti. Sempre sul corso, sotto i portici, alcune attività commerciali restano off limits, con i nastri di plastica a bloccare il passaggio.

Danni a Milano dopo gli scontri

Vetrine rotte in Via Dante a Milano dopo gli scontri di ieri

Lo sguardo si allunga verso le vetrine distrutte, come nello store di Max Mara Weekend. Davanti all'ingresso c'è una lastra di marmo staccata chissà dove. Verso piazza San Babila, Foot Locker è off limits: la sera prima, il negozio è stato distrutto e saccheggiato. Sugli scaffali non è rimasta nemmeno una scarpa. Ora tutti gli accessi sono protetti da pannelli di compensato.

Saccheggi in via Dante e via Broletto

La domenica dopo la devastazione e la voglia di normalità ma tutto intorno i segni della violenza: vetrine distrutte, negozi saccheggiati e pavè strappato

E poi lungo le strade spuntano i cavalletti del Nuir e altri nastri di plastica che invitano a stare alla larga: a terra si vedono sampietrini e ciottoli, porzioni di pavimento completamente spogliate. Segni di saccheggi pure in via Dante.

Danni a Milano dopo gli scontri

I segni della devastazione

Il peggio è davanti a una gelateria il cui dehor è stato completamente distrutto. Ma le tracce sono anche in via Broletto, dove sono partiti gli scontri. Anche qui, pietre strappate via da terra (di fronte alla Libreria del Mare). E non si contano le scritte sui muri e sulle pensiline deturpate a colpi di bombolette spray. Messaggi anti fascisti, pro Paleastina e contro Vannacci.

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