La famiglia di Tania Terrin, la
39enne uccisa a Camponogara in provincia di Venezia la sera di
Ferragosto, ha chiesto tramite l'avvocato Massimo Pavan
l'accesso agli atti del fascicolo da "codice rosso" compilato
dalla pm Monica Guzzardi contro Dino Keber, il suo ex compagno
43enne accusato di averla uccisa prima di impiccarsi nella
propria casa a Dolo. Lo scrivono il Gazzettino e il Corriere del
Veneto. In alternativa, la richiesta è di poter entrare
nell'abitazione della donna - attualmente sotto sequestro - per
recuperare la sua copia delle denunce contro l'ex. L'obiettivo è
capire se vi fossero contenuti gli elementi che avrebbero potuto
salvarla, ma c'è anche il nodo dell'eventuale risarcimento per
il quale la famiglia di Terrin potrebbe decidere di rivalersi su
quella di Keber.
Dall'autopsia eseguita venerdì, il cui esito sarà comunicato
nei dettagli al pm Stefano Strino entro un mese, non emergono
graffi sugli avambracci, né lividi sui polsi o versamenti di
sangue. È quanto riportano Corriere del Veneto e Nuova di
Venezia e Mestre. "Non sono state rilevate nell'esame le tipiche
ferite di chi lotta per difendersi, cioè graffi e contusioni
agli avambracci, che si portano al volto e al collo per
proteggersi - riferisce l'avvocato Pavan -. In questo momento
non sappiamo se sia accaduto perché l'aggressione è stata
fulminea e non ha potuto reagire o se la mancanza di riflessi di
difesa sia stata causata da sostanze che ne hanno inibito la
reazione". Anche per questo si attende l'esito delle analisi su
due bicchieri trovati in casa di Terrin.
Domattina inoltre si terrà l'autopsia sul corpo di Keber, che
verrà eseguita da Claudio Terranova, lo stesso medico che ha
condotto l'esame sul corpo di Terrin: servirà a verificare se
Keber portasse segni di resistenza da parte della vittima. Nel
frattempo ieri l'avvocato Pavan ha presentato richiesta di
nullaosta per organizzare i funerali di Terrin.
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