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L'ingegnere francese racconta l'inversione di tendenza nel reparto tecnico del Cavallino
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Pubblicato il 9 Agosto 2026 ore 08:00
4 minuti
La prima Ferrari del nuovo gruppo guidato da Loic Serra
Il nuovo ciclo regolamentare della Formula 1 coincide con la piena presa in carico della parte aerodinamica e telaistica della Ferrari da parte del nuovo direttore tecnico Loic Serra, subentrato a Enrico Cardile già nella progettazione della macchina 2025, quando però parte delle scelte erano già state ampiamente indirizzate. La SF-26 è dunque la prima monoposto del Cavallino che può davvero considerarsi espressione del nuovo corso ed è sotto gli occhi di tutti quanto alcune scelte ingegneristiche e progettuali siano state prese come riferimento dagli altri team: dall’aletta FTM posizionata sullo scarico e già vietata per il prossimo Mondiale e alla tanto dibattuta ala posteriore mobile rovesciata, cosiddetta Macarena, il team guidato dall’ingegnere francese ha dimostrato di saper innovare e sorprendere.
Ferrari senza paura di innovare
“L’adozione di un nuovo regolamento – spiega il direttore tecnico Loic Serra, intervistato da Alessandro Gargantini su Autosprint – lascia, almeno nelle fasi iniziali, un maggior margine di iniziativa prima che, alla fine di un ciclo regolamentare, l’aspetto tecnico tenda a plafonarsi. Ferrari copiata in questa fase? Più che per me, sono contento per le persone che hanno avuto le idee che poi abbiamo sviluppato. Si è creato un circolo virtuoso internamente che è molto importante lungo tutta la catena di sviluppo e produzione. Non voglio prendermi meriti, è il lavoro di squadra la cosa più bella di questo lavoro. Non direi però che, rispetto al recente passato, il team abbia cambiato approccio. Tutte le scuderie, anzi, credo che non possano che lavorare in questi termini”.
Vietato, però, fare raffronti con il passato, anche considerando che i verdetti di questo campionato sono ancora parziali: “Ora siamo solo a metà stagione, non farei paragoni ma piuttosto aspetterei di vedere dove saremo a fine anno. Sapevamo che avremmo dovuto fare una macchina con ampio margine di sviluppo quest’anno visto che c’è un nuovo regolamento. E adesso ci troviamo ancora nella situazione di sviluppo, per cui è tutto molto dinamico, c’è ancora un sacco da scoprire e dobbiamo continuare ad avere la mente aperta e tanta curiosità nel comprendere come migliorare costantemente l’auto. Mia presenza determinante nel team? Sinceramente, non credo che siano le singole persone a fare la differenza e questo vale anche nel mio caso. Non penso che niente sia riconducibile specificatamente a me… Noi lavoriamo, vinciamo e perdiamo come una squadra, che prevale sulla individualità”.
Niente confronti con il passato
“Due vittorie nel 2026 – aggiunge Loic Serra – contro le zero della passata stagione? Sì, ma ripeto che non si possono paragonare le due cose perché è tutto relativo. Le vittorie non sono un fattore che controlliamo direttamente, ma pesiamo l’efficacia di quello che portiamo a livello di sviluppi. Siamo noi il metro di valutazione del nostro lavoro. È però una cosa molto positiva che la SF-26 si sia rivelata vincente con entrambi i piloti. Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono diversi nel modo di esternare e comunicare, ma molto spesso gli input che ci arrivano da loro sono gli stessi. Quando la Ferrari porta in pista uno sviluppo, entrambi poi migliorano”.