"La Francia è in fiamme": Trump durissimo sulle proteste e incolpa l'immigrazione

Le proteste in Francia hanno attirato l'attenzione anche di Donald Trump. Il 18 ottobre 2026, il presidente degli Stati Uniti ha descritto il paese come "in fiamme" attribuendo la situazione all'immigrazione e invitando a chiudere i confini.

Proteste in Francia, Trump attacca: "La Francia è in fiamme"

Le proteste in Francia hanno attirato l'attenzione anche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il leader americano ha affermato che il paese è "in fiamme". Le sue parole sono arrivate il 18 ottobre 2026, all'indomani della giornata nazionale di mobilitazioni che ha visto la partecipazione di oltre 550mila persone in tutto il paese.

Accanto alle immagini delle marce pacifiche, la giornata è stata segnata anche da scontri, incendi e saccheggi.

Il presidente americano ha attribuito la situazione all'immigrazione invitando la Francia a "chiudere i confini e riprendere il controllo prima che sia troppo tardi".

"La Francia sta bruciando! L'immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone con l'odio nel cuore, ha distrutto quel paese un tempo grande. Chiudete i vostri confini e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!" ha affermato Trump su Truth Social.

Proteste in Francia: incendi e scontri nelle città

Le proteste in Francia sono iniziate a settembre, quando gli studenti delle scuole superiori sono scesi in piazza per denunciare la carenza di insegnanti, il peggioramento delle condizioni degli edifici scolastici e la necessità di garantire ambienti e condizioni di studio migliori. Le manifestazioni si sono poi diffuse a livello nazionale.

Durante la giornata di protesta, diverse città francesi sono state teatro di episodi di violenza e danneggiamenti.  A Limoges, le fiamme hanno gravemente danneggiato il municipio, uno storico edificio risalente a 143 anni fa. A Marsiglia, alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nella sede comunale, mentre a Lione un incendio ha colpito l'ufficio turistico cittadino.

Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha condannato le distruzioni. Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ha condannato le scene di violenza promettendo che i responsabili dei danneggiamenti saranno perseguiti.