La lezione di Paul

Paul Cayard, con il suo sconfinato carisma e la saggezza della consapevolezza, è appena sbarcato dal ClubSwan 80 My Song di Pier Luigi Loro Piana per il quale ha fatto da tattico. All’arrivo lo scafo è terzo e sarà terzo anche l’indomani. La vittoria è andata al Farr 100 Leopard 3 con armatore Joost Schuijff che dopo la 36esima Maxi Yacht Rolex Cup si aggiudica il Rolex IMA Maxi 1 World Championship. Miglior risultato per le imbarcazioni del magnifico Yacht Club Costa Smeralda, che ospita l’ultima tappa di Porto Cervo, il secondo posto in classifica generale del Wallycento V di Karel Komarek.

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Ph Carlo Borlenghi/Courtesy Press Office

Un momento della 36°Maxi Yacht Rolex Cup a Porto Cervo

Eppure, Paul è sorridente: «Abbiamo fatto una buona prova. A me piace andare in mare con persone come Pier Luigi o Leonardo Ferragamo. Sono veri appassionati, che sanno divertirsi e assaporare le emozioni di questo sport ben oltre i risultati finali. In una delle giornate di regate alla Giraglia c’era pochissimo vento, chiunque dopo un po’ avrebbe rinunciato, ma Pier Luigi era lì, al timone, a cercare di capire come poter partire godendosi ugualmente la barca. Qui invece oggi abbiamo preso raffiche bellissime da 28 nodi».

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Ph Carlo Borlenghi/Courtesy Press Office

A Porto Cervo la 36ª edizione della Maxi Yacht Rolex Cup

A 67 anni, con un’invidiabile calma serafica, Cayard racconta: «Alla mia età ogni giorno della vita deve essere speso bene. Negli ultimi 8 mesi ho vinto premi e regate incredibili. È uno dei momenti migliori della mia carriera. Mi ha emozionato ricevere il Magnus Olsson Prize 2026, mi hanno inserito nella Cape Horn Hall of Fame, significa che sono un velista trasversale, riconosciuto non solo da quelli che lo fanno per gare, ma anche da coloro che cercano l’impresa, il vero rapporto con il mare. Poi la vittoria nel Mondiale Classe Star e la Bacardi Cup, il Rolex Yachtsman of the Year 2025. Una volta mi incazzavo tanto per le sconfitte, la più terribile è stata quando ho perso per due punti un Mondiale che stavo dominando: non ci ho dormito per mesi; mi svegliavo incredulo. Mi bruciava tantissimo».

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Oyster Perpetual Yacht-Master II in Oystersteel

Paul Cayard affonda la forchetta in un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino. Da 28 anni testimonial Rolex, al polso ha il nuovo Rolex Oyster Perpetual Yacht-Master II, che tra le innovazioni vanta un conto alla rovescia di dieci minuti, per la prima volta con lancette dei minuti e dei secondi che ruotano in senso antiorario, dedicato ai velisti che devono calcolare i tempi corretti per lo start della regata.

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Oyster Perpetual Yacht-Master II in Oystersteel

«La vela mi ha insegnato il piacere della sfida, ma anche che bisogna selezionare, scegliere, stare lontani dalla mediocrità, fare solo quello che si può davvero fare bene. Ho costruito un solido rapporto con l’eccellenza, forse è per questo che mi ritrovo in quello che fa Rolex: abbiamo la stessa filosofia di vita».

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Oyster Perpetual Yacht-Master II in oro giallo 18 carati

Cayard è l’archetipo della leggenda vivente, costruita con i match race di Coppa America che oggi, con nuove barche e nuove regole, sono un’altra cosa: «Non lo dico per sminuire il lavoro di grandi campioni che fanno l’America’s Cup, dove stanno crescendo anche grandi talenti come Marco Gradoni, ma io non credo che sia più vela. La ricerca della velocità ha azzerato un certo modo di regatare, è semplicemente un altro sport».