
Il campeggio comì’era prima della chiusura. Il progetto è stato ripreso nell’area sopra Emilia. Ma la struttura sarà più grande rispetto a prima

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Lo scenario della baia di Portonovo all’inizio del nuovo millennio era sicuramente diverso da quello che vediamo oggi, un quarto di secolo dopo. L’aumento esponenziale di turisti e di frequentatori dalle zone limitrofe ha modificato l’accoglienza, aumentato l’antropizzazione del sito balneare e col passare degli anni si va sempre di più verso una saturazione della domanda, con un’offerta incapace di reggere i ritmi e i numeri di un flusso in costante aumento. Portonovo di oggi è molto diversa da quella di quindici anni fa. Le strutture si sono allargate, il numero dei frequentatori è aumentato in maniera esponenziale. Ma paradossalmente le infrastrutture sono rimaste le stesse. Una sola strada di entrata e di uscita, zero vie di fuga se non il mare.
La riapertura di un campeggio a Portonovo esaspererebbe ancora di più la situazione, mettendo a rischio alcuni concetti alla base della sicurezza. A fine maggio proprio il Carlino ha raccontato il problema dell’evacuazione di Portonovo. La procedura antincendio prevede che, qualora la normale viabilità non fosse utilizzabile a causa di un incendio, l’alternativa sia l’evacuazione via mare. Gli stessi operatori della baia hanno però evidenziato le condizioni del molo e le difficoltà che potrebbero esserci per l’attracco dei mezzi di soccorso. Proviamo allora a immaginare non un incendio teorico, ma uno scenario come quello che Portonovo ha già conosciuto in passato, con un incendio proveniente dalla zona di Mezzavalle e spinto da un forte vento di ponente o maestrale.
Se il bosco attraversato dalla strada di ingresso fosse interessato dalle fiamme, o anche soltanto da fumo intenso e calore, come riuscirebbero i vigili del fuoco a raggiungere la baia? E contemporaneamente, parlando del nuovo campeggio, come uscirebbero centinaia di persone, camper e automobili dalla strada inferiore? Il tema dell’evacuazione in caso di calamità naturale si lega all’aspetto della viabilità messa ancor di più a rischio dalla presenza di un campeggio in più con tutto il suo peso di ospiti e veicoli. Auto, camper e roulotte diretti alla struttura, arrivando da monte, non possono semplicemente svoltare ed entrare dalla strada di accesso a Portonovo, l’unica arteria presente: devono scendere fino alla piazzetta, percorrere la rotatoria e poi risalire lungo la stessa strada per raggiungere l’ingresso del campeggio.
Significa far transitare tutti i mezzi in arrivo proprio nel cuore della baia e nel punto che nei giorni estivi è già più congestionato. I problemi legati alla sicurezza non finiscono qui e, solo per menzionarne un altro, gli effetti potrebbero essere davvero preoccupanti a livello materiale. Quando piove in maniera significativa, una grande quantità d’acqua defluisce dall’area del campeggio lungo la strada, quella che sfocia nell’area dell’attuale parcheggio ‘Lago Grande’, che diventa letteralmente un ruscello. A ciò si deve collegare un problema annoso e purtroppo molto concreto in cui versa la baia, ossia appunto la gestione delle acque.
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