ROMA – “Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati”. Questa è la voce del “Movimento 17 ottobre” che ha deciso di inaugurare il format rivoluzionario della “piazza a sorpresa”. Annullati i luoghi ufficiali, hanno deciso di procedere in modalità “magic box” contro le leggi e istituzioni dello Stato. Siamo di fronte a un salto di qualità del messaggio e va detto chiaramente quali sono le conseguenze sul piano dello scenario politico: i movimenti di protesta che si considerano “nel bosco” e ne escono con manifestazioni non autorizzate, sono una minaccia eversiva all’ordine pubblico europeo, perché celano dietro l’etichetta di “manifestazioni spontanee” un chiaro programma di disobbedienza sistematica alla legge.
Mentre la Francia affronta una crisi gravissima con coprifuoco e tensioni (l’attentato a Trappes, con un morto e quattro feriti) legate a una frattura sociale e migratoria sempre più larga, l’Italia registra focolai a Roma e Milano che, pur con masse inferiori, pongono una sfida diretta alla tenuta istituzionale. Migliaia di agenti delle forze dell’ordine (e a Milano l’esercito) schierati non sono una parata, ma lo scudo dello Stato a difesa dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Manifestare è un diritto, spaccare tutto e assaltare la polizia è un crimine.
La gestione di questi disordini non può essere derubricata a fenomeno sociologico (che serve a giustificare l’innominabile): l’ambiguità delle opposizioni nel condannare l’illegalità e la convergenza di frange estremiste di sinistra, gruppi anarchici e fazioni filo-jihadiste/pro-Palestina, crea un terreno fertile per attori ostili come la Russia (che si incunea dove vede difficoltà e un’occasione per destabilizzare l’Unione europea, di cui l’Italia è un protagonista importante nel gioco transatlantico) e il blocco dei Paesi BRICS che puntano a destabilizzare le democrazie occidentali.
Si vota in Israele e negli Stati Uniti, il primo è un appuntamento storico, il secondo un “turning point” della presidenza Trump che secondo tradizione dovrebbe perdere le elezioni di midterm. In questo scenario, la crisi di identità politica dell’Ue è un’occasione offerta ai nemici della democrazia. La piazza è a sorpresa, l’obiettivo è chiaro: vogliono il caos.