Redazione 29 settembre 2026 13:40
Una donna di 87 anni portata fuori in barella dalla casa in cui viveva da settant'anni. Centinaia di persone davanti al portone. Poi le tende tornate a riempire la Puerta del Sol di Madrid, quindici anni dopo gli Indignados. È stata questa la scintilla che ha accelerato una decisione che il governo spagnolo rinviava ormai da mesi. Il 29 settembre il Consiglio dei ministri guidato da Pedro Sánchez ha approvato due decreti sulla casa. Il primo prolunga fino al 2030 la protezione contro gli sfratti per le persone economicamente vulnerabili senza un'alternativa abitativa e consente agli inquilini di prolungare fino a due anni i contratti di affitto in vigore che scadono entro il 31 dicembre 2028.
Nel pacchetto entrano anche nuove regole sugli affitti temporanei e delle singole stanze e restrizioni agli acquisti di abitazioni da parte dei cosiddetti "fondi avvoltoio". Un secondo decreto contiene invece la controversa rinnovazione automatica dei contratti di affitto.
Una misura nata con il Covid che non è mai sparita
Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare al marzo 2020. Durante la pandemia il governo Sánchez introdusse la possibilità di sospendere gli sfratti delle famiglie vulnerabili rimaste senza alternative abitative. Quella misura, pensata inizialmente come emergenziale, è stata poi prorogata più volte.
All'inizio del 2026 lo scudo era stato esteso fino al 31 dicembre 2026. Il decreto stabiliva inoltre una tutela particolare per i piccoli proprietari: chi possiede una o due abitazioni non veniva sottoposto allo stesso regime previsto per i proprietari con almeno tre immobili, mentre spettava ai servizi sociali trovare una soluzione abitativa d'emergenza per l'inquilino vulnerabile.
Il motivo indicato dallo stesso governo era ormai molto diverso dall'emergenza sanitaria: prezzi delle case e degli affitti in crescita, carenza di abitazioni a prezzi accessibili e una quota molto elevata del reddito familiare assorbita dall'affitto. A marzo il governo aveva già approvato un decreto che permetteva agli inquilini, su richiesta, di mantenere per altri due anni i contratti in scadenza entro la fine del 2027, conservandone sostanzialmente condizioni e canone. La misura era stata motivata anche con le conseguenze economiche della guerra in Iran e prevedeva un limite del 2% agli aggiornamenti annuali della rendita in determinati casi.
Poi è arrivato il caso Maricarmen
A cambiare il clima politico è stato quanto accaduto il 23 settembre a Madrid. Maricarmen Abascal, 87 anni, è stata sfrattata dall'abitazione del quartiere Retiro dove viveva dal 1956. Il contratto era un vecchio affitto a "renta antigua". Dopo una lunga controversia con la proprietà, la commissione giudiziaria ha eseguito lo sfratto e la donna, con problemi di mobilità, è uscita dall'edificio in barella ed è stata trasferita in ambulanza all'ospedale Gregorio Marañón.
Il caso è diventato rapidamente un simbolo nazionale. Il Defensor del Pueblo ha parlato della necessità di intervenire sulle lacune che consentono situazioni di questo tipo. Sumar ha aumentato la pressione sul PSOE perché il decreto sulla casa venisse approvato immediatamente.
Il sabato successivo una manifestazione per la casa è terminata alla Puerta del Sol, dove parte dei partecipanti ha deciso di restare. In pochi giorni la protesta si è trasformata in un accampamento, con tende nella stessa piazza che nel 2011 era stata il centro del movimento degli Indignados. Una delle richieste era proprio l'approvazione di quello che i movimenti degli inquilini hanno ribattezzato il "decreto Maricarmen".
Il compromesso è stato quindi quello di dividere il pacchetto in due decreti separati, che potranno avere maggioranze differenti in Parlamento. Junts, determinante alla Camera, ha chiesto che lo Stato non scarichi sui piccoli proprietari il costo della protezione sociale degli inquilini morosi: secondo la formazione catalana, quando l'inquilino è vulnerabile dovrebbe essere la pubblica amministrazione a coprire i mancati pagamenti e a garantire un'altra sistemazione. Dall'altra parte Sumar, insieme ad altre forze della sinistra, ha spinto per la regolazione degli affitti temporanei e delle stanze, per la proroga dei contratti e soprattutto per la loro rinnovazione automatica, in modo da rendere più difficile per il proprietario interrompere il rapporto alla scadenza senza una causa prevista dalla legge.
Il governo ha chiesto un plenum straordinario del Congresso per venerdì, nel tentativo di convalidarli immediatamente.