CONEGLIANO - Sciogliere, o anche solo allentare, le serrature delle porte blindate per poter entrare più agevolmente all’interno degli appartamenti. E poter così razziare a piacimento approfittando del sonno o dell’assenza dei padroni di casa. La banda di ladri che lunedì sera ha preso di mira un condominio di via Zamara, cinque persone di cui due individuate e denunciate piede libero dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Conegliano, aveva le idee chiare.
E aveva pensato di utilizzare dell’acido nitrico altamente corrosivo per neutralizzare le serrature e poi aprire la porta col minimo sforzo. Per completare l’opera avevano anche un trapano e altri attrezzi per lo scasso. Ma i ladri non sono riusciti a mettere a segno il colpo: alcuni residenti, insospettiti dal rumore, sono usciti dando l’allarme mentre la banda stava ancora lavorando alla prima serratura.
I cinque, quattro entrati all’interno dell’edificio e uno rimasto fuori di vedetta, sentendo rumore di passi e qualcuno chiedere cosa stesse accadendo, sono fuggiti. Ma due di loro, cittadini georgiani di 29 e 34 anni, sono stati ben presto individuati dai carabinieri. Il 29enne è stato trovato dai militari nella stessa zona mentre tentava di nascondersi dietro ad alcune auto parcheggiate, il 34enne invece è stato individuato poco dopo. Entrambi senza fissa dimora e con vari precedenti alle spalle, sono stati denunciati in stato di libertà per tentato furto aggravato in abitazione. Le indagini sono in corso per individuare il resto della banda.
L’assalto
A quanto pare il colpo era stato pensato con cura. Su alcune porte d’ingresso degli appartamenti del condominio i residenti hanno infatti notato delle tracce di colla, comparse il giorno prima del blitz dei ladri. E, dopo il tentativo di effrazione, si sono convinti che fossero una sorta di segnale, fatto durante un sopralluogo, per indicare dove colpire.
Una teoria che i carabinieri ancora non confermano: i rilievi confermano la presenza di colla sulle porte, ma è la prima volta che la vedono utilizzata come segnale per indicare dove colpire. Molta più attenzione invece è stata dedicata alle piccole taniche di acido trovate sul posto. Per sicurezza i carabinieri hanno anche richiesto l’intervento del nucleo Nbcr del Vigili del Fuoco.
Una squadra specializzata è arrivata da Mestre e ha confermato che almeno una serratura era stata cosparsa col liquido altamente corrosivo e che avrebbe veramente potuto essere utilizzate per sciogliere o allentare il metallo.
La fuga
In ogni caso i banditi, esaurito l’effetto sorpresa, sono fuggiti. Ma una pattuglia dei carabinieri è arrivata sul posto in poco tempo e i militari hanno bloccato il 29enne mentre cercava di nascondersi dietro alcuni veicoli in sosta, mentre altri tre complici si davano alla fuga a piedi abbandonando strumenti da scasso e i contenitori in plastica contenenti l’acido nitrico, il vero elemento a sorpresa di tutta l’azione e che indica un passo in avanti nelle varie tecniche di effrazione viste fino ad oggi nella Marca. Le successive indagini hanno consentito ai carabinieri di identificare anche il 34enne georgiano fermato poche ore dopo.