Battuta dell’assessore Massimo Bitonci, accanto al presidente di commissione Roberto Marcato: «Adesso che ci hanno scattato la foto, possiamo chiudere la porta e cominciare a scannarci». Sorriso di Roberto Boschetto, numero uno di Confartigianato: «Sono fiducioso che troveremo un accordo». Chiosa di Massimo Zanon, leader di Confcommercio: «Sì, ma se tu vai in bici e vuoi correre veloce come me, prenditi un motorino e mettici la miscela». Molto garbati i toni, ma piuttosto dura la sostanza: sulla riforma del commercio in Veneto, non è ancora stato sciolto il nodo della “somministrazione non assistita”, tanto che l’incontro di ieri a Palazzo Ferro Fini tra le istituzioni regionali e le categorie economiche è stato aggiornato alla prossima settimana, anche per approfondire le osservazioni che sono state presentate nel frattempo.
LO STALLO
Frutto della sintesi tra cinque proposte di legge, in cui quella della giunta Stefani è stata presa come testo-base, il progetto vede tuttora uno stallo sulla possibilità del consumo di alimenti e bevande all’interno di attività artigianali, come gelaterie, pizzerie al taglio e gastronomie. In pratica i prodotti verrebbero venduti, ma non serviti, tuttavia i clienti potrebbero utilizzare basi di appoggio e in alcuni casi anche sedute. Va da sé che l’opportunità è molto attesa dagli artigiani, mentre è osteggiata dagli esercenti. L’assessore Bitonci, affiancato dal presidente Marcato (che da suo predecessore a Palazzo Balbi aveva dovuto affrontare lo stesso problema), contava sulla riunione convocata in mattinata per approdare a un’intesa e sbloccare l’istruttoria. Ma per ora sono arrivate solo le puntualizzazioni per iscritto della galassia ConfCom.
LE CRITICITÀ
Due le lettere spuntate a margine del colloquio. Innanzi tutto è pervenuta ai componenti della commissione Politiche economiche la missiva di Massimo Zanon (Confcommercio) e Paolo Artelio (Fipe). «Le nostre osservazioni – è la premessa – non muovono da una logica di tutela corporativa o di difesa di una singola categoria economica. Al contrario, intendiamo farci portavoce di un interesse generale della collettività veneta, che tocca da vicino temi prioritari per ogni amministratore locale: la sicurezza delle nostre città, l'ordine pubblico, la certezza delle regole e l'efficacia dei controlli sul territorio». Ebbene, secondo le due associazioni, l’attuale formulazione della riforma «rischia di scardinare questo sistema, introducendo una grave disparità di regole che si traduce in un potenziale pericolo per i cittadini e in un carico insostenibile per le forze dell'ordine». Tre le criticità evidenziate. La prima: «Il problema dei controlli e l'impatto sulle forze dell'ordine», in quanto militari e agenti «dovrebbero verificare se un macchinario sia un semplice microonde o un forno combinato, o distinguere una planetaria da un mixer, entrando in dettagli tecnologici che esulano dalle loro competenze e funzioni». La seconda: «Sicurezza pubblica e "zona d'ombra" del Tulps», dal momento che le attività artigianali sarebbero escluse dalla disciplina del Testo unico, diventando di fatto «luoghi di aggregazione e ristoro serale/notturno completamente sottratti ai poteri di controllo e intervento dell'autorità di pubblica sicurezza, a danno della vivibilità dei quartieri e della tranquillità dei residenti». La terza: «Incoerenza normativa e asimmetria delle regole», poiché «per gli esercizi commerciali di vicinato è previsto il divieto assoluto di cottura e il divieto di consumo di bevande alcoliche». Di qui la proposta di esercenti e commercianti: «La somministrazione non assistita deve essere consentita unicamente ai negozi di vicinato del settore alimentare e ai panifici».
Ai consiglieri regionali è stata recapitata anche una nota di Mirco Zanchetto, presidente di Fiva, la sigla aderente al sistema Confcommercio che dà voce agli addetti su aree pubbliche. In questo caso viene contestata l’istituzione della "Carta di esercizio" e della “Attestazione annuale": «In una fase storica già estremamente complessa, riteniamo che gli operatori non abbiano bisogno di ulteriori costi o di nuove complicazioni burocratiche». All’inizio della prossima settimana si capirà l’evoluzione del confronto.
LA PIATTAFORMA
Intanto, a proposito di istituzioni e imprese, si è conclusa la formazione dei Comuni su Venexus. Si è svolto infatti ieri il terzo incontro organizzato dalla Regione per illustrare in modo pratico il funzionamento, le modalità di accreditamento e le procedure di caricamento dei progetti all'interno della nuova piattaforma. L'iniziativa, promossa dall'area Risorse finanziarie, ha registrato una massiccia adesione da parte delle amministrazioni comunali del territorio. La sessione è stata chiusa dall’intervento del consigliere delegato Eric Pasqualon (Udc), che ha portato ai sindaci e ai rappresentanti degli enti locali i saluti del presidente Alberto Stefani e dell’assessore regionale Marco Zecchinato.