La strada che sale da Piedimonte Matese è una di quelle che ti fanno dubitare del navigatore. Tornanti, faggi, muretti, e la sensazione crescente di essere finito nel posto sbagliato. Poi il bosco si apre e sotto di voi c’è un lago, con due montagne da duemila metri appoggiate sopra. In Campania. A mille metri di quota, a un’ora e mezza da Napoli.
Il Lago del Matese è il lago carsico più alto d’Italia e sta a cavallo tra San Gregorio Matese e Castello del Matese, in provincia di Caserta, sotto il Monte Miletto e La Gallinola. Qui trovate come è fatto davvero, cosa si può fare (e cosa no, perché il bagno è la domanda numero uno e la risposta non è quella che sperate), i trekking con i numeri veri, quando conviene salire, come si arriva e dove si dorme tra il versante campano e quello molisano.
In breve
Lago carsico a poco più di 1.000 metri, tra San Gregorio Matese e Castello del Matese (Caserta), dentro il Parco Nazionale del Matese istituito nel 2025. Profondità tra i 10 e i 15 metri, nessun immissario: si riempie con la neve del Miletto (2.050 m) e della Gallinola (1.923 m). Si visita in mezza giornata con l’anello a piedi di 14 km quasi pianeggiante, o in una giornata piena aggiungendo il Miletto. Balneazione non consentita, pesca sì con licenza. Ci si arriva solo in auto: circa 90 km da Napoli, 60 da Caserta, gli ultimi 21 da Piedimonte Matese tutti in salita. Base per dormire: Piedimonte Matese sul versante campano, Campitello Matese su quello molisano.
Indice dell’Articolo
- Dove si trova il Lago del Matese e com’è fatto
- Il Parco Nazionale del Matese: cosa è cambiato dal 2025
- Cosa fare al Lago del Matese
- Cosa fare al lago, in pratica
- I trekking intorno al lago: Miletto, Gallinola, Campo del Monaco
- Si può fare il bagno nel Lago del Matese? E si può pescare?
- Quando andare (e perché ad agosto non lo trovate come nelle foto)
- Come arrivare al Lago del Matese e dove parcheggiare
- Cosa vedere nei dintorni: il Matese in una giornata
- Dove mangiare vicino al Lago del Matese
- Dove mangiare sul Matese
- Dove dormire sul Matese
- Dove dormire sul Matese: in quale zona
- Dove dormire sul Matese: hotel, b&b e case
- Info essenziali
- Domande frequenti sul Lago del Matese
- Nel Lago del Matese si può fare il bagno?
- Dove si trova il Lago del Matese?
- Come si è formato il Lago del Matese?
- Quanto è profondo il Lago del Matese?
- Che pesci ci sono nel Lago del Matese?
- Cosa fare al Lago del Matese?
- Come si arriva al Lago del Matese?
- Dove si mangia vicino al Lago del Matese?
- Se usi Pinterest, condividi questa immagine
Dove si trova il Lago del Matese e com’è fatto

Il Lago del Matese si trova sull’altopiano sommitale del massiccio del Matese, diviso tra i comuni di San Gregorio Matese e Castello del Matese, in provincia di Caserta. È un lago carsico, e per l’esattezza il più alto d’Italia della sua natura: si è formato nel fondo di una grande conca chiusa tra le montagne, dove la roccia calcarea si è sciolta lasciando un fondo impermeabile.
La cosa che colpisce è che non ha immissari. Nessun fiume lo alimenta: dentro ci finisce la neve che si scioglie sul Monte Miletto e sulla Gallinola, più le sorgenti perenni del fondo. L’acqua in eccesso se ne va per gli inghiottitoi che si aprono sulla sponda meridionale, quattro voragini carsiche collegate al sistema del torrente Torano, che è l’emissario del lago e riemerge molto più in basso, a Piedimonte Matese.
Se cercate la quota esatta troverete numeri diversi a seconda della fonte: 1.007 metri, 1.011, 1.014. Non è che qualcuno abbia sbagliato a misurare. Il lago naturale stava a 1.007 metri, poi dal 1923 la Società Meridionale di Elettricità ci ha costruito sopra gli sbarramenti per portare l’acqua alle centrali idroelettriche a valle, e il livello si è alzato di qualche metro. Da allora il Lago del Matese è un lago vero con un pezzo di diga addosso, e il suo livello cambia parecchio: la superficie oscilla dai 3 chilometri quadrati originari fino a circa 5, e la profondità massima sta tra i 10 e i 15 metri a seconda di chi misura e di quando.
C’è anche un dettaglio che quasi nessuno racconta e che vale il viaggio se salite nella stagione giusta. In mezzo al lago c’è una piccola altura, il Monterone: d’estate è una collinetta attaccata alla riva, tra l’inverno e la primavera l’acqua sale e la trasforma in un’isola. Lo stesso posto, due paesaggi diversi.
Info pratica: il lago è circondato da zone paludose con giunchi e canne, che sono la parte più viva dell’ambiente ma anche la meno adatta a camminarci dentro. Le sponde praticabili sono quelle lungo la strada e il sentiero dell’anello: fuori da lì si affonda, soprattutto in primavera.
Il Parco Nazionale del Matese: cosa è cambiato dal 2025
Quasi tutto quello che leggete in giro parla di Parco Regionale del Matese, ed è un’informazione vecchia di un anno. Il Matese è diventato Parco Nazionale: il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ne ha fissato perimetrazione provvisoria e zonizzazione è dell’aprile 2025, e a marzo 2026 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso che provava a fermarlo.
Per chi ci va a camminare cambia poco nell’immediato, ed è giusto dirlo senza gonfiarlo: il nuovo Ente Parco non è ancora pienamente operativo, e la gestione quotidiana del versante campano resta al Parco Regionale del Matese, che ha sede a San Potito Sannitico e che si occupa dal 1993 di questo pezzo di Appennino. Quello che cambia è la scala: il perimetro nazionale tiene insieme il versante casertano e quello molisano, che finora erano due amministrazioni separate della stessa montagna.
Detto in modo pratico: se cercate un regolamento, un permesso o un’informazione ufficiale, in questa fase l’interlocutore è ancora l’ente regionale, non il parco nazionale. È una transizione, non un cambio di insegna già completato.
Cosa fare al Lago del Matese

Al lago si cammina, si guardano gli uccelli, si pedala e si pesca. Non c’è uno stabilimento, non c’è un noleggio organizzato all’ingresso, non c’è una biglietteria: l’accesso è libero e gratuito, e quello che vi portate è quello che avete.
Il giro del lago a piedi è la cosa che fanno tutti, ed è anche la migliore: 14 chilometri con appena 130 metri di dislivello, cioè quasi in piano, tra i 3 e i 4 ore camminando con calma. È l’unico modo per vedere il lago da tutti i lati, compresa la sponda sud degli inghiottitoi che dalla strada non si intuisce nemmeno.
Il birdwatching qui non è un’attività da depliant. Le zone umide del lago sono una sosta per gli uccelli acquatici: germani reali, moriglioni, folaghe, e con fortuna la cicogna bianca di passaggio. Servono un binocolo e la pazienza di stare fermi al bordo dei canneti, preferibilmente all’alba.
Poi ci sono la mountain bike sulle sterrate dell’altopiano, l’escursione a cavallo con i maneggi della zona, la canoa quando il livello lo permette e il pic-nic, che sul Matese è quasi una disciplina locale: nelle giornate di agosto le aree attrezzate intorno al lago si riempiono di famiglie campane salite a cercare i venti gradi che a valle non esistono.
Cosa fare al lago, in pratica
- Anello del lago a piedi: 14 km, 130 m di dislivello, 3-4 ore. Si parte dalla sponda nord, lungo la strada del lago.
- Birdwatching nei canneti: all’alba, dai bordi della zona paludosa. Gratuito, serve solo il binocolo.
- Mountain bike sull’altopiano: sterrate lunghe e poco trafficate, anche verso Campitello.
- Pesca sportiva: consentita con licenza, molto praticata a carpfishing.
- Pic-nic nelle aree attrezzate: la ragione per cui mezza Campania sale qui ad agosto.
Nessuna di queste attività si prenota online: sul Matese non esiste un catalogo di escursioni guidate vendibili in anticipo, e le guide che lavorano nel parco si contattano direttamente. Chi vi propone un tour del lago da prenotare a distanza, quasi sempre vi sta vendendo qualcos’altro.
I trekking intorno al lago: Miletto, Gallinola, Campo del Monaco

Il lago è il punto di partenza naturale per le due cime del massiccio. La rete di sentieri è segnata dal CAI, ma siamo in ambiente di montagna vero: sopra i 1.500 metri l’acqua non si trova, la nebbia arriva in fretta e il telefono prende a tratti.
| Itinerario | Lunghezza | Dislivello | Tempo | Difficoltà |
|---|---|---|---|---|
| Anello del Lago del Matese | 14,2 km | 130 m | 3h45 | Moderato |
| Lago – Campo del Monaco | 9,85 km | 620 m | 4h10 | Difficile |
| Belvedere sui Monti del Matese | 12,7 km | 310 m | 3h40 | Moderato |
| Monte Miletto da Campo dell’Arco | 14,9 km | 1.050 m | 6h30 | Difficile |
Il Monte Miletto (2.050 m) è la cima più alta del massiccio e nelle giornate limpide dalla vetta si vedono insieme il Tirreno e l’Adriatico. È anche la salita più impegnativa della zona: più di mille metri di dislivello, sei ore e mezza tra andata e ritorno, ultimo tratto su pietraia. Non è una passeggiata da fare in scarpe da ginnastica perché “tanto sono solo duemila metri”.
La Gallinola (1.923 m) è la sorella meno frequentata, e per molti la vista migliore proprio perché guarda il Miletto invece di starci sopra. Campo del Monaco è la scelta di mezzo: si sale sui pascoli d’altura senza affrontare la vetta, e in primavera è il posto delle fioriture.
Consiglio: partite presto anche d’estate. Non per il caldo, che a mille metri è gestibile, ma perché sul Matese i temporali pomeridiani si formano in fretta e su un altopiano aperto non avete dove ripararvi. Chi conosce la montagna qui chiude le escursioni entro il primo pomeriggio.
Si può fare il bagno nel Lago del Matese? E si può pescare?
No, nel Lago del Matese non si fa il bagno. Non è un lago balneabile: non rientra tra le acque di balneazione classificate e monitorate come lo sono i laghi attrezzati per la stagione estiva, e la balneazione non è una pratica ammessa. Il motivo non è solo burocratico. Il fondo è melmoso e pieno di vegetazione lacustre, il livello dell’acqua varia in modo imprevedibile per via dei prelievi idroelettrici, e gli inghiottitoi della sponda sud sono voragini che risucchiano acqua verso il sistema sotterraneo. Non è un posto in cui improvvisare una nuotata.
Se il vostro obiettivo è tuffarvi in acqua dolce, il Matese non è la meta giusta e ve lo diciamo prima che facciate 90 chilometri: abbiamo una guida dedicata ai laghi e fiumi balneabili in Italia con i posti dove il bagno si può fare davvero.
La pesca invece sì. Il lago è uno degli spot più noti dell’Appennino meridionale per il carpfishing e lo spinning, e dentro ci sono carpe, tinche, lucci, persici, anguille e scardole. Serve la licenza di pesca in regola e conviene informarsi in anticipo sui permessi presso il comune e l’ente parco, perché le regole locali cambiano e le acque interne hanno periodi di divieto. Tra i pescatori la pratica prevalente è il rilascio del pesce catturato.
Il periodo migliore va da maggio a ottobre, con due picchi diversi: la primavera per il lago pieno e le fioriture dei pascoli, l’autunno per la faggeta che vira al rosso e per l’aria trasparente che allunga la vista fino al mare. D’inverno l’altopiano si copre di neve, il vicino comprensorio di Campitello Matese apre gli impianti e il lago diventa uno scenario da ciaspole, con la strada che però può chiudere.
E poi c’è agosto, che è il mese in cui tutti cercano questo posto ed è anche quello in cui il lago somiglia meno alle foto che vi hanno convinto a partire. Non aspettatevi una pozza prosciugata, perché lo specchio d’acqua resta e nelle mattine senza vento è ancora capace di riflettere le montagne come uno specchio. Quello che cambia è il contorno: il livello si abbassa, la fascia dei canneti avanza verso il centro, la piana intorno diventa gialla e le sponde si allargano. Il lago pieno fino al bordo, con il Monterone trasformato in isola, è una scena di aprile e maggio.
Non è solo il caldo. L’acqua del bacino viene captata e convogliata in galleria forzata verso le centrali idroelettriche a valle, quella di Piedimonte Matese in testa, e nei mesi secchi il prelievo si somma alla scarsità di piogge. Il caso più grave riguarda l’invaso collegato di Rio Torto: nell’agosto 2026 è stato ridotto quasi in secca, con una moria di pesci denunciata dalle associazioni di pescatori e dagli ambientalisti locali. È una combinazione che si ripete ogni estate e che di anno in anno pesa di più su questo sistema d’acque, ed è la parte di storia che le foto di primavera non raccontano.
Attenzione: se andate tra luglio e settembre trovate un lago più basso, con i canneti che avanzano e i pascoli intorno ormai secchi. Resta un bel posto, ma è un’altra scena. Chi cerca lo specchio d’acqua pieno fino al bordo, con l’isolotto del Monterone circondato dall’acqua, deve salire tra marzo e maggio, quando lo scioglimento della neve ha finito di riempire la conca.
Come arrivare al Lago del Matese e dove parcheggiare
Al lago si arriva in auto, e sostanzialmente solo in auto. Non esiste una linea di trasporto pubblico che salga fino all’altopiano: gli autobus arrivano al massimo a Piedimonte Matese, e da lì mancano ancora 21 chilometri di tornanti. Se state pianificando un viaggio in Campania senza mezzo proprio, questa è una delle tappe che vi costringe a noleggiare un’auto almeno per la giornata, meglio se ritirata a Napoli o a Caserta dove la scelta è più ampia che nei centri interni.
Da Napoli sono circa 90 chilometri e due ore: A1 fino all’uscita di Caianello, poi la Telesina, uscita Dragoni e su verso Castello del Matese e San Gregorio Matese. Da Caserta sono circa 60 chilometri, poco più di un’ora e un quarto, seguendo le indicazioni per il Parco del Matese fino a Piedimonte Matese. Da Roma mettete in conto tre ore abbondanti, da Campobasso circa un’ora e mezza salendo dal versante molisano.
L’ultimo tratto è la parte che conta: la strada da Piedimonte sale stretta e a tornanti attraverso Castello del Matese e San Gregorio Matese, e arriva in quota alla piana del lago. Nel navigatore impostate San Gregorio Matese e poi seguite le indicazioni per il lago, perché il punto esatto sulle mappe è a volte impreciso. Il parcheggio è libero lungo la strada che costeggia lo specchio d’acqua: non ci sono aree a pagamento né stalli tracciati, e nelle domeniche d’agosto si riempie presto.
Cosa vedere nei dintorni: il Matese in una giornata

Il lago da solo occupa mezza giornata. Se ne avete una intera, il massiccio intorno vale più del suo lago più famoso, e conviene sapere cosa c’è a portata di tornante.
- I laghi di Letino e Gallo: due invasi artificiali nati sbarrando i fiumi omonimi, tuttora usati per l’idroelettrico. Meno frequentati, buoni per il pic-nic e per capire quanto è stata trasformata l’idrografia di questa montagna.
- Le Grotte del Lete: si aprono sopra la diga del lago di Letino, su due gallerie parallele con stalattiti, marmitte e cascate interne. Non sono una visita turistica: servono guide specializzate e attrezzatura da progressione.
- Campitello Matese: sul versante molisano, comune di San Massimo. È la stazione sciistica del massiccio d’inverno e un altopiano da passeggiate d’estate, a circa un’ora di strada dal lago.
- Piedimonte Matese: la cittadina ai piedi della salita, con il centro storico medievale e i servizi che in quota non trovate.
- Pietraroja: il sito paleontologico dove è stato trovato Scipionyx samniticus, il cucciolo di dinosauro fossile noto come Ciro, uno dei fossili meglio conservati al mondo.
- La cipresseta di Fontegreca: un bosco di cipressi spontanei, cosa rara in Italia, sul versante nord-occidentale del parco.
Il Matese è la parte di Campania che sfugge alla cartolina della costa, e sconfina nel Molise senza che nessuno abbia mai messo un cartello a segnare il passaggio. È una montagna sola divisa in due regioni, ed è esattamente il motivo per cui è rimasta fuori dai giri organizzati.
Dove mangiare vicino al Lago del Matese
Sull’altopiano l’offerta è ridotta e stagionale: la cucina qui è di montagna, con i formaggi del Matese, i salumi, i funghi e la pasta fatta in casa. Fuori stagione telefonate prima, perché diverse insegne chiudono nei giorni feriali d’inverno.
Dove mangiare sul Matese
- Ristorante Rurù (via G. Bojano 19, San Gregorio Matese): aperto nel 2014 da due giovani del posto, cucina di tradizione montanara con prodotti del territorio, sala grande e terrazza sulla valle.
- Agriturismo Addò Zi Luigino (località Raspato, San Gregorio Matese): a 1.250 metri, uno dei punti più panoramici dell’altopiano. Nelle giornate limpide dalla sua posizione si vedono il Golfo di Napoli, il Vesuvio e le isole.
- Ristorante da Carmela (località Difesa, San Gregorio Matese): storico locale proprio sulla riva del lago, usato da tutti come punto di partenza dell’anello a piedi. Le opinioni online sono molto divise: contateci come riferimento sul lago più che come garanzia di tavola.
Dove dormire sul Matese
Sulla riva del lago non si dorme: non ci sono strutture ricettive in quota affacciate sull’acqua, e le poche camere di San Gregorio Matese sono piccole realtà con pochissime recensioni. Le due basi sensate sono a valle o sull’altro versante, e la scelta dipende da cosa volete fare.
Dove dormire sul Matese: in quale zona
- Piedimonte Matese: la base campana, ai piedi della salita al lago. Comoda per chi arriva da Napoli o Caserta e vuole servizi, ristoranti e negozi. Restano 21 km di tornanti ogni mattina.
- Campitello Matese (San Massimo): la base molisana, già in quota. Ideale d’inverno per gli impianti e d’estate per partire alti verso il Miletto, ma è un borgo di montagna: fuori stagione trovate poco aperto.
- San Gregorio e Castello del Matese: i due paesi sulla strada del lago, la scelta più vicina all’acqua. Offerta minima, quasi solo affittacamere e case, da prenotare con largo anticipo.
Le strutture qui sotto le abbiamo selezionate con un criterio unico e severo, che su una zona così piccola taglia parecchio: fuori tutto quello che sta sotto 8,5 di punteggio o sotto le 100 recensioni. Sul Matese ne restano in piedi quattro, ed è già un’informazione.
Dove dormire sul Matese: hotel, b&b e case
Versante campano, a Piedimonte Matese
- RAJA ROOMS: camere in paese, fino a 6 ospiti, la soluzione più pratica per chi usa Piedimonte come campo base e sale al lago in giornata.
Versante molisano, a Campitello Matese
- Hotel Miletto: quattro stelle con spa dentro il comprensorio sciistico, a pochi minuti a piedi dagli impianti. L’unica struttura di taglia alberghiera della zona.
- B&B Il Buon Cammino: bed and breakfast da quattro ospiti con parcheggio libero, adatto alle famiglie.
- La Pinetina: b&b con ristorante fino a 7 ospiti, la scelta per gruppi o famiglie numerose che restano più notti.
Le fotografie di questo articolo sono di Nadia Sutera e Diego Paparelle, che ringraziamo.
Info essenziali
- Dove: San Gregorio Matese e Castello del Matese (Caserta), Parco Nazionale del Matese.
- Come arrivare: solo in auto. 90 km da Napoli (2 ore), 60 da Caserta (1h15), gli ultimi 21 km di tornanti da Piedimonte Matese.
- Quando andare: marzo-maggio per il lago pieno, settembre-ottobre per i colori. Ad agosto livello basso e sponde fangose.
- Quanto tempo serve: mezza giornata per il lago e l’anello a piedi, una giornata piena con il Miletto o i dintorni.
- Ingresso e parcheggio: gratuiti, nessuna biglietteria. Sosta libera lungo la strada del lago.
- Balneazione: non consentita. Pesca sì, con licenza e permessi locali.
Domande frequenti sul Lago del Matese
Nel Lago del Matese si può fare il bagno?
No. Il Lago del Matese non è un lago balneabile e la balneazione non è consentita: non rientra tra le acque di balneazione monitorate, il fondo è melmoso e coperto di vegetazione lacustre, il livello varia per i prelievi idroelettrici e sulla sponda sud si aprono quattro inghiottitoi carsici.
Dove si trova il Lago del Matese?
Sull’altopiano del massiccio del Matese, tra i comuni di San Gregorio Matese e Castello del Matese, in provincia di Caserta, in Campania. Si trova a poco più di 1.000 metri di quota, ai piedi del Monte Miletto (2.050 m) e della Gallinola (1.923 m).
Come si è formato il Lago del Matese?
È un lago carsico di origine tettonico-carsica: l’acqua ha sciolto la roccia calcarea creando una grande conca chiusa, il cui fondo è diventato impermeabile per i residui di dissoluzione e i sedimenti. Dal 1923 il livello naturale è stato innalzato di qualche metro da sbarramenti costruiti per l’uso idroelettrico.
Quanto è profondo il Lago del Matese?
Tra i 10 e i 15 metri di profondità massima a seconda delle fonti e della stagione. La superficie oscilla dai 3 chilometri quadrati originari fino a circa 5, perché il livello cambia molto tra primavera ed estate.
Che pesci ci sono nel Lago del Matese?
Carpe, tinche, lucci, persici, anguille e scardole. È uno degli spot più noti dell’Appennino meridionale per il carpfishing e lo spinning: serve la licenza di pesca e conviene verificare i permessi con il comune e l’ente parco.
Cosa fare al Lago del Matese?
L’anello del lago a piedi (14 km, 130 m di dislivello, 3-4 ore), il birdwatching nei canneti, la mountain bike sull’altopiano, la pesca sportiva e il pic-nic nelle aree attrezzate. Dal lago partono anche i sentieri per il Monte Miletto e per Campo del Monaco.
Come si arriva al Lago del Matese?
Solo in auto: non ci sono mezzi pubblici che salgano in quota. Da Napoli sono circa 90 km e due ore (A1 uscita Caianello, poi Telesina e uscita Dragoni), da Caserta circa 60 km. Gli ultimi 21 chilometri sono tornanti da Piedimonte Matese verso San Gregorio Matese.
Dove si mangia vicino al Lago del Matese?
A San Gregorio Matese, con cucina di montagna a base di formaggi del Matese, salumi e funghi: il Ristorante Rurù in paese, l’agriturismo Addò Zi Luigino in località Raspato a 1.250 metri e il Ristorante da Carmela sulla riva del lago. Fuori stagione conviene telefonare prima.
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