Lavitola da Ranucci in Rai la prima volta 7 anni fa, il giallo degli ospiti nel B&B sopra il Bistrot Cefalù

Due accessi in Rai, uno addirittura nel 2019 e l'altro nel 2021. Ma anche ospitalità data nel suo bed and breakfast, cene offerte nel suo ristorante, suggerimenti e dritte sulle inchieste da seguire. Proseguono gli approfondimenti di viale Mazzini sulla figura di Valter Lavitola e sul legame con il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. E ora il sospetto dell'azienda è che l'imprenditore possa avere avuto un ruolo quasi di primo piano nella realizzazione di uno dei programmi di punta della rete.

In un'intervista a Domani, Lavitola ha detto di avere ospitato un giornalista di Report nella sua struttura ricettiva a Monteverde nel periodo del Covid. E adesso ai piani alti della Rai si chiedono se, nello stesso B&B, siano transitati anche ospiti della trasmissione. «Un giornalista di Report non sapeva dove andare durante il Covid perché doveva fare la quarantena, l'ho ospitato nel mio Bed and Breakfast - ha detto Lavitola nell'intervista - Sigfrido voleva che il giornalista pagasse, alla fine ho offerto tutto». Il B&B in questione è "Il Faro gianicolense": sei camere a pochi passi dal ristorante del faccendiere, fra i cui tavoli gli ospiti effettuano il check-in. Da una visura camerale della società cooperativa Cefalù risulta che l'affittacamere, in via Francesco Saverio Sprovieri 14, è stato aperto il 30 agosto 2019 (Lavitola e Ranucci già si conoscevano).

Tasselli di un puzzle, il rapporto tra Ranucci e Lavitola, che va arricchendosi. Ad esempio con il nuovo "tesserino" per entrare in Rai spuntato a seguito di un controllo interno. Il primo ingresso di Lavitola nella sede dove si registra Report risale infatti a ben sette anni fa, nel 2019. Elementi che potrebbero entrare anche nell'inchiesta della Procura di Roma, in cui l'ex editore è indagato come mandante dell'attentato dinamitardo messo a segno in ottobre sotto casa del giornalista.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il giro d'affari di Lavitola, che parte dall'Italia e arriva in Africa. In Camerun, per la precisione: non solo il ristorante "Cefalù bistrot", sempre nel quartiere romano Monteverde, ma anche e soprattutto il settore dei carbon credit in Camerun. Il progetto consiste nel generare o acquisire questi certificati ambientali in Africa, per poi cederli alle multinazionali intenzionate a compensare le proprie emissioni di gas serra in modo da raggiungere gli obiettivi climatici obbligatori. Un tema che è stato trattato più volte dalla trasmissione Report, tanto che lo stesso Ranucci ha dichiarato che Lavitola gli aveva fornito qualche dritta e che lui gli aveva dato suggerimenti per «evitare sorprese».

Non è tutto: i magistrati nei prossimi giorni acquisiranno il testo del sondaggio commissionato da Lavitola per spingere una candidatura dell'amico Ranucci nel centrosinistra. Una delle ipotesi di chi indaga è che l'imprenditore possa avere organizzato l'attentato sotto casa del conduttore di Report proprio per accrescerne la popolarità in vista di un possibile ingresso in politica. Candidatura che, però, Ranucci sottolinea di avere sempre rifiutato e dalla quale - è una delle piste investigative - Lavitola potrebbe invece avere sperato di ottenere un tornaconto, visto lo stretto legame con il giornalista.

Il documento, intitolato "Indagine potenziale elettorale", è articolato in 21 punti e serviva a valutare una possibile discesa in campo di Ranucci come leader del "campo largo". «Vorrebbe una discesa in campo di un candidato terzo capace di superare la contrapposizione Schlein-Conte?», è una delle domande. E ancora: «Nel caso si profilasse questo candidato terzo lo vorrebbe dalla politica tradizionale, o dalla società civile, o dall'informazione?», «Pensando ai giornalisti televisivi quali sono i primi nomi che le vengono in mente?», «Le competenze sviluppate dal candidato nella carriera giornalistica possono essere utili al Paese?».

In più interviste, Lavitola ha smentito la pista politica: «Io e Ranucci saremmo stati due stupidi a farci da soli l'attentato. E io altrettanto a farglielo come atto d'amicizia in ottobre per poi fare un sondaggio in giugno su di lui come candidato del campo largo». L'imprenditore ha però detto di avere inviato al giornalista «una caterva di messaggi» sul tema. Messaggi che, sottolinea, «la Procura già avrà».

Il biglietto

Poi c'è la questione del biglietto aereo. La sera del 4 luglio i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati hanno fatto scattare la perquisizione a carico dell'imprenditore perché era in partenza per l'Africa. La moglie lo stava accompagnando in aeroporto. E in Camerun si trova già Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola che, secondo la Procura, su mandato dell'ex editore, avrebbe individuato il gruppo avellinese in grado di trovare l'esplosivo e piazzarlo davanti casa di Ranucci.

Nel decreto di perquisizione viene sottolineato che Tavares si è trasferito in Camerun poco dopo l'attentato, con un viaggio organizzato proprio da Lavitola. Ma entrambi negano che si tratti di una fuga: Tavares gestirebbe per conto dell'imprenditore proprio il business del carbon credit, su cui ora sono in corso accertamenti.

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