Spie per la Russia in Vaticano, diecimila euro per una talpa: «Mi avevano ordinato di attivarmi durante il Covid»

«Quando tu con il Generale mi avete detto: "Vai avanti con il Vaticano", io sono andato avanti. Il primo anno con 350 euro, poi ho dovuto dare un obolo a Papa Francesco e uno da 4mila con bonifico e uno 6mila euro in contanti... in contanti!». Nelle intercettazioni agli atti dell'inchiesta della Procura di Roma sul sistema di spionaggio che due 007 italiani in congedo avrebbero messo in atto in favore della Russia, emerge che probabilmente era stata pagata una "talpa" in Vaticano per reperire informazioni segrete da girare a Mosca.

Raoul Gavino Piras, 59 anni, finito ai domiciliari insieme all'ex collega e coetaneo Vincenzo Di Pasquale, ribadisce ai suoi interlocutori russi «il valore delle informazioni fornite ed esprime il disappunto per non aver ricevuto gli adeguati compensi, anche pensando alle somme anticipate per "l'obolo di San Pietro con l'allora Papa Francesco (che Voi mi avete ordinato di attivarmi)", che gli avrebbe "aperto le porte" nella Segreteria di Stato, nonché per la gestione delle "attività" svolte durante il "periodo del Covid", soprattutto con un tale "Gabriele"». Non si sa se siano millanterie, ma sicuramente i segreti vaticani fanno gola a molti Paesi esteri.

Visto che Di Pasquale progettava di aprire insieme a Piras una società di consulenza che avrebbe dovuto svolgere in realtà attività di intelligence, Piras gli racconta un «precedente storico» che riguarderebbe un ex dirigente del Sisde, il quale aveva «aperto una cosa del genere» insieme ad altri due ex colleghi militari. «I cinesi volevano una cartella clinica del Papa, perché si era al primo ricovero (presumibilmente di Papa Francesco, ndr). Fecero questa operazioncina - spiega Piras - mettendo in mezzo un prete... un civile dai. Questa operazioncina fruttò 250mila euro. Questa cartella quindi... furono portati a Dubai, tutto pagato, viaggio, dai cinesi... alloggio, casa, auto e sono andati via». Non è chiaro se sia un episodio realmente accaduto, ma sicuramente conferma l'interesse delle varie intelligence sul Papa e il Vaticano.

Secondo quanto emerge dalle indagini dei carabinieri del Ros, Piras si sarebbe messo a disposizione dei russi, che lo tenevano a busta paga: «Non so che informazioni volete. Io, ad esempio, a livello politico di informazioni ne ho tantissime». L'agente russo Mikhail Astakhov, addetto militare dell'Ambasciata di Mosca a Roma (prima che venisse espulso a seguito dell'inchiesta), chiede di incrementare la cooperazione con Piras: «Più incontri, più soldi». L'ex agente di Sismi e Aisi avverte: «Io c'ho un credito di.... c'ho ancora i soldi dal Vaticano da recuperare. Comunque, a parte quello, il discorso è che se ci vediamo tanto... a meno che non siano cose urgenti, vedasi Biot», potrebbe rappresentare un rischio.

Walter Biot è un ex Capitano di fregata della Marina Militare italiana, arrestato nel 2021 per spionaggio internazionale e corruzione, e condannato in via definitiva a 20 anni per aver ceduto documenti militari e informazioni segrete della Nato a funzionari dell'Ambasciata russa in cambio di denaro. Esattamente quello di cui ora è accusato Piras: spionaggio, rivelazioni di segreto di Stato e di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione, corruzione del cittadino da parte dello straniero per compiere atti contrari agli interessi nazionali. Di Pasquale e altri 5 militari sono accusati a vario titolo di aver fornito a Piras, «a scopo di spionaggio politico o militare», «diverse notizie e informazioni tutelate da classifica di segretezza».

In particolare, l'ufficiale superiore dell'Esercito italiano Davide Piantanida «si procurava notizie riservate» sull'avvio da settembre 2025 di una missione militare in Bulgaria da parte di un contingente composto dalle forze armate italiane e dall'Aise. Informazioni che avrebbe riversato a Piras e che quest'ultimo ha elencato in un file consegnato lo scorso 9 ottobre all'agente russo Astakhov, precisando l'organico dei militari italiani impiegati nella missione (14mila), i nuovi mezzi con i quali si stavano esercitando, l'accampamento in tenda, le linee di "penetrazione".

Il 22 dicembre scorso Piantanida e Piras si incontrano a Ladispoli e parlano proprio di quella missione. L'ex 007 (arrestato questa settimana) dice, riferendosi ai militari italiani: «Speriamo che tornino indietro, perché quelle sono guerre perse (...) Padrì, quella è la Russia! Lascia perdere dai! La Russia è potente». È lo stesso Piras che in un'intercettazione del 9 ottobre scorso aveva sottolineato il suo legame con la Russia: «La mia priorità è sempre stata la Guerra Fredda, poi sono passato ai russi in Italia e in Francia. (...) Praticamente fungo da referente europeo qua a Roma».

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