Le accuse contro la Russia per il drone con esplosivo trovato all'aeroporto di Lipsia sono "essenzialmente l'inizio di una vera guerra". A dirlo è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa Vesti.
Il drone in questione era stato trovato lo scorso 4 agosto vicino a un aereo ucraino Antonov che si ritiene fosse il vero obiettivo dell'attacco. Gli investigatori tedeschi hanno identificato due sospettati: un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo. Insomma, entrambi i sospetti sono legati alla Russia. La presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen ha definito l'episodio "un attacco con materiale militare portato avanti da un'operazione della Russia in territorio europeo".
Ora arriva la replica del Cremlino. Che come prevedibile nega ogni responsabilità spingendosi ad accusare i leader europei di bellicismo. Lavrov mette nel mirino la Germania. E sottolinea che "nessuno si è messo a verificare" l'origine del drone.
Quindi si lancia in un duro monito al governo tedesco. "Hanno espulso il consolato generale da Bonn" e "stanno chiudendo la Casa Russa a Berlino. Ricordo che prima dell'inizio della Seconda guerra mondiale, o meglio della Grande guerra patriottica, anche i tedeschi chiudevano le loro missioni diplomatiche".
Lavrov aggiunge poi che "tutte le dichiarazioni" del cancelliere tedesco Merz "sul riportare la Germania al ruolo di potenza militare leader in Europa si stanno concretizzando. In sostanza, ci sta dichiarando guerra. E le lezioni della storia non sono state apprese affatto. A quanto pare, queste metastasi del nazismo stanno iniziando a riemergere. Questo è un fenomeno pericoloso. Credo che la leadership russa trarrà le dovute conclusioni".
I leader europei "saranno spazzati via"
Lavrov allarga quindi il discorso ai leader europei che a suo dire avranno vita breve. "Non posso addentrarmi nei meccanismi interni di queste figure politiche", ma "onestamente non ho grandi dubbi che a un certo punto, si spera non troppo lontano, saranno spazzati via" e "che i popoli d'Europa alla fine faranno la scelta giusta. Quando ciò accadrà - conclude il ministro russo - è un altro discorso, ma penso che non ci vorrà molto".