Le Nazioni Unite lanciano un nuovo appello per aiutate la popolazione vittima della guerra a Gaza. La crisi umanitaria nella Striscia si fa sempre più forte e così l’ONU ha chiesto a Israele di rendere più semplice e rapido l’accesso agli aiuti per i cittadini.
Le operazioni di soccorso continuano, mentre l’Unicef si sta preparando ad aiutare i bambini ad affrontare l’inverno con tutte le risorse a disposizione.
L’ONU chiede più aiuti per Gaza e incita Israele a semplificare gli accessi
L’Onu continua a chiedere maggiori aiuti per la popolazione di Gaza. Secondo l’Uffcio per il coordinamento degli affari umanitari, le forniture riescono ancora ad entrare nella Striscia ma ci sono troppe restrizioni, mancano i finanziamenti e la sicurezza scarseggia.
Così le operazioni di soccorso rallentano e i bisogni della popolazione sono sempre maggiori. I nuovi attacchi vicino al valico di Rafah hanno costretto il personale di alcune organizzazioni umanitarie dirette verso Kerem Shalom a sospendere temporaneamente gli spostamenti.
Il problema principale resta l’ingresso su larga scala di beni di prima necessità: l’OMS aveva già chiesto “l’ingresso ininterrotto e prevedibile” di forniture umanitarie e sanitarie, sottolineando che i continui ritardi rischiano peggiorare la situazione e creare scenari devastanti per chi bisogno di medicine.
L’emergenza umanitaria rischia di peggiorare con l’inverno
Con l’avvicinarsi della stagione fredda, le agenzie Onu temono un peggioramento delle condizioni di vita per una popolazione già stremata. L’Unicef sta raccogliendo materiale per proteggere circa 500mila bambini e le loro famiglie a Gaza, con l’obiettivo di farli sopravvivere al clima più rigido.
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha stimato che quasi 1,8 milioni di persone affronterebbero un altro inverno senza un’adeguata protezione da pioggia, freddo e alluvioni; le scorte di ripari disponibili coprirebbero solo il 17% del fabbisogno locale.
Per questo l’ONU continua a chiedere lo stanziamento di altri fondi internazionali e una riduzione delle restrizioni di Israele per l’ingresso nella Striscia di tende, kit di emergenza, legno e materiali utili per far riparare la popolazione.