Le sfide del commercio. Saldi, partenza a rilento. Caccia all’affare in centro tra tante scritte affittasi

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I primi bilanci dei negozianti sono contrastanti, ma saltano all’occhio le tante serrande abbassate dei locali chiusi: gente sì, ma pochi acquisti. Lo studio Confcommercio: ogni famiglia spenderà circa 201 euro.

I primi bilanci dei negozianti sono contrastanti, ma saltano all’occhio le tante serrande abbassate dei locali chiusi: gente sì, ma pochi acquisti. Lo studio Confcommercio: ogni famiglia spenderà circa 201 euro.

I primi bilanci dei negozianti sono contrastanti, ma saltano all’occhio le tante serrande abbassate dei locali chiusi: gente sì, ma pochi acquisti. Lo studio Confcommercio: ogni famiglia spenderà circa 201 euro.

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Tempo di saldi nei negozi lungo le vie del centro. I cartelli sulle vetrine che attirano i clienti con sconti notevoli rispetto al prezzo del cartellino – soprattutto abbigliamento e calzature ma anche altro – si alternano a quelli con la scritta "affittasi", il grande caldo di questi giorni non invoglia particolarmente ad attivarsi per una passeggiata alla ricerca dell’occasione o del capo per rinnovare il guardaroba, ma gente nei negozi ce n’è. Un po’ a macchia di leopardo, dipende dagli articoli in vendita, dal tipo di sconto, c’è più clientela nelle grandi catene, come Zara o Intimissimi, persone a passeggio con i sacchetti degli acquisti però se ne vedono abbastanza poche, anche perché chi si muove per le vie del centro lo fa rapidamente e alla ricerca di un po’ d’ombra o di un altro locale dotato d’aria condizionata.

Anche i primi bilanci dei commercianti sono contrastanti, dopo le prime due settimane di sconti: c’è chi è soddisfatto, chi un po’ meno, forse è ancora presto per esprimere giudizi sulla stagione dei saldi, certamente le temperature di questi giorni fanno da deterrente per molti che preferiscono dedicare il proprio tempo libero alla ricerca di un po’ di refrigerio al mare, invece di andare alla caccia dell’occasione tra le vetrine del centro. D’altra parte la stagione degli sconti ufficiali sta vivendo un periodo tra alti e bassi anche a livello nazionale: secondo le stime dell’ufficio studi di Confcommercio, ogni famiglia italiana dovrebbe destinare in media 201 euro all’acquisto di prodotti scontati, circa 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo previsto di 3,2 miliardi di euro. Ma poi le analisi sul territorio sono divergenti, da una parte Federmoda-Confcommercio è ottimista: secondo le sue analisi le vendite sono cominciate bene, registrando soprattutto nei primi giorni un incremento rispetto all’anno precedente, con una buona affluenza e forte presenza di clienti stranieri. Per Confimprese, invece, è una partenza fiacca. Secondo il centro studi Confimprese, il primo weekend della stagione dei saldi si è chiuso con una flessione dello 0,3% a valore rispetto allo stesso weekend del 2025, con il comparto abbigliamento-accessori a -0,4% e gli altri settori retail a -0,1%. Anche le visite nei negozi sono calate del 2,4% nell’abbigliamento, mentre lo scontrino medio resta sostanzialmente stabile. Sono dati aggiornati ai primi giorni di vendite, comunque. E poi ci sono anche altri aspetti da considerare: i cosiddetti pre-saldi, per esempio: una fonte Confesercenti indica che oltre un terzo degli italiani ha già fatto almeno un acquisto scontato prima dell’apertura ufficiale del primo weekend di luglio.

Ma poi c’è da tenere in considerazione anche il commercio online: i dati Istat relativi ai mesi scorsi parlano di vendite retail in aumento del 2,2% negli incassi e dello 0,4% nelle quantità rispetto agli ultimi dodici mesi, ma il commercio online corre molto di più nei volumi, facendo segnare un rialzo del +12,1%. Il quadro generale per i negozianti sembra più in leggero miglioramento che in flessione rispetto all’anno precedente, con l’eccezione del dato Confimprese, dunque, e poi esistono sempre differenze tra le diverse città e i differenti settori. Ad Ancona chi fa i saldi non piange, insomma, ma neanche fa i salti di gioia, gli acquisti online continuano a conquistare nuova clientela. Basteranno gli eventi estivi organizzati dal Comune per attirare persone e vacanzieri in centro favorendo anche il commercio, a parte gli esercizi coinvolti più direttamente, come bar e ristoranti?

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