Leonardo Favaro muore il giorno dopo aver compiuto 22 anni: soffriva di distrofia di Duchenne

MARTELLAGO (VENEZIA) - Aveva compiuto 22 anni il giorno prima, nella notte di domenica verso le 2.30 ha esalato l'ultimo respiro. Se ne è andato così Leonardo Favaro di Olmo di Martellago. Il ragazzo soffriva della "distrofia di Duchenne", una malattia genetica rara e neuro muscolare che colpisce quasi esclusivamente i maschi, portando alla perdita della deambulazione e successive complicanze che possono coinvolgere i muscoli respiratori e il cuore. «Il suo decesso è stato un evento del tutto inaspettato racconta il papà Fabio a settembre ha avuto una crisi respiratoria e io e mia moglie pensavamo di perderlo, ma come in altre occasioni è stato in grado di superarla. Sabato per il suo ventiduesimo compleanno ci siamo recati all'Opsa di Sarmeola di Rubano dove era ricoverato ed era felice, ci ha salutati, dispensato sorrisi a noi e alla sua pediatra che da sempre lo ha avuto in cura, nulla faceva presagire ad un evento simile. Poi alla notte ci hanno chiamati e lui era già morto».

La malattia, gli studi, la passione per lo sport

Fin dalla tenera età la distrofia si è manifestata, costringendolo a recarsi a Padova per delle visite neurologiche di controllo. All'inizio del percorso scolastico deambulava senza problemi, progressivamente la muscolatura non lo aveva più sorretto portandolo a ricorrere alla sedia a rotelle, inizialmente a spinta manuale, poi elettrica. In terza media gli è stato impiantato un pacemaker. Una malattia affrontata con dignità e forza, tanto da non impedirgli di concludere gli studi superiori diplomandosi in logistica e trasporti presso l'istituto "Luzzati Gramsci". Un lavoro già lo attendava in un'azienda di Mirano come impiegato un giorno alla settimana grazie alle Legge 68/99, ma le il progredire della distrofia non gli ha permesso di cominciare l'attività.

«Le cose sono andate peggiorando all'inizio dello scorso anno continua il papà Fabio lo portavamo a fare fisioterapia in piscina a Mestre e diceva che gli faceva male al petto, le visite di routine cardiologiche e pneumologiche non avevano evidenziato subito il problema, mentre in seguito ad un accesso al pronto soccorso di Padova i sanitari hanno ritenuto opportuno di inserirgli un dispositivo cardiaco di assistenza denominato "Lvad", pompa meccanica che aiuta a pompare il sangue dal ventricolo destro al ventricolo sinistro». In seguito all'operazione Leonardo ha avuto un'ischemia che lo ha costretto a rimanere ricoverato in cardiochirurgia. A settembre è stato trasferito per fare riabilitazione. Da aprile era ospite dell'Opsa di Sarmeola di Rubano.

La sua vita Leonardo riusciva a condurla senza grandi difficoltà. Grazie all'autonomia che gli consentiva la sedia a rotelle non aveva bisogno di assistenza. Le grandi passioni di Leonardo sono sempre state le bandiere e lo sport in genere. Grande tifoso della Juventus e del Venezia, con i genitori ha girato quasi tutti gli stadi del nord Italia per assistere alle partite delle sue squadre del cuore, ogni estate si recava almeno un giorno al ritiro del Venezia a Falcade, dove poteva conoscere e fotografare da vicino i suoi idoli. Tifava anche la Reyer e durante il periodo invernale era solito frequentare il palazzetto per assistere alle partite. Poi conosceva tutte le bandiere del mondo, che già dalle scuole elementari erano per lui motivo di studio. Leonardo lascia la mamma Roberta, il papà Fabio, il fratello Tommaso di 20 anni. La cerimonia funebre si svolgerà giovedì 15 ottobre alle 15.15 presso la chiesa "Annunciazione del Signore" di Olmo di Martellago.