La collezione di Anthony Hamilton, padre di Lewis, è stata protagonista dell’asta Iconic Auctioneers a Silverstone. Delle 27 auto inizialmente proposte, 19 hanno trovato un acquirente per un incasso complessivo di circa 1,7 milioni di sterline. La protagonista assoluta è stata una Jaguar XJ220, venduta per 506.250 sterline e capace di stabilire un nuovo record britannico per il modello
15 agosto 2026
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La famiglia Hamilton continua a far parlare di sé anche quando non c’è un Gran Premio di Formula 1. Dopo la vendita, nel 2025, di alcune delle più preziose supercar di Lewis Hamilton, tra cui McLaren F1, Ferrari LaFerrari e Pagani Zonda 760 LH, questa volta è stato il padre Anthony a portare sul mercato una parte importante della propria collezione. L’operazione si è concretizzata il 25 luglio 2026, sul circuito di Silverstone, nell’ambito della BRDC Classic organizzata da Iconic Auctioneers.
Il catalogo comprendeva 27 automobili, per una stima complessiva iniziale superiore ai 3 milioni di sterline. La raccolta, costruita nel corso di decenni, aveva una precisa identità: soprattutto auto britanniche, con Jaguar, Aston Martin, Triumph e Mini affiancate da alcuni modelli Mercedes e BMW. Alla fine, 19 vetture sono state vendute, mentre otto sono rimaste invendute, portando il totale realizzato a circa 1,7 milioni di sterline.
La Jaguar XJ220 è la regina dell’asta
Il lotto più atteso era senza dubbio la Jaguar XJ220 del 1994, uno degli esemplari più interessanti della collezione di Anthony Hamilton. La supercar britannica, accreditata di una velocità massima di circa 217 mph, pari a quasi 350 km/h, aveva percorso appena 3.277 miglia, poco più di 5.200 chilometri, ed era accompagnata da una documentazione manutentiva particolarmente completa. Era inoltre una delle sole 69 XJ220 destinate al mercato britannico con guida a destra. L’auto aveva una stima compresa fra 500.000 e 550.000 sterline, ma alla fine è stata aggiudicata per 506.250 sterline, cifra comprensiva del buyer’s premium.
Il risultato assume un significato particolare perché, secondo i dati pubblicati dopo l’asta, rappresenta un record britannico in asta per una Jaguar XJ220. La XJ220 resta una delle supercar più affascinanti degli anni Novanta. Il progetto nacque come concept con V12 e trazione integrale, ma la versione di produzione adottò un V6 biturbo e la trazione posteriore. Furono realizzati poco più di 280 esemplari, rendendo oggi la vettura particolarmente interessante per il mercato dei collezionisti. L’esemplare di Hamilton, grazie al chilometraggio estremamente ridotto e alla sua storia, partiva quindi da una posizione privilegiata.
Non solo XJ220: una collezione piena di rarità
Alle spalle della protagonista c’erano altre automobili di grande interesse. Una delle più particolari è la Jaguar XKSS Recreation, valutata inizialmente circa 375.000 sterline. Non si tratta di una XKSS originale, ma di una replica di altissimo livello che ha avuto un ruolo particolare nella storia recente di Jaguar Classic, arrivando a essere utilizzata come riferimento per il programma ufficiale di ricostruzione delle vetture. La collezione comprendeva inoltre due repliche Jaguar C-Type, legate alle vetture impiegate da Jaguar alla 24 Ore di Le Mans del 1951, oltre a diverse Jaguar E-Type.
Proprio una E-Type Series I 4.2 Roadster del 1967 ha raggiunto 119.250 sterline, diventando uno degli altri risultati più significativi della vendita. Tra le automobili più curiose figuravano poi la David Brown Automotive Speedback GT, una moderna interpretazione delle grandi granturismo britanniche, venduta a 202.500 sterline, e una Mercedes-Benz 190 SL del 1961, passata di mano per 104.625 sterline. Non mancavano neppure Aston Martin, Triumph, Mini Cooper S e una Mercedes-Benz 300SL R107 appartenuta in precedenza al pugile dei pesi massimi Billy Walker.
Anthony Hamilton e la passione per le auto
La vendita permette anche di raccontare un aspetto meno conosciuto della storia di Anthony Hamilton. Prima ancora che Lewis diventasse uno dei piloti più vincenti della Formula 1, Anthony aveva investito tempo, energie e risorse per sostenere la carriera del figlio, seguendolo dagli inizi nel kart fino all’ingresso nel programma giovani McLaren. Per anni è stato anche il suo manager, prima che i due interrompessero professionalmente la collaborazione nel 2010 e si riavvicinassero successivamente come padre e figlio.
La collezione automobilistica racconta però una passione personale, distinta dalla fama del figlio. Il garage di Anthony Hamilton non era infatti costruito attorno alle moderne hypercar, ma soprattutto attorno alla storia dell’automobilismo britannico: modelli classici, prototipi, repliche di grande valore storico e vetture scelte per il loro carattere. La decisione di vendere sarebbe inoltre collegata a un nuovo progetto: HybridV10, iniziativa motoristica sulla quale Hamilton senior intende concentrare le proprie energie. L’asta di Silverstone, quindi, non rappresenta necessariamente un addio al mondo delle automobili, ma piuttosto un cambio di direzione.
Un’asta che vale più dei numeri
Il risultato finale è interessante anche per un altro motivo. La stima complessiva iniziale delle 27 vetture superava i 3 milioni di sterline, ma soltanto 19 auto hanno trovato un compratore, per circa 1,7 milioni di sterline. Questo dimostra quanto il mercato delle auto da collezione sia selettivo: rarità, condizioni, provenienza e storia possono fare una differenza enorme, mentre non tutte le vetture raggiungono automaticamente le valutazioni ipotizzate in catalogo.
Per Anthony Hamilton, però, il dato più significativo rimane probabilmente quello della Jaguar XJ220. Vederla passare sotto il martello a oltre mezzo milione di sterline e diventare un nuovo riferimento per il modello aggiunge un altro capitolo alla storia di una supercar che, dopo anni trascorsi nell’ombra rispetto a Ferrari F40 e McLaren F1, sta vivendo una nuova stagione di interesse da parte dei collezionisti. E il luogo scelto per l’asta non poteva essere più simbolico: Silverstone, proprio accanto alla Hamilton Straight, il tratto del circuito britannico intitolato a Lewis. Per la famiglia Hamilton, dunque, è stato un altro weekend nel segno dei motori. Questa volta, però, senza un volante da impugnare: soltanto 27 auto da collezione, un martello da battitore e una Jaguar XJ220 capace di stabilire un nuovo record.