PROVEDEL SI SCALDA MA IL TITOLARE RESTA MARTINEZ. CARLOS-DIMARCO, CONFRONTO CHE FA PAURA
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Riprende anche il cammino in Champions League per l'Inter. I Campioni d'Italia, dopo aver battuto il Bologna in campionato, sperando di poter invertire la rotta in Europa e cancellare le due sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge. Domani al Meazza arriva lo Shakhtar Donetsk per il terzo impegno del girone. Qui le parole dell'allenatore nerazzurro in conferenza stampa ad Appiano Gentile per presentare l'impegno, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it.
Sette sconfitte nelle ultime otto di Champions League."Siamo consapevoli di questo fatto, non c’è bisogno che ce lo ricordino sempre. Quest’anno abbiamo perso due partite, vogliamo ritrovare di nuovo la sensazione e l’energia di pari passo con le nostre ambizioni. Si parla troppo del passato, noi dobbiamo concentrarci su domani, andando in campo pronti sotto tutti i punti di vista per portare a casa il risultato”.
Su cosa ti sei soffermato nell'intervallo di Bologna?"Mi avete sentito urlare? Parlo piano, rido, scherzo, mi arrabbio. Faccio con i miei giocatori quello che faccio a casa con i miei figli, l’amore è molto simile perché passiamo tanto tempo insieme. Il mio amore nei loro confronti non cambia mai”.
Come si superano i problemi di cui parla Bastoni?"Mi fa piacere che i giocatori si assumano certe responsabilità, ma il primo responsabile sono io a non riuscire a trasmettere certe cose. Se la stagione scorsa è stata importante è perché tutte le componenti di questo club si sono assunti grandi responsabilità”.
Che Shakhtar ti aspetti?“Una squadra forte, brava, evoluta e con esperienza. Hanno gamba, qualità, intensità e un allenatore che li mette bene in campo. Sappiamo che queste partite non sono mai semplici: noi dobbiamo essere noi stessi, con una certa autostima per quello che abbiamo fatto finora”.
Come è nata questa autocandidatura per la Champions?“Se si fanno domande su determinate cose, noi per educazione e per dovere rispondiamo. Noi abbiamo detto che la Champions League è un sogno, ma in questo momento, con due sconfitte, è meglio pensare a domani. Vincere una partita in Champions League è la priorità in questo momento”.
Cosa cambiare perché il rendimento sia in linea con quello che succede in Italia?“Più preoccupazione, più motivazione, migliori letture nella gara ed è una cosa che riguarda anche me. Per tutto quello che accade in campo, soprattutto nelle cose negative e per gli errori individuali perché magari manca energia perché io non sono riuscito a trasmetterla. Questo gruppo gioca da anni con determinate pressioni, tutte le aspettative sono su di loro e a volte è giusto perché loro si sono guadagnati questa considerazione con la loro competitività. Io ho l’obbligo di prendermi certe responsabilità: se l’allenatore non è il principale colpevole, di cosa parliamo?”.
Come si fa a far cambiare atteggiamento alla squadra all’intervallo?“E’ una somma di cose, si reagisce delle volte anche in base all’avversario ed è quello che ho chiesto io. Dobbiamo mantenere la nostra identità, stiamo cercando anche di aggiungere cose nella costruzione della squadra. L’intervallo ti fa capire meglio l’andamento di una partita, ma sono bravi poi i ragazzi a reagire. C’è sempre l’avversario in campo, tutti in questo momento vogliono battere l’Inter come ai miei tempi ed è normale. Non è per merito di qualcuno o demerito di altri, importante è come si reagisce alle avversità, agli errori e ad alcune circostanze”.
Gol subiti nei primi tempi per questione solo di testa?“La presunzione è l’unica cosa che credo e spero di non avere, ma si parla troppo del niente. Sono ottimista di carattere, guardo anche il lato positivo che riguarda la reazione ai gol subiti e a quello che è mancato durante la gara. Devo analizzare nel profondo il perché e trovo mille motivi di cui non voglio parlare, altrimenti finiremmo stasera. Mi prendo però la responsabilità: sono io il colpevole ed è giusto che sia così. Loro sanno cosa fare per reagire alle avversità. Noi non siamo perfetti come squadra, né individualmente: abbiamo anche noi problemi, cose che influiscono sull’andamento di una partita, ma mi interessa che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato. Non siamo perfetti e non vogliamo essere dipinti come la perfezione, ma non voglio neanche vedere che se l’Inter perde deve essere dipinto come un dramma nazionale. C’è la sensazione che l’Inter abbia l’obbligo e gli altri no, non va bene”.