«I suoi genitori l’avevano pregata di non partire. Le dicevano: «Lorena, non tornare a Firenze». Erano preoccupati per lei, sapevano che Federico non si era rassegnato alla fine della loro storia. Ma Lorena quel 28 agosto era tranquilla. L’ultima foto che abbiamo scattato è stata quella al mare, il giorno prima che lei tornasse in Toscana: tutti sotto l’ombrellone come ogni estate, da quando siamo giovani. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima». Andrea De Marco è amico «da sempre» di Danilo, il fratello della 45enne uccisa a Firenze dall’ex fidanzato Federico Vella, e negli ultimi anni era diventato amico anche di lei.
Andrea ha 41 anni, è un dipendente pubblico e vive a Squinzano, il paese salentino dove Lorena Isceri era cresciuta e dove continuava a tornare nonostante fosse andata via più di vent’anni fa. Questa estate Lorena era rimasta in Puglia per circa un mese e mezzo. Lavorava da remoto, trascorreva le giornate con la famiglia e gli amici. Un modo per scappare dalla sua vita. «Era una ragazza meravigliosa, sempre gentile, garbata. Molto riservata. Amava viaggiare, aveva studiato prima a Bari, poi a Bologna e infine si era trasferita a Firenze. Lavorava nel settore dei farmaci veterinari e l’anno scorso aveva comprato casa. Si era costruita tutto da sola».
Lei conosceva Federico Vella? «No. Lorena non lo aveva mai portato a Squinzano. La famiglia lo aveva visto qualche volta in videochiamata, ma nulla di più. Lei in passato aveva avuto relazioni più importanti e probabilmente con lui aveva deciso di aspettare prima di presentarlo. Si erano conosciuti in palestra, lui aveva nove anni meno di lei ed era il suo personal trainer. Lorena era molto sportiva e attenta alla forma fisica. Io la prendevo anche in giro perché, quando aveva iniziato questa relazione, scendeva molto meno qui da noi. Le dicevo: “Adesso non tornerai più a Squinzano”».
Quando hanno cominciato ad avere problemi?
«Tra la fine di aprile e maggio. Lorena aveva scoperto che Federico l’aveva tradita. È importante dirlo perché su questo sono state dette cose sbagliate: non era stata Lorena a tradire lui. Era stato lui. Dopo quel tradimento il loro rapporto si è incrinato».
Lei lo ha perdonato.
«Hanno provato ad andare avanti. Questa estate sono stati anche in vacanza in Grecia, a fine luglio. Ma al ritorno Lorena ha capito che non era più felice e ha deciso di lasciarlo. È stato allora che tutto è cambiato. Lui non accettava che fosse finita: ha cominciato a cercarla continuamente, a seguirla fino sotto casa, a tentare in tutti i modi di riavvicinarsi. Non si rassegnava, era diventato ossessivo e violento».
La famiglia sapeva quello che stava accadendo?
«Sì. Lorena era molto riservata, ma con i genitori ne aveva parlato. Anche loro avevano notato in Federico comportamenti che li preoccupavano: alternava momenti di grande dolcezza ad altri di rabbia e squilibrio. Il 12 agosto Lorena era già in Puglia e si erano lasciati da una decina di giorni. Eppure proprio quel giorno lui pubblicò sui social un video “romantico”, un montaggio dei loro momenti insieme, accompagnato dalla frase: “Sarò tuo anche se non posso più esserlo”. Non accettava che fosse finita. Una cosa abominevole».
Per questo Lorena era rimasta così a lungo in Puglia?
«Anche per questo. Aveva la possibilità di lavorare in smart working e ha trascorso praticamente tutto agosto qui. Per un mese e mezzo ha ripreso la sua vita di sempre».
Aveva paura?
«Quando era qui con noi no. Questo ci tengo a dirlo: il 28 agosto, quando l’ho vista prima che ripartisse, Lorena era tranquilla. Ma i suoi genitori erano preoccupati. Sapevano che la situazione con Federico era diventata pesante e fino all’ultimo le hanno detto: “Non partire, resta qui”».
Le avevate consigliato di rivolgersi alle forze dell’ordine?
«Sì, le era stato detto di denunciarlo. Ma Lorena non lo ha fatto. Era convinta di poter gestire la situazione e non voleva arrivare a quello».
Come avete saputo che Lorena era morta?
«Ero insieme a Danilo. Stavamo andando a vedere la partita dello Squinzano quando lo ha chiamato la polizia. È rimasto di ghiaccio. Completamente sotto shock. Da quel momento è cambiato tutto».
E i suoi genitori?
«Sono distrutti. Suo padre Franco, quando ha saputo quello che era successo, vagava per le strade del paese piangendo e ripetendo “doveva denunciarlo”. Qui ci conosciamo tutti. Vedere Franco così è stato devastante».
La mamma e Danilo sono ora a Firenze. Cosa aspettano?
«Aspettano le disposizioni degli inquirenti e l’autopsia lunedì, devono riconoscere Lorena. Poi vogliono soltanto riportarla a casa. Non cercano altro».
Hanno qualcosa da dire alla famiglia di Federico?
«No. Non vogliono parlare con loro, non vogliono nulla. Dovranno imparare a vivere con un dolore che resterà per sempre».
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