
L’immobiliarista cinquantasettene Angelo Cottarelli abitava in via Zuaboni con Luca appena ragazzino e la quarantunenne Marzenne Topor

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Urago Mella (Brescia), 29 agosto 2026 – “Un ragazzo stupendo, di una bontà unica”. Non trattiene le lacrime Piera Buzzoni nell’ascoltare le parole con cui Libera Contro le Mafie porta nelle scuole il ricordo di Luca Cottarelli, vittima diciassettenne innocente del pluriomicidio di stampo mafioso avvenuto vent’anni fa, il 28 agosto 2006, nella villetta di via Zuaboni, dove furono uccisi anche il padre Angelo e la madre Marzenna Topor.

La commemorazione con gli zii organizzata da Libera e Consiglio di quartiere
“Sono passati vent’anni, ma per noi ogni giorno è il momento del ricordo – racconta Buzzoni, moglie del fratello di Angelo – Luca è cresciuto con noi, eravamo gli zii più vicini. Quella mattina aspettavo la telefonata di Marzenna per il caffè, invece mi ha chiamato una vicina per dirmi che Angelo stava male, che lo stavano portando via. Mio marito ha fatto in tempo a vederlo, forse a fare un cenno”. Nelle cronache la figura di Luca era rimasta un po’ sottotraccia, schiacciata dall’enormità del crimine e del contesto in cui era maturato.
Il ricordo
La sua storia è però riemersa grazie alla comunità: nel 2016 la parrocchia piantò un albero in sua memoria, che non è sopravvissuto al tempo. Nel 2021 la tesina di due studentesse, Gioia Archetti e Veronica Ballhaus, ha riscoperto Luca, inserito da Libera nell’elenco di vittime di mafia che viene letto ogni anno il 21 marzo.
Dal 2022 grazie all’Acli di Urago Mella, Libera Brescia e tanti cittadini un frassino dedicato a Luca cresce nel parco Caduta Muri di Berlino, vicino a una panchina con una targa.
La cerimonia
Proprio al cospetto di questi simboli di memoria, ieri si è tenuta la cerimonia organizzata dal Consiglio di quartiere di Urago Mella dove sono intervenuti il commissario della Polizia locale Salvatore Natoli, il consigliere comunale Luca Pomarici, la presidente della Commissione regionale antimafia Paola Pollini, monsignor Daniele Faita, Tania Maestri per Libera Brescia, Orsolina De Rosa per Libera Valle Camonica e tante persone che hanno voluto ricordare la giovanissima vittima.
“Oggi non siamo più le persone semplicemente scioccate dal crimine – commenta Andrea Pasotti, presidente del Consiglio di quartiere –. Non siamo più la comunità titubante di fronte all’escalation di tensione politica che non attende le indagini della magistratura e che non sa come porsi di fronte a manifestazioni ispirate da una generica richiesta di sicurezza con la caccia al colpevole. Siamo diversi, una comunità rivestita di coraggio nel rappresentarsi ferita ma capace di reagire e di fare da sentinella verso rischi che sono intorno a noi”.
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