MONTEREALE VALCELLINA (PORDENONE) - Nel buio della sera solo quattro occhi brillanti. «Erano lupi» riferisce con discreta sicurezza un cittadino residente in via delle Centrali a San Leonardo, che qualche giorno fa si è dovuto confrontare con il predatore, mentre stava rientrando da Pordenone. Ospiti inattesi, ma soprattutto affamati, gli animali non si sono fatti scrupoli ad entrare nel cortile e, una volta accorti della presenza di una capretta, inseguirla e azzannarla. Non è sopravvissuta: è stata rinvenuta senza vita con i segni delle fauci sul collo e sulla coscia.
LA RICOSTRUZIONE
Nonostante la presenza del lupo sia nota già da diverso tempo sul territorio sanleonardese, così riportano alcuni residenti, non è mai successo che si avvicinassero alle proprietà o che attaccassero gli animali. Quella fatidica sera, invece, già verso le 23 i cani di via delle Centrali hanno cominciato ad abbaiare, allertati probabilmente dalla presenza dei lupi. «La capretta era abituata a stare dentro, che il cancello fosse aperto o chiuso», spiega il residente, che anche quella sera l’aveva lasciato aperto. Per i lupi, inoltre, azzannare la capretta deve essere stato decisamente semplice: l’animale, come spiega il proprietario, tendeva a bloccarsi sul posto in momenti di pericolo. L’attacco con ogni probabilità è avvenuto poco prima dell’arrivo dell’uomo, stimato intorno a mezzanotte e mezza, in quanto oltre ai segni visibili della fauci, l’animale è stato lasciato sul posto, privo di vita, neanche sgranocchiato dai predatori che si sono dati alla fuga.
LA PAURA
Arrivato a casa, è stato il riflesso dei fanali sugli occhi dei lupi a rivelare la loro presenza nella proprietà. «Il mio primo pensiero è stata la capretta», racconta il cittadino, che ha fatto un paio di giri intorno alla casa a bordo dell’auto. «Non mi fidavo di scendere – aggiunge –. Anche perché io ho visto due paia di occhi, ma quanti erano effettivamente?». Dopo aver constato la morte dell’animale, l’uomo ha chiamato prontamente il 112, ma senza successo vista l’ora tarda. Così, il giorno dopo è andato dai carabinieri di Montereale e ha effettuato la segnalazione. In seguito è stato messo in contatto con la forestale di Spilimbergo. Nel suo caso, il procedimento non è stato complicato e ha potuto così seppellire l’animale, non interessandosi neanche del risarcimento proposto per la perdita. Da quella sera, «quando torno a casa giro sempre la macchina per vedere se ci sono», racconta il cittadino non nascondendo un po’ di timore. Nei giorni successivi, invece, altri compaesani si sono accorti della presenza dei lupi intorno alla vicina piantagione dei kiwi. Questi predatori, tuttavia, non sono gli unici a popolare le campagne sanleonardesi. Insieme a loro ci sono anche sciacalli dorati, cinghiali e volpi.
LA COMPAGNIA
«Era un affetto» afferma il cittadino, che racconta di aver ricevuto la capretta da una coppia di americani. «Aveva tantissimi altri animali, ma doveva spostarsi e così mi hanno convinto a prendere la capretta», racconta l’uomo. Il docile animale era libero di girare nel grande cortile di casa, mangiando chicchi d’uva, cortecce degli alberi e le foglie delle piante grasse del balcone. «Quando arrivava a casa mia moglie drizzava subito le orecchie, la riconosceva», ricorda ancora il proprietario. La capretta era abituata anche al rumore del trattore e di qualsiasi altro attrezzo agricolo: era diventata a tutti gli effetti un animale domestico. Sempre con la moglie, la sera si avvicinava a lei e tirava fuori la lingua come per dire “mi dai qualche pezzo di pane”. Non mancavano neanche i momenti di gioco. In questi casi l’animale caricava una spinta leggera nei confronti della coppia, strofinandosi in cerca di contatto.