“Ma quando vieni al mare?”. L’ultima truffa estiva: le parole da non dire al telefono

Nel mirino soprattutto gli anziani che si accingono a partire per le località di villeggiatura. Gli impostori si servono di un tono familiare per desumere informazioni e fingersi un conoscente credibile. A quel punto arriva la richiesta di denaro. Se non siete sicuri di chi si tratti, evitate di fornire (inavvertitamente) qualsiasi dettaglio

La nuova truffa telefonica ha già fatto vittime (iStock)

La nuova truffa telefonica ha già fatto vittime (iStock)

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Roma, 5 agosto 2026 – “Pronto, ciao, ma quando vieni al mare?”. Dall'altra parte del telefono un attimo di esitazione e si replica: “Al mare? Ma chi parla?”. “Dai, ti stiamo aspettando. Quando vieni?”, incalza l’interlocutore. “Sì, devo venire al mare....”. Ecco, se vi capita una chiamata così la raccomandazione è di non pronunciare mai la destinazione della vostra località di vacanza o quello di un amico che incontrerete e che pensate possa chiamarvi, né il periodo in cui andrete. Che non vi scappi nessun dettaglio. Perché è quello che il truffatore spera di ottenere.

In pochi scambi al telefono può raccogliere informazioni preziose, come un luogo, il nome di una persona o una data, assieme alla conferma che la vittima andrà, oppure non andrà, al mare. Sarà più facile per lui dissimulare, fingersi quell’amico, un conoscente o una persona vicina alla famiglia, avere elementi per costruire una storia credibile e conquistare la fiducia della vittima, raggirandola. 

La truffa del “finto amico”

È questa la variante di questa estate della più comune "truffa del finto amico" o “del finto nipote”, un raggiro telefonico pensato soprattutto per colpire persone anziane che sfrutta la spontaneità delle conversazioni tipiche del periodo delle vacanze. Da qualche settimana si sta diffondendo in particolare nelle grandi città, dove probabilmente i truffatori hanno più possibilità di trovare persone in procinto di partire per le vacanze d’agosto, e nella zona di Bologna ci sono già state segnalazioni di coppie di anziani che hanno creduto di parlare con un conoscente dei figli che li attendeva al mare.

Le potenziali vittime sono in allerta per le truffe telefoniche, così i criminali invitano a chiamare il 112 per farle sentire sicure

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Una conversazione credibile, poi la richiesta di soldi 

L'approccio è semplice, una frase apparentemente innocua e normale ad agosto come “Quando vieni al mare?”, pronunciata con tono confidenziale e sicuro che spinge la vittima a completare da sola le informazioni mancanti. Si tratta di un meccanismo psicologico che chi organizza i raggiri telefonici conosce molto bene, e che ha l’obiettivo di portare le persone contattate a credere di conoscere già l'interlocutore, e quindi a rivelare dettagli personali senza accorgersene. Una volta ottenute informazioni sufficienti, il truffatore può cambiare registro e, di solito, sostiene di essere un amico del familiare o della persona appena nominata affermando che quest'ultima abbia bisogno di aiuto, debba saldare un debito o si trovi in una situazione urgente. Insomma, la truffa va verso il vero obiettivo che è sempre conquistare la fiducia della vittima facendo leva sul legame con una persona cara, fino a convincerla a consegnare denaro, gioielli o a eseguire un pagamento per risolvere la situazione.

Il consiglio è: prudenza 

A differenza dell’altra truffa telefonica che sta circolando questa estate - quella dei finti carabinieri che per rendersi credibili invitano la vittima a richiamare il 112 per avere conferma ma la telefonata viene deviata a un falso centralino delle forze dell’ordine - l’efficacia del raggiro del conoscente al mare non sta nella tecnica sofisticata, ma nella capacità di sfruttare le emozioni, la distrazione o anche gli equivoci. Per questa truffa, come per le altre al telefono, vale il principio di prudenza e di diffidenza verso chiamate strane o non chiare, e se si ha anche il minimo sospetto che qualcosa non va, bisogna interrompere subito la conversazione. Senza preoccupazioni, perché se dall’altra parte del telefono c’era per caso una persona conosciuta o ben intenzionata, questa capirà la situazione e saprà come ricontattare.

Cosa non fare 

Il primo sospetto deve venire se la persona che chiama non si presenta chiaramente e, in ogni caso, è bene evitare di fornire nomi, luoghi, altri dettagli personali, oppure dare conferme alle domande. Se poi si arriva fino alla richiesta di consegnare denaro, preziosi o eseguire pagamenti, è praticamente certo che si è vittime di una telefonata fraudolenta e, ovviamente, non va eseguita nessuna delle richieste. In caso di dubbi o timori di aver subito una truffa telefonica le forze dell’ordine invitano a rivolgersi subito ai carabinieri o alla polizia postale per sporgere denuncia.

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